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Mentre la Cina appoggia
il regime e fornisce armi
Myanmar, la solita dittatura
Dopo il siluramento del primo ministro Khin Nyunt,
nell'ottobre 2004, i capi della giunta sono cambiati, ma la dittatura resta.
Arrestata due anni fa, la dirigente dell'opposizione, Aung San Suu Kyi, resta
in residenza coatta. Il regime è in carica per durare, e i sussulti
interni o esterni - il 7 maggio, la capitale, Yangon, è stata scossa da
tre attentati non rivendicati, che ufficialmente hanno provocato 19 morti e 59
feriti - non fanno che eternizzarla.
André e Louis Boucaud
Dopo la brusca defenestrazione nell'ottobre 2004 del primo
ministro, il generale Khin Nyunt, i generali al potere sono più che mai
padroni di Myanmar, un tempo Birmania. In un clima di rivalità personali
e di lotte fra clan, non si fanno alcuno scrupolo nel cancellare le illusioni e
le speranze dell'opposizione democratica e della comunità
internazionale. Iniziati a fine febbraio 2005, i lavori della Convenzione
nazionale per stabilire una nuova costituzione sono stati sospesi il 31 marzo -
ufficialmente a causa della stagione calda! - sino alla fine del monsone, in
novembre. Nuovo padrone della situazione è il generale Than Shwe, a
lungo considerato un elemento di equilibrio nella rivalità tra i
generali Khin Nyunt e Maung Aye. Presidente del Consiglio di stato per la pace
e la democrazia (State Peace and Democracy Council - Spdc), l'organo che dirige
il paese, impone la sua politica grazie agli uomini che è riuscito a
mettere in quasi tutti i posti chiave. In questa situazione il generale Maung
Aye, comandante in capo dell'esercito, vicepresidente dell'Spdc e numero due
del potere, ha grande difficoltà a mantenere il controllo
dell'esercito.
Dopo il
colpo di mano dell'esercito, che nell'estate 1988 aveva represso una rivolta
popolare, il generale Khin Nyunt era il potente capo dei servizi segreti.
È stato il primo segretario dell'Spdc, creato nel 1997, dopo un colpo di
stato interno (1). La sua nomina come primo
ministro nell'agosto 2003 era stata considerata, a torto, come una volontà
di moderazione della giunta desiderosa di riprendere il dialogo con
l'opposizione democratica. In realtà Khin Nyunt si differenziava dagli
altri falchi, Than Shwe e Maung Aye, più per la sua abilità e
capacità negoziale - in particolare con la comunità
internazionale - che per una reale volontà di condividere il potere. Di
fatto è stato l'artefice della politica che avrebbe permesso ai militari
di conservare il potere; una strategia basata sulla repressione
dell'opposizione democratica riunita intorno al premio Nobel per la pace Aung
Suu Kyi e sulla lotta contro l'insurrezione armata delle minoranze etniche.
Tuttavia
questa politica non era completamente accettata dagli altri due membri del
triumvirato, soprattutto dal generale Than Shwe, che non sopportava l'idea di
lasciare un sia pur piccolo spazio ad Aung Suu Kyi e alla sua Lega nazionale
per la democrazia (Lnd). Dopo la liberazione nella primavera 2002, Suu Kyi
aveva ripreso l'attività politica e anche nelle regioni dove non era mai
andata i suoi seguaci stavano diventando sempre più numerosi.
