Google Inserisci i termini di ricerca Invia modulo di ricerca
 
Web www.dittatori.it


DITTATORI.IT

INTERAZIONI

Sito a cura di
Amedeo Lomonaco >>>

SOMOZA

  • Il regime dei Somoza    

DOCUMENTI VIDEO

 • Regime e caduta 

 

Video su dittatori >>>

 


APPUNTI PER STUDENTI



LA DITTATURA DEI SOMOZA IN NICARAGUA

FONTE: Nicaragua-nicaraguita

Anastasio Somoza García
(1937 - 1947 // 1950 - 1951 // 1951 - 1956)

Luis A. Somoza Debayle
(1956 - 1957 // 1957 - 1963)

Anastasio Somoza D
(1967 - 1972 // 1974 - 1979)

 

I SOMOZA IN NICARAGUA: UNA STIRPE DI DITTATORI

Nel 1928 le nuove elezioni decretarono la vittoria del liberale José María Moncada; nel frattempo, un altro leader liberale, Augusto César Sandino, continuò a combattere le forze americane di stanza nel paese fino al loro completo ritiro (1933). Tuttavia, l'influenza americana continuò nella persona di Anastasio Somoza che, a capo della Guardia nazionale, fece uccidere Sandino e mantenne per vent'anni il paese sotto il suo stretto e repressivo controllo.

Anastasio Somoza instaurò un regime repressivo, nell'interesse della propria famiglia e, sul piano internazionale, degli Stati Uniti. Il 28 settembre 1956 Anastasio Somoza morì in seguito a un attentato. Prese il suo posto il figlio Luis Somoza Debayle, mentre il fratello di Luis, Anastasio Somoza Debayle, assunse il comando della Guardia nazionale. Le elezioni del 1963 portarono alla presidenza il liberal-nazionalista René Schick Gutiérrez, ma il contesto politico ed economico non mutò. Alla sua morte (1966) i Somoza tornarono al governo con Anastasio Somoza Debayle. Si intensificava intanto la guerriglia del Fronte sandinista. Nel 1972, allo scadere del suo mandato, questi si dimise, ma continuò di fatto a esercitare il potere attraverso un triumvirato. Il 23 dicembre del 1972, Managua fu letteralmente rasa al suolo da un terremoto. Dichiarata la legge marziale, Somoza Debayle tornò al potere e nel 1974 fu rieletto formalmente presidente. 

Agli inizi del 1978 Pedro Joaquín Chamorro, direttore del giornale La Prensa ed esponente dell'opposizione moderata al regime, venne assassinato e Somoza fu accusato di complicità. Da quel momento la guerriglia antigovernativa, guidata dal Fronte sandinista di liberazione nazionale (un'organizzazione nata nel 1962 e che si ispirava al precursore liberale Augusto Sandino), si sviluppò in tutto il paese fino a trasformarsi in un'insurrezione generale che nel luglio 1979 costrinse Somoza a riparare negli Stati Uniti.
Dopo l'ingresso dei guerriglieri a Managua (20 luglio), fu insediato un governo di ricostruzione nazionale I sandinisti nominarono una giunta politica costituita da tutte le forze che avevano combattuto la dinastia Somoza e cercarono di risollevare le sorti di un paese prostrato dai conflitti e da una cronica povertà. 

Furono confiscate le fortune della famiglia Somoza, nazionalizzate le banche e prese avvio una riforma agraria con lo scopo di redistribuire la terra ai contadini. Di lì a poco si aprirono contrasti nella maggioranza e aumentò pericolosamente il conflitto tra le oligarchie locali e i sandinisti.

Nel 1981 la situazione precipitò, anche a causa della decisione del presidente americano Ronald Reagan di sospendere gli aiuti al paese, accusato di portare avanti una politica troppo sbilanciata a sinistra e di sostenere la guerriglia nel Salvador. Contemporaneamente gli Stati Uniti iniziarono a sostenere la guerriglia dei contras (abbreviazione di contrarevolucionarios), per lo più membri della Guardia nazionale somozista che avevano avviato dalle loro basi in Costarica un'azione di destabilizzazione e di sabotaggio del governo sandinista.

Per cercare di ovviare alla critica situazione economica e politica, dal 1982 il Nicaragua allacciò sempre più strette relazioni con l'URSS e con Cuba. Le elezioni del 1984 furono vinte a larga maggioranza dal candidato presidenziale sandinista, Daniel Ortega Saavedra, dal 1981 alla guida del paese. La situazione economica, già molto fragile, peggiorò ulteriormente nel 1985, anno in cui il presidente George Bush impose l'embargo economico sul paese.
La Contras non è comunque riuscita mai a minacciare seriamente il regime nicaraguense, venendo anzi gradualmente indebolita dall'inizio del 1988 per il taglio dei finanziamenti americani fino a esser costretta ad arretrare e ad arroccarsi oltre frontiera. 

Dopo il fallimento dell'iniziativa del Gruppo di Contadora (Messico, Colombia, Venezuela e Panamá) e i limitati progressi stimolati dal piano Arias, sotto la sollecitazione del processo di distensione fra le superpotenze, nell'agosto 1989 il vertice centro-americano di Tela (Honduras), abbandonato il principio della specularità con la situazione honduregna, ha avviato nel quadro della pacificazione regionale la soluzione del problema della guerriglia nicaraguense chiedendo la smilitarizzazione sotto il controllo internazionale dei campi della Contra: portata a compimento nel giugno 1990, questa ha così concluso una guerra costata ben 30.000 morti e più di 20.000 feriti, oltre ingenti danni alla già povera economia locale.

Le lunghe e spesso segrete trattative per far cessare il conflitto sortirono qualche effetto solo nel 1989, quando i contras si impegnarono a porre fine alla guerriglia e ai sabotaggi per rientrare legalmente in patria prendendo parte a elezioni multipartitiche.

Nelle elezioni del 1990 una coalizione antisandinista sostenuta dagli Stati Uniti, l'Unione di opposizione nazionale (UNO), ottenne la maggioranza all'Assemblea nazionale; la rappresentante dell'Unione, Violeta Barrios de Chamorro, eletta presidente al posto di Ortega, intraprese un programma di ricostruzione che includeva la smobilitazione delle armate dei ribelli contras, una graduale riduzione dei membri dell'esercito e una riforma monetaria. L'elevato tasso inflativo venne ridotto, ma la situazione economica non registrò sensibili miglioramenti.

Nel 1996, in un paese ancora lacerato dalle divisioni politiche e dalla violenza (nelle campagne operavano bande formate sia da ex contras che non avevano trovato un inserimento nella vita sociale, sia da ex membri della guerriglia sandinista e dell'esercito riformato durante la presidenza Chamorro), si tennero le elezioni, vinte dall'Alleanza liberale, un partito di estrema destra guidata da Arnoldo Alemán, il cui primo proposito era quello di cancellare ogni traccia del breve passaggio sandinista al governo del paese.

 Sottofondo: Requiem (Mozart)

?


ANASTASIO SOMOZA




ANNUNCI GOOGLE