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L'OPERAZIONE CONDOR

FONTE: Lettera 22

L'OPERAZIONE CONDOR: intervista di Manfredo Pavoni Gay al Premio nobel alternativo alla pace del 2002, Martin Almada

R. L'Operazione Condor non fu altro che terrorismo di stato esercitato nei paesi del sud America per annientare ogni forma di opposizione politica, sociale e culturale. Un genocidio che ha lasciato una scia di sangue, devastazione sociale e impunità che tutt'ora affligge i nostri popoli. Si trattava di un patto criminale tra i governi militari del Sud America «per salvare”, come si legge in un documento trovato nell'Archivio del terrore in Paraguay, “la civilità occidentale cristiana dalla sovversione marxista internazionale». L' Operazione Condor funzionava un po’ sul modello dell'Interpol di Parigi. Non è nata qui da noi in America Latina ma più a nord, negli Stati Uniti, che non ammettevano che nel loro “giardino di casa” - come chiamavano il nostro continente - ci potessero essere governi autonomi riformisti, non certo rivoluzionari, come quello cileno di Salvador Allende. Con L'Operazione Condor si inaugurava un modello liberista di esclusione sociale e al tempo stesso globalizzò il terrorismo di stato.

D. Come funzionava?
R. Funzionava come una rete in cui finivano intrappolati i dissidenti, gli intellettuali e persino i politici e i militari leali alla costituzione e al loro paese. Un esempio? A Roma, Bernardo Leighton, mite dirigente democristiano cileno che non faceva parte del governo Aallende, è stato quasi ucciso insieme a sua moglie Anita Fresno solo per aver criticato il colpo di stato contro un presidente costituzionalmente eletto. Orlando Letelier ministro dell'interno cileno e ambasciatore negli Usa è saltato in aria proprio a Washington insieme alla sua assistente nordamericana Ronny Moffit, perché da esiliato Stati Uniti cercava di raccontare la verità sui macellai della giunta militare e dava un fastidio terribile al generale Pinochet. Questi ordinò a Contreras di eliminarlo con il sostegno del Paraguay di Stroessner, che fornì passaporti falsi a Micael Townley, agente della Cia, e a Fernado Lario, agente cileno, per recarsi negli Usa e preparare l'attentato. Lo ha raccontato Townley in persona durante la sua detenzione negli Stati Uniti. L’Operazione Condor significava l’impossibilità non solo di opporsi a regimi sanguinari, ma anche di trovare rifugio in altri paesi. Molte vittime del Condor erano esiliati, alcuni erano sotto la protezione dell'Alto Commissariato per le Nazioni Unite, eppure venivano sequestrati e uccisi.

D. Cosa contiene l'Archivio del terrore in Paraguay?
R. L'Archivio del terrore è stato scoperto grazie ai tanti anni di indagine che ho svolto durante l'esilio in Francia, dove lavoravo all'Unesco. E grazie alla collaborazione di militari che non volevano più essere testimoni cechi delle efferatezze compiute da Stroessner e dai suoi sostenitori. Grazie a una soffiata, poco tempo dopo la caduta della dittatura, insieme a un giovane giudice sono riuscito a entrare in un deposito della polizia politica di Asunción dove erano nascosti tonnellate su tonnellate di documenti, foto segnaletiche, nastri magnetici con registrazioni delle sedute di tortura, passaporti, lettere e verbali delle riunioni tra le varie intelligence. Era l'archivio della dittatura, il libro nero del regime di Stroessner. L'archivio contiene numerose informazioni sull’Operazione Condor e sulla collaborazione tra Pinochet, Videla, Stroessner e le dittature di Brasile, Uruguay e Bolivia. Ci sono manuali della Cia che spiegano come mantenere in vita le persone torturate. Si tratta di un archivio unico al mondo, purtroppo ancora poco conosciuto, anche se il giudice spagnolo Baltasar Garzón lo ha utilizzato per raccogliere documentazione per il processo a Pinochet.

D.Nell'archivio si dice abbiate trovato anche documenti che proverebbero il coinvolgimento di neo fascisti italiani, tra cui Stefano delle Chiaie, Vincenzi Vinciguerra e Pierluigi Concutelli, nell'attentato al segretario della Dc cilena Leigthon e la loro collaborazione con i regimi di Pinochet e Stroessner. E' davvero così?
R.Lo confermo. Esistono documenti in cui i neo fascisti italiani scrivono a Pinochet e Stroessner, mettendosi a loro disposizione per sconfiggere il pericolo marxista. In una lettera a Stroessner, Delle Chiaie dice di «essere un esule poiché in Italia c'è un regime comunista». Abbiamo trovato anche carte che provano che alcuni tra gli assassini di Aldo Moro erano in possesso di documenti falsi paraguayani, Su questo stiamo indagando, per capire se il caso Moro aveva a che fare con l’ Operazione Condor.

D.Esistono documenti che provano il coinvolgimento della Cia o del Governo degli Stati Uniti nell'Operazione Condor?
R.Sì, esistono. Il direttore della Cia tra il 1976 e il 1978, gli anni in cui il Condor fece più vittime, si chiamava George Bush. Nell'archivio abbiamo trovato un documento che prova che un certo generale Robert Thierry fu invitato come cooperante in Paraguay per formare i primi torturatori del regime di Stroessner. Abbiamo anche la lista dei primi militari formati da Thierry. Un altro documento contiene la richiesta dell'ambasciata paraguayana agli Stati Uniti per formare una sorta di Cia paraguayana.

D.E oggi? Funziona ancora l'Operazione Condor ?
R. Il Condor è ancora operativo. Nell'archivio abbiamo trovato un documento del maggio 1997 in cui un colonello paraguayano scrive a un militare ecuadoriano, spiegandogli che gli invia una lista dei "sovversivi" paraguayani per poter compilare una lista dei sovversivi dell'America Latina. Nel 1997 a Quito, in Ecuador, si è riunita la Conferenza degli eserciti latinoamericani. Cos'è questa conferenza se non un sostituto del Condor? Abbiamo chiesto di poter partecipare come membri di organismi internazionali per i diritti umani, ma ce lo hanno impedito.

D. Lei pensa che Pinochet, Stroessner e gli altri dittatori latinoamericani verranno mai condannati da un tribunale?
R. Penso di no. Tuttavia, la loro condanna l'hanno già sancita la società civile, le mamme, le nonne e i figli dei desaparecidos. Sono prigionieri della storia.

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