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Fonte: Wikipedia
La campagna Hitleriana di
genocidio nei confronti dei popoli dzigani principalmente Rom e Sinti
dell'Europa venne vista da molti come un'applicazione particolarmente bizzarra
della scienza razziale nazista. Gli antropologi tedeschi erano disorientati
dalla contraddizione che gli zingari erano discendenti degli originali invasori
ariani dell'India, che tornarono poi in Europa. Ironicamente, questo li
rendeva, in pratica se non in teoria, non meno ariani della stessa gente
tedesca. Questo dilemma fu risolto dal Professor Hans Gunther, uno dei
principali scienziati razziali, che scrisse:
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«Gli
Zingari hanno effettivamente mantenuto alcuni elementi della loro
origine nordica, ma essi discendono dalle classi più basse
della popolazione di quella regione. Nel corso della loro migrazione,
hanno assorbito il sangue delle popolazioni circostanti, diventando
quindi una miscela razziale di Orientali e Asiatici occidentali con
aggiunta di influssi Indiani, Centroasiatici ed Europei.»
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Come risultato, nonostante le
misure discriminatorie, alcuni gruppi di Rom, comprese le tribù tedesche
dei Sinti e dei Lalleri, vennero risparmiati dalla deportazione e dalla morte.
I restanti gruppi zingari soffrirono all'incirca come gli ebrei (e in alcuni
casi vennero degradati ancor più degli ebrei). Nell'Europa Orientale,
gli zingari venivano deportati nei ghetti ebraici, uccisi dagli Einsatzgruppen
delle SS nei loro villaggi, o deportati e gasati ad Auschwitz e Treblinka.
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