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Zivkov ha governato la Bulgaria dal 1954 al 1989 e vanta un curriculum di dittatore di tutto rispetto: in Bulgaria i campi di concentramento per gli oppositori o gli elementi "asociali", altrove chiusi già alla fine degli anni '50, sono stati in funzione fino a tutto il 1965; Zivkov è stato inoltre tra i più accesi fautori dell'intervento militare in Cecoslovacchia nel 1968; infine, negli anni '80, il leader comunista bulgaro, di fronte alla crisi economica e politica del paese, non ha esitato a lanciare una campagna di "bulgarizzazione" forzata della minoranza turca (il 10% della popolazione) che ha portato all'uccisione di MOLTI turchi
che rivendicavano i loro diritti. Nonostante questo, i governi "democratici" succedutisi negli ultimi nove anni non hanno trovato di meglio che incriminarlo per appropriazione indebita e Zivkov ed è stato costretto agli arresti domiciliari fino al settembre del 1996. Il suo ritorno in politica nel Partito Socialista è avvenuto nel 1997; la SDS, formazione di destra, di fronte alla protesta sociale montante ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori con lo spettro del ritorno della dittatura "comunista". Zivkov è morto a Sofia nel 1998.
(fonti: "Kontinent", "Nova Makedonija")
Sottofondo: Inno sovietico
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