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Amedeo Lomonaco >>>

 



STIME DELLE VITTIME DELLE PRINCIPALI DITTATURE NEL MONDO

 Fonte: Wikipedia

Sono stime indicative ma i dati in questa voce, nella maggior parte dei casi, non possono essere considerati "oggettivi" e "affidabili" in termini assoluti; sia perché in molti casi non esistono dati certi, sia perché i dati vanno interpretati in relazione alla fonte e all'interpretazione del termine "dittatura" che le varie fonti utilizzano.

In molti dei paesi menzionati in questa voce non sono presenti istituzioni che tengano registri numerici sull'entità della popolazione come l'anagrafe, oppure non vengono effettuati accurati censimenti, come p.es si facevano in Europa prima della seconda guerra mondiale, che sono serviti per stimare ad esempio le vittime dell'Olocausto e del Comunismo, e che vengono ancora contestate da storici revisionisti.

Asia

Birmania

  • (1962 - 1988): Ne Win

    • Rummel[1]: 107.000 vittime

    • Stime più alte: oltre 60.000 morti

Cambogia

Cina

  • (1926 - 1949): Chiang Kai-shek

    • Rummel: 10.214.000 democidi

    • Stime governo cinese: 3 milioni di esecuzioni

  • (1949 - 1976): Mao Zedong

    • Libro nero del comunismo: 65 milioni

    • Rummel: 35 milioni (di cui circa 7,5 per il Grande balzo in avanti e 7,7 per la Rivoluzione culturale) 

    • Daniel Chirot:: da 830.000 a 3 miliondi per riforme terriere; da 20a 40 milioni per la carestia, a 1 a 20 milioni per la Rivoluzione Culturale.

    • Stime degli oppositori: da 70 a 161 milioni di morti di cui da 30 a 50 per la carestia, da 15 a 30 per uccisioni e esecuzioni, da 20 a 53 nei laogai e da 5 a 20 nella Rivoluzione Culturale (Taiwan ha riferito di 37 milioni di giustiziati e 18,1 milioni morti nella Rivoluzione Culturale, ma questi dati sono da prendere come esagerati).

Corea del Nord

  • (1948 - 2005)

    • Libro nero del comunismo: 2 milioni

    • Rummel: 1.663.000 democidi dal governo nordcoreano, di cui 1.293.000 in Corea del Nord e 363.000 in Corea del Sud.

Indonesia

  • (1965 - 1998): Suharto

    • WHPSI: 575.000 morti per violenza politica nel biennio 1965-1966

    • Stime ufficiali: 500.000 uccisi

    • Organizzazioni per la difesa dei diritti umani: da 1 a 2 milioni di esecuzioni

Iran

  • (1953 - 1979): Mohammad Reza Pahlavi

    • Rummel: 16.000 democidi (ovvero morti causati dal governo; il libro è stato scritto nel 1987)

    • Organizzazioni per la difesa dei diritti umani:circa 5.000 morti

  • (1979 - 1989): Ruhollah Khomeini

    • Rummel: 56.000 democidi

    • Amnesty International: 6.108 esecuzioni o più

Iraq

Laos

  • (1975 - 2005)

    • 3/12/1998 Polish Press Agency e Concilio per l'indipendenza e la democrazia dei dissidenti laotiani: 300.000 esecuzioni politiche.

    • Rummel: 43.000 democidi.

Mongolia

  • (1924 - 1991):

    • Kapionsky: 30.000-35.000 persone uccise dal 1921 al 1941.

    • Rummel: 100.000 democidi.

Taiwan

Unione Sovietica

  • Stime complessive 1917-1991

    • Libro nero del comunismo: 20 milioni

  • Lenin: (1917-1922)

    • stime più basse: 30.000-50.000 giustiziati per controrivoluzione

    • stime più alte: 1.860.000 esecuzioni di cui 28 di vescovi, 1.200 di preti, 6.000 di professori e insegnanti, 8.000 di dottori, 54.000 di ufficiali, 260.000 di soldati, 103.000 di ufficiali di polizia, 48.000 di poliziotti, 12.800 di lavoratori civili, 350.000 di altri intellettuali, 192.000 di operai e 815.000 di contadini (riconosciute come stime esagerate)

  • Stalin (1924-1953)

    • Deportazione dei kulaki: almeno 650.000 (260.000 mrti tra il 1929 e il1932, 390.000 tra il 1932 e il 1940).

