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REGIME IN PAKISTAN

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ZIA UL-HAQ

FONTE: Il Cassetto

Il regime fondamentalista di Zia
Nel settembre del 1977 il generale Muhammad Zia Ul-Haq guida un colpo si stato che porta all'arresto e poi all’impiccagione di Bhutto. Nominato presidente della Repubblica, Zia impone al Pakistan la svaria (legge islamica), cancellando la vecchia Costituzione che era ispirata alla Common Law britannica. Ispirato dal teologo Abu Ala al Mawdudi, leader del gruppo radicale Jamaa e Islami, Zia stabilisce pene severissime per l'adulterio, la diffamazione e il consumo di alcolici. Nel 1984 vara la “blasphemy law”: il reato di apostasia è punito con la pena di morte. E’ uno strano fondamentalismo, quello di Zia: lo sostengono i vertici militari finanziati da Washington.

Tre milioni di profughi afghani
L'invasione sovietica dell'Afghanistan nel dicembre del 1979 coinvolge pesantemente il Pakistan. Nel giro di pochi anni tre milioni di profughi afghani si rifugiano lungo il confine tra i due paesi. La resistenza afghana stabilisce in Pakistan le sue basi. Gli Usa sostengono il Pakistan economicamente e militarmente in funzione antisovietica.

La fine di Zia
Zia è ucciso assieme all’ambasciatore americano in un attentato aereo nel 1988. Le nuove libere elezioni sono vinte dal  Ppp e Benazir Bhutto (figlia di Alì) diventa la prima donna alla guida di uno stato islamico. Nell'agosto del 1990 il presidente scioglie il governo della Bhutto, accusata di corruzione e abuso di potere, e dichiara lo stato d'emergenza. Il nuovo primo ministro è Mian Nawaz Sharif capo dell'Alleanza democratica islamica. Nel 1993 le nuove elezioni sono vinte dal Ppp e Benazir Bhutto torna alla guida del governo, mentre Faruq Leghari viene eletto presidente.

 

Sottofondo: Walkirie (Wagner)

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ZIA UL HAQ




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