|
Omar Bongo Ondimba, noto anche come "Papà Obo", al potere dal 1967, è il decano dei capi di Stato del mondo. Malgrado un regime moderatamente autoritario, molti non lo considerano un dittatore. Ma la libertà d'opinione in Gabon non è garantita. In base alla Costituzione, il leader gabonese, può ricandidarsi tutte le volte che vuole alla presidenza della Repubblica. La personalizzazione, chiave del potere per molti leader africani, è una regola cui non sfugge il gabonese Bongo, che presta il nome all'università, al maggiore ospedale militare del Paese e alla città dove nacque, un tempo chiamata Lewai e oggi
Bongoville.
Nato nel 1935, si diploma all'Istituto tecnico di Brazzaville, allora capitale del Congo francese di cui il Gabon faceva parte in epoca coloniale. Dopo un anno trascorso nell'aeronautica francese nella base di Fort Lamy (Ciad, oggi N'Djamena) torna in Gabon non appena il Paese ottiene l'indipendenza ed entra subito al ministero degli Esteri. L'aumento del prezzo del greggio ha consentito, negli ultimi due anni, di risollevare la finanza pubblica e mettere in cantiere nuovi progetti sociali e per lo sviluppo delle infrastrutture.
Il Gabon beneficia non solo di risorse petrolifere, ma anche di una popolazione scarsa in un territorio generoso di prodotti di ogni genere: cacao, caffè, caucciù, legname, manganese, ferro,oro. I giacimenti di greggio sono in calo,ma le prospezioni off shore affidate a 14 multinazionali lasciano ben sperare. Il Paese è tuttavia sceso dal podio dei produttori di petrolio subsahariani, soppiantato dalla Guinea Equatoriale. Il reddito pro capite del Gabon è quattro volte superiore alla media dell' Africa subsahariana. Tuttavia, un'iniqua distribuzione della ricchezza lascia ampie fasce della popolazione in condizioni di estrema povertà. La
precarietà dei deboli si è acuita negli anni:oggi, malgrado un'industria solida,il tasso di disoccupazione sfiora il 22% della forza lavoro, mentre il salario minimo è di 67 euro mensili.
Nel suo lunghissimo governo, Bongo ha mantenuto saldo il legame privilegiato con Parigi, accorsa in sua difesa ad ogni crisi in nome di due magici nomi: Elf-Aquitaine e Total, principali beneficiari del greggio locale. Alla Francia, il Gabon ha fornito anche manganese e uranio, materiale che ha consentito all'ex madrepatria di diventare una potenza nucleare. Parigi è ancor oggi presente con una grande base militare,che di fatto ostