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Fonte: Wikipedia
Sono stime indicative ma i
dati in questa voce, nella maggior parte dei casi, non possono essere
considerati "oggettivi" e "affidabili" in termini
assoluti; sia perché in molti casi non esistono dati certi, sia perché i
dati vanno interpretati in relazione alla fonte e all'interpretazione del
termine "dittatura" che le varie fonti utilizzano.
In molti dei paesi
menzionati in questa voce non sono presenti istituzioni che tengano
registri numerici sull'entità della popolazione come l'anagrafe,
oppure non vengono effettuati accurati censimenti, come p.es si facevano in
Europa prima della seconda guerra mondiale, che sono serviti per stimare ad
esempio le vittime dell'Olocausto e del Comunismo, e che vengono ancora
contestate da storici revisionisti.
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(1948
- 2005)
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Libro nero del
comunismo: 2 milioni
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Rummel:
1.663.000 democidi dal governo nordcoreano, di cui 1.293.000 in
Corea del Nord e 363.000 in Corea
del Sud.
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(1965
- 1998):
Suharto
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WHPSI:
575.000 morti per violenza politica nel biennio 1965-1966
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Stime ufficiali:
500.000 uccisi
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Organizzazioni
per la difesa dei diritti umani: da 1 a 2 milioni di esecuzioni
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Stalin
(1924-1953)
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Deportazione dei
kulaki: almeno 650.000 (260.000 mrti tra il 1929 e il1932,
390.000 tra il 1932 e il 1940).
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Altre
deportazioni: da 232.000 a 4 milioni
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Carestia: da
2 a 10 milioni (molti considerano i morti per la carestia vittime di
Stalin).
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Morti nei gulag:
da 1,6 a 39 milioni (alcuni portano i morti a 70 milioni, ma tale
cifra è stata smentita)
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Esecuzioni:
da 786.098 (cifra degli archivi sovietici) a 8 milioni
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Stime totali
(approssimative): da 8 a 60 milioni di morti.
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(1975
- 2005)
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Libro nero del
comunismo: 1 milione
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Jacqueline
Desbarats e Karl Jackson: 65.000 esecuzioni.
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Orange Count
Register: 165.000 morti nei campi
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Encarta:
30.000-40.000 boat people morti
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Rummel:
1.040.000 democidi di cui 100.000 giustiziati, 95.000 nei campi di
rieducazione e 48.000 per i lavori forzati. Rummel dice di 460.000
cambogiani e 87.000 laotiani uccisi dal governo vietnamita. Infine
afferma che 250.000 boat people sono morti a causa del governo del
Vietnam.
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(1945
- 1975)
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Clodfelter:
da 15.000 esecuzioni 1954-1956.
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Bernard Fall:
50.000 esecuzioni
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Gilbert:
100.000 esecuzioni
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Rummel:
415.000 democidi di cui 15.000 nel terrore antinazionalista, 250.000
nelle riforme delle terre, 100.000 nel terrore politico, 13.000
nelle rivolte, 24.000 nei campi di lavoro e 13.000 per altre cause.
Inoltre dice che durante la guerra
del Vietnam i vietnamiti del nord commissero 216.000 uccisioni,
di cuo 166.000 nel Vietnam del Sud e 50.000 nel Vietnam del Nord.
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(1955
- 1975)
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UAAR: 80.000
esecuzioni 1955-1960
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Rummel:
39.000 democidi in tempo di pace, 51.000 democidi in tempo di
guerra.
Durante la guerra
anglo-boera, non meno di 26000 donne e bambini boeri morti nei campi di
concentramento brittanici. Ad essi vanno aggiunte le vittime della
popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte
dei loro padroni nei campi di concentramento.
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(1944
- 1989)
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Ufficiale:
60.000 vittime (Da una sentenza di una corte rumena che trovò
Ceausescu colpevole di genocidio, riportato dal Time dell'8 gennaio
1990)
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Rummel:
435.000 democidi.
Note
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↑
Le stime di Rummel si basano su assunzioni decisamente esagerate; in
quanto spesso includono anche i cosidetti democidi, cioè, in
generale, morti volute dal governo, anche su popolazioni straniere e in
tempo di guerra. Sono riportate come contrasto con la maggioranza delle
stime. Per maggio dettagli vedere la voce Rummel.
Bibliografia
Alcuni libri che trattano
esplicitamente il tema delle vittime delle dittature sono elencati di
seguito. Nota bene: non tutti questi testi sono da considerarsi
fonti scientifiche o imparziali.
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Rudolph J. Rummel, Lo
Stato, il democidio, la guerra, Leonardo Facco Editore, 2002
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Rudolph J. Rummel, Stati
assassini. La violenza omicida dei governi, Rubbettino, 2005,
-
Stéphane Courtois, Il
libro nero del comunismo, Mondadori, 1998,
-
Philip Short, Pol
Pot. Anatomia di uno sterminio, Rizzoli, 2005,
-
Michael Vickery, Cambodia:
1975-1982, Silkworm Books, 2000,
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Charles Lewis Taylor e
David A. Jodice, World Handbook of Political and Social Indicators,
Yale University Press, 1983,
Sottofondo: Dies Irae
(Berlioz)
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