    • Altre deportazioni: da 232.000 a 4 milioni

    • Carestia: da 2 a 10 milioni (molti considerano i morti per la carestia vittime di Stalin).

    • Morti nei gulag: da 1,6 a 39 milioni (alcuni portano i morti a 70 milioni, ma tale cifra è stata smentita)

    • Esecuzioni: da 786.098 (cifra degli archivi sovietici) a 8 milioni

    • Stime totali (approssimative): da 8 a 60 milioni di morti.

Vietnam

  • (1975 - 2005)

    • Libro nero del comunismo: 1 milione

    • Jacqueline Desbarats e Karl Jackson: 65.000 esecuzioni.

    • Orange Count Register: 165.000 morti nei campi

    • Encarta: 30.000-40.000 boat people morti

    • Rummel: 1.040.000 democidi di cui 100.000 giustiziati, 95.000 nei campi di rieducazione e 48.000 per i lavori forzati. Rummel dice di 460.000 cambogiani e 87.000 laotiani uccisi dal governo vietnamita. Infine afferma che 250.000 boat people sono morti a causa del governo del Vietnam.

Vietnam del Nord

  • (1945 - 1975)

    • Clodfelter: da 15.000 esecuzioni 1954-1956.

    • Bernard Fall: 50.000 esecuzioni

    • Gilbert: 100.000 esecuzioni

    • Rummel: 415.000 democidi di cui 15.000 nel terrore antinazionalista, 250.000 nelle riforme delle terre, 100.000 nel terrore politico, 13.000 nelle rivolte, 24.000 nei campi di lavoro e 13.000 per altre cause. Inoltre dice che durante la guerra del Vietnam i vietnamiti del nord commissero 216.000 uccisioni, di cuo 166.000 nel Vietnam del Sud e 50.000 nel Vietnam del Nord.

Vietnam del Sud

  • (1955 - 1975)

    • UAAR: 80.000 esecuzioni 1955-1960

    • Rummel: 39.000 democidi in tempo di pace, 51.000 democidi in tempo di guerra.

Europa

Albania

  • (1946 - 1985): Enver Hoxha

    • New York Times: 5.000 esecuzioni politiche.

    • WHPSI: 5.235 esecuzioni politiche 1948-1952.

Austria

  • (1933 - 1934): Engbert Dolfuss

    • Eckhardt: 1.000 civili uccisi durante gli scioperi del 1934.

    • Stime più alte: 2.000 morti provocati da Dolfuss.

Bulgaria

i

Cecoslovacchia

  • (1948 - 1989)

    • 20/05/2000, Nuova Agenzia Ceca: 238 esecuzioni politiche.

    • Rummel: 65.000 democidi.

Germania

  • (1934 - 1945): Adolf Hitler

    • Maggioranza delle stime: tra 14.412.000 e 20.627.000 morti, di cui tra 5.100.000 e 6.000.000 di ebrei, tra 1.800.000 e 1.900.000 di polacchi non ebrei, tra 200.000 e 800.000 persone disabili, 100.000 comunisti, tra 10.000 e 25.000 omosessuali, 2.000 testimoni di Geova, tra 3.500.000 e 6.000.000 di civili slavi, tra 2.500.000 e 4.000.000 di prigionieri e tra 1 milione 1,5 milioni di oppositori politici.

    • Stime più alte: 25-30 milioni di morti

Gran Bretagna

Durante la guerra anglo-boera, non meno di 26000 donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento brittanici. Ad essi vanno aggiunte le vittime della popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte dei loro padroni nei campi di concentramento.

Italia

  • (1922 - 1945): Benito Mussolini

    • Mark Mazower: 29 condanne a morte prima del 1939.

    • Rummel: 224.250 democidi, di cui 200.000 in Etiopia e in Libia, 15.000 in Jugoslavia, 9.000 in Grecia e 250 in Italia.

Jugoslavia

  • (1941 - 1945): Ante Pavelic

    • John Campe: 326.000 uccisi.

    • Rummel: 655.000 democidi

  • (1944 - 1980): Josip Broz, detto Tito

    • Mark Mazower: 60.000 morti.

    • John Campe: 100.000 morti.

    • Noel Malcolm: 250.000 morti.

    • Rummel: 1.072.000 democidi, di cui 500.000 nel 1944-45 e 572.000 nel 1945-80.

Polonia

  • (1948 - 1989)

    • Tina Rosenburg: 30.000 uccisi.

    • Rummel: 22.000 democidi.

    • Grzegorz Ekiert: 8.668 uccisi (1944-1948)

Repubblica Democratica Tedesca

  • (1949 - 1989)

    • Rummel: 70.000 democidi

    • WHPSI: 6.192 esecuzioni politiche (1948-52).

Romania

  • (1944 - 1989)

    • Ufficiale: 60.000 vittime (Da una sentenza di una corte rumena che trovò Ceausescu colpevole di genocidio, riportato dal Time dell'8 gennaio 1990)

    • Rummel: 435.000 democidi.

Spagna

  • (1939 - 1975): Francisco Franco

    • Stime ufficiali: 192.684 esecuzioni, 1939-44.

    • Stime degli oppositori: oltre 500.000 tra giustiziati e scomparsi.

Ungheria

  • (1946 - 1989)

    • Rummel: 27.000 democidi (unica stima trovata).

America

Guatemala

  • (1966 - 1974): Peralta Azuria e Julio Cèsar Menguez Montenegro

    • Commissione per la chiarificazione storica: 42.275 uccisioni.

    • Stime sulla guerra civile: 100.000 morti e 40.000 "scomparsi".

Nicaragua

  • (1967 - 1979): Anastasio Somoza (nipote)

    • Stime ufficiali: 20,000 morti

    • Organizzazioni per la difesa dei diritti umani : 50,000 morti

Haiti

  • (1957 - 1971): François Duvalier

    • Stime ufficiali: 20,000 morti

    • Organizzazioni per la difesa dei diritti umani: 60,000 morti

Cuba

  • 1959 - oggi: Fidel Castro

    • Giustiziati ufficialmente: 5.760.

    • Stime degli oppositori: 88.000, di cui 18.000 per esecuzioni, 3.000 per esecuzioni extragiudiziarie, 1.000 morti in prigione e 66.000 morti per aver tentato di fuggire da Cuba.

Argentina

  • (1976 - 1983): Junta militar

    • CONADEP: 9.000 desaparecidos 

    • Dipartimento di Stato degli Stati Uniti: 10-15.000 tra morti e scomparsi 

    • Organizzazioni per la difesa dei diritti umani: 30.000 desaparecidos

Cile

  • (1973 - 1990): Augusto Pinochet

    • Commissione Rettig e Rapporto Valech: 2.095 morti e 1.102 "scomparsi"

    • Altre stime: 30.000 morti (organizzazioni per la difesa dei diritti umani) - 80,000 morti (stime di oppositori)

Paraguay

  • (1954 - 1989): Alfredo Stroessner

    • Stime ufficiali: tra 200 e 400 sospetti guerriglieri uccisi

    • organizzazioni per la difesa dei diritti umani: 1,200-3,000 morti

Africa

Etiopia

  • (1974 - 1991): Mengistu Haile Mariam

    • Agence France Presse: da 50.000 a 200.000 uccisi.

    • Harf e Gurr: 30.000 giustiziati (1974-1979)

    • New York Times: 150.000 uccisi.

Guinea Equatoriale

  • (1968 - 1979): Francisco Macías Nguema

    • Washington Post, Los Angeles Times, World Almanac: 50.000 uccisi

    • Encarta: 80.000 uccisi

    • AP: 100.000 uccisi

Note

  1. Le stime di Rummel si basano su assunzioni decisamente esagerate; in quanto spesso includono anche i cosidetti democidi, cioè, in generale, morti volute dal governo, anche su popolazioni straniere e in tempo di guerra. Sono riportate come contrasto con la maggioranza delle stime. Per maggio dettagli vedere la voce Rummel.

Bibliografia

Alcuni libri che trattano esplicitamente il tema delle vittime delle dittature sono elencati di seguito. Nota bene: non tutti questi testi sono da considerarsi fonti scientifiche o imparziali.

  • Rudolph J. Rummel, Lo Stato, il democidio, la guerra, Leonardo Facco Editore, 2002

  • Rudolph J. Rummel, Stati assassini. La violenza omicida dei governi, Rubbettino, 2005, 

  • Stéphane Courtois, Il libro nero del comunismo, Mondadori, 1998, 

  • Philip Short, Pol Pot. Anatomia di uno sterminio, Rizzoli, 2005, 

  • Michael Vickery, Cambodia: 1975-1982, Silkworm Books, 2000, 

  • Charles Lewis Taylor e David A. Jodice, World Handbook of Political and Social Indicators, Yale University Press, 1983, 

 Sottofondo: Dies Irae (Berlioz)

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