Probabilmente spaventato dall'accoglienza entusiastica della popolazione,
comprese le minoranze etniche, il generale Than Shwe ha dato ordine di
organizzare un'operazione di neutralizzazione dell'Lnd attraverso un'azione
violenta, così da giustificare l'arresto e il ritorno in prigione dei
suoi dirigenti più popolari. In occasione di un lungo viaggio nel nord
del paese di una delegazione dell'Lnd guidata da Suu Kyi e Tin Oo, il
vicepresidente, la sera del 30 maggio 2003 era pronta un'imboscata all'uscita
del villaggio di Tabayin, sulla strada per Mandalay. Decine di sostenitori
dell'Lnd furono massacrati da pregiudicati appositamente liberati per questa
azione e inquadrati dai membri dell'Union Solidarity Development Association (Usda),
l'organizzazione a vocazione di partito unico creata dal generale Than Shwe (a
seconda delle fonti, il numero di vittime variava tra 100 e 280). Molti
dirigenti dell'opposizione democratica ritengono che questa azione avesse lo
scopo di eliminare fisicamente Aung Suu Kyi (probabilmente deve la vita alla
pronta reazione del suo autista, che ha allontanato la macchina dagli scontri).
La gravità
dell'avvenimento ha affrettato la visita a Yangon, all'inizio di giugno 2003,
del rappresentante delle Nazioni unite, Razali Ismail. Nella capitale l'inviato
speciale dell'Onu ha potuto incontrare l'oppositrice, nel frattempo arrestata,
e due dirigenti della giunta militare, i generali Khin Nyunt e Maung Aye.
Questi hanno disapprovato i metodi utilizzati dal loro collega Than Shwe, senza
però condannarlo apertamente. Forte delle sue relazioni privilegiate con
la dittatura, Razali Ismail, presidente e azionista principale (il 30%) della
società Iris Technologies, fornitrice di servizi di e-passaport al
regime birmano, ha dichiarato di aspettarsi una liberazione di Suu Kyi nelle
settimane successive. In realtà l'inviato speciale dell'Onu si è
fatto «menare per il naso» e ha semplicemente confermato
l'incapacità dell'organizzazione internazionale di esercitare una
qualche influenza su Yangon. Per la terza volta dal 1989 i dirigenti dell'Lnd
sono stati internati e in pochi giorni tutto il lavoro di ricostruzione
politica avviato da Aung Suu Kyi dopo il miglioramento delle sue condizioni
detentive è stato cancellato.
Essendosi
rifiutata di partecipare alla farsa della Convenzione nazionale per non
convalidare una nuova costituzione già scritta, l'Lnd - e con essa tutti
i sostenitori della democrazia - è stata privata di qualunque diritto.
Ormai il potere militare sembra disinteressarsi alle proteste internazionali e
dell'Onu. E anche se alcuni membri dell'Associazione delle nazioni del sud-est
asiatico (Asean) si mostrano molto critici - soprattutto dopo la recente presa
di posizione americana del febbraio 2005, in cui per la prima volta il
segretario di stato americano Condoleezza Rice ha messo il Myanmar nella lista
degli «avamposti della dittatura» insieme alla Corea del nord e a
Cuba - altri paesi come la Thailandia sostengono apertamente Yangon. In realtà
il primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra ha grandi interessi economici
in Myanmar attraverso la società di telecomunicazioni satellitari Shin
Satellite, una filiale della Shin Corporation controllata dalla sua famiglia.
Infatti nel 2002 un contratto da 13 milioni di dollari è stato firmato
fra la Shin Satellite e il ministero delle Poste e telecomunicazioni birmano
(con una partecipazione della società semigovernativa Bagan Cybertech,
diretta all'epoca da un figlio del generale Khin Nyunt). Ciò spiega
probabilmente la dichiarazione di Thaksin (2)
all'inizio del 2005, che considera giustificato il mantenimento agli arresti
domiciliari di Aung Suu Kyi.
Una volta
neutralizzata l'opposizione democratica, Than Shwe doveva comunque mantenere
una parvenza di rappresentatività popolare diversa rispetto a quella dei
membri dell'Usda. In questo senso deve essere interpretato il mantenimento
della politica di reintegrazione delle minoranze etniche avviata da Khin Nyunt.
Queste diventarono quindi una sorta di simbolo di una pseudo-democratizzazione,
anche se né Than Shwe né Maung Aye hanno alcuna intenzione di fare delle
concessioni.
Dopo aver eliminato il generale Khin Nyunt nell'ottobre 2004, i suoi due rivali
hanno radicalmente modificato l'apparato che controllava attraverso i servizi
segreti, la polizia, i servizi di immigrazione e la dogana. Una purga senza
precedenti nella storia della dittatura dai tempi di Ne Win, il dittatore che
regnò fra il 1962 e il 1988. In questa fase di conquista del potere
assoluto, il generale Than Shwe ha potuto contare sull'appoggio del comandante
in capo dell'esercito Maung Aye, grande rivale del generale Khin Nyunt. In
realtà l'esercito teme e allo stesso tempo invidia l'apparato dei
servizi segreti militari, che, implicato a tutti i livelli gerarchici in
attività economiche legali e illegali, ha accumulato una fortuna enorme.
Prima di
far cadere Khin Nyunt, Than Shwe aveva assunto il controllo di molti posti
importanti. Alla fine del 2003 aveva nominato un gran numero di suoi
sostenitori alla testa delle 12 regioni militari che, fuori dalla capitale,
esercitano il potere effettivo sul paese. Inoltre per meglio controllare e
contrastare l'influenza del comandante in capo dell'esercito Maung Aye, Than
Shwe ha inserito nella struttura militare un ulteriore «livello»
costituito da quattro dirigenti per le operazioni speciali (3).
Questi controllano non solo le attività militari dei responsabili
regionali, ma anche la corretta applicazione della politica decisa dall'Spdc.
Tutti i vertici dei servizi segreti sono stati sostituiti, più di 300
ufficiali superiori sono stati arrestati o messi in pensione.
Tutti coloro che sono stati membri dei servizi militari (Military Intelligence,
Mi) o hanno avuto relazioni con questi ultimi sono stati allontanati. Nello
stesso periodo una vasta ristrutturazione politica ha estromesso dai posti
ministeriali tutti coloro che erano sospettati avere simpatie per il generale
Khin Nyunt.
Per
sorvegliare l'esercito e impedirgli di minacciare il suo potere personale, Ne
Win aveva rafforzato i servizi segreti. Al contrario i generali del potere
attuale preferiscono un contropotere meno indipendente. Dopo che la polizia
è stata «consegnata» al ministero degli Interni (ma tutti i
suoi capi sono ex ufficiali dell'esercito), i nuovi servizi segreti militari
chiamati Defence Services Military Security sono passati sotto il comando del
più potente dei responsabili regionali, quello di Yangon, che risponde
al generale Thura Shwe Mann (4), a sua volta
alle dirette dipendenze di Than Shwe. Il nuovo capo dei servizi segreti
militari, il generale Myint Swe, è di fatto un nipote di Than Shwe.
La vecchia trojka a capo dell'Spdc è stata quindi sostituita da quella
che i dirigenti delle minoranze etniche chiamano la «banda dei quattro»,
nella quale il comandante in capo dell'esercito Maung Aye sembra sempre più
isolato.
I due
principali dirigenti si scontrano su due punti chiave: da un lato Maung Aye
vorrebbe riprendere il dialogo con Aung Suu Kyi, mentre Than Shwe rimane
inflessibile su questo punto; dall'altro la politica nei confronti della Cina.
In passato quest'ultimo punto era stato un elemento di profondo disaccordo fra
Maung Aye e Khin Nyunt. Ma l'eliminazione di quest'ultimo non ha comportato
alcun cambiamento, in quanto Than Shwe ha continuato con pragmatismo la sua
politica. La politica cinese è strettamente associata ai gruppi wa.
Provenienti dall'ex Partito comunista birmano (Pcb), questi gruppi si sono
insediati lungo la frontiera cinese, nel nord-est del paese, dopo aver firmato
degli accordi di cessate il fuoco. Molti dei loro quadri sono dei cinesi
inviati da Pechino all'epoca del sostegno aperto della Cina al Pcb; rimasti in
Myanmar, costituiscono un importante elemento di trasmissione dell'influenza
cinese per mezzo di queste minoranze etniche. Si tratta di gruppi di pressione
molto utili per Pechino, poiché la Cina utilizza il confine naturale birmano
come protezione del suo fianco sud-ovest nei confronti dell'India e come via di
penetrazione privilegiata verso l'oceano Indiano, aggirando lo stretto di
Malacca.
