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ROH TAE WOO: IL DITTATORE RIFORMATORE
Fonte: Encarta.it
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Nel 1987, in seguito a ripetute e violente proteste di massa causate dalla morte di uno studente nel corso di un interrogatorio di polizia, il presidente e dittatore Chun Doo Hwan fu costretto a concedere alcune riforme democratiche, tra cui l’elezione presidenziale a suffragio diretto. |
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Roh Tae Woo |
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Le elezioni di dicembre registrarono la vittoria di Roh Tae Woo, candidato del partito di governo.
Nel febbraio 1988 entrò in vigore una nuova Costituzione; approvata con un referendum popolare svoltosi nei mesi precedenti, inaugurava la Sesta repubblica. Negli anni successivi il processo di democratizzazione sudcoreano si rafforzò e migliorarono le relazioni internazionali del paese. Nel settembre del 1991 la Corea del Sud e quella del Nord vennero ammesse alle Nazioni Unite come entità statali separate e tre mesi dopo siglarono un mutuo patto di non aggressione, avviando negoziati volti a preparare la riunificazione dei due paesi. Nel gennaio 1992 il premier giapponese Miyazawa Kiichi, durante una visita ufficiale a Seoul, si scusò ufficialmente per le sofferenze
arrecate dai giapponesi al popolo coreano durante la lunga occupazione nipponica, interrompendo un silenzio diplomatico che era durato mezzo secolo.
Nel dicembre del 1992, per la prima volta dopo molti anni, alla presidenza della Corea del Sud venne eletto un civile. Assunta la carica nel febbraio 1993, Kim Young-Sam varò un radicale piano di riforme rivolto a contrastare la dilagante corruzione negli apparati dello stato e nell’esercito, ad allontanare i militari dalla politica, a liberalizzare l’economia e a incoraggiare gli investimenti stranieri.
Sottofondo: Rapsodia - Op. 79 n. 2 (Brahms)
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 ROH TAE WOO
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