Inoltre lo
sviluppo del bacino superiore del Mekong è per la Cina un obiettivo
molto importante, per il quale la cooperazione con il Myanmar è
indispensabile. Il progetto di miglioramento della navigazione del Mekong deve,
distruggendo le rapide e altri ostacoli naturali, rendere il fiume navigabile
nel suo corso superiore e permettere a navi di 500 tonnellate di utilizzarlo
per quasi tutto l'anno fra il sud dello Yunnan e Luang Prabang, in Laos. Nella
decisione gli interessi economici hanno prevalso sulle conseguenze ecologiche
ed è stato del tutto ignorato il parere delle popolazioni che vivono
lungo il fiume.
In cambio di questa appoggio, la Cina sostiene - militarmente ed economicamente
- il regime birmano (5).
Pechino
dispone di due importanti mezzi di pressione. In primo luogo il movimento
nazionalista wa - United Wa State Army (Uwsa) - che possiede la sua regione
autonoma (la regione speciale n. 2) lungo la frontiera cinese e il cui esercito
raccoglie circa 20.000 uomini. In secondo luogo i prestiti cinesi a bassissimo
tasso di interesse, fondamentali per un'economia birmana in difficoltà.
Non è un caso se nel marzo 2004 il viceprimo ministro cinese Wu Yi era a
Yangon per firmare 24 accordi di cooperazione tecnica ed economica, che
facevano seguito a un prestito di 200 milioni di dollari. Nazionalista
convinto, il generale Maung Aye accetta con difficoltà questa influenza
cinese, così come l'autonomia accordata alle minoranze etniche, che
continuano ad avanzare le loro rivendicazioni nazionaliste. Il suo obiettivo
sarebbe la repressione militare o la resa incondizionata di queste popolazioni.
Adesso, dopo l'eliminazione di Khin Nyunt, Maung Aye vorrebbe riprendere la
prova di forza con i gruppi che rifiutano di sottomettersi al potere centrale,
in particolare i wa dell'Uwsa. Al contrario Than Shwe, senza approvare
completamente la politica di Khin Nyunt, ritiene che in questo settore siano
stati raggiunti dei risultati positivi e non intende cambiare strategia. Ha
inoltre imposto a Maung Aye una politica di buon vicinato con Pechino, poiché
i finanziamenti cinesi sono indispensabili al Myanmar. D'altro canto la Cina
non permetterebbe che un governo ostile si insediasse a Yangon. Così il
regime birmano può contare su Pechino per la propria sopravvivenza.
note:
* Giornalisti.
(1) In seguito al colpo di stato
militare del 1988, fu istituito lo State Law and Order Restoration Council (Slorc),
rinominato State Peace and Democracy Council (Spdc) nel 1998.
(2) In Thailandia le persone sono
designate con il loro nome o, per precisare meglio di chi si tratta, con il
nome e cognome, ma mai direttamente con il solo cognome.
(3) Diretti da generali di corpo
d'armata vicini a Than Shwe, controllano, grazie a un nuovo sistema di quattro
divisioni amministrative militari, i comandanti regionali che sono alle loro
dipendenze a seconda della zona geografica.
(4) Capo di stato maggiore interarmi,
posto che è stato appositamente creato dal generale Than Shwe.
(5) La vendita di armi da parte della
Cina rimane considerevole, anche se il Myanmar ha di recente diversificato le
sue fonti di approvvigionamento, comprando Mig 29 dalla Russia, carri armati
pesanti T72 e mille mezzi blindati per il trasporto truppe Btr-3U dall'Ucraina.
(Traduzione di A. D. R.)
Sottofondo: Aria della
regina della notte (Mozart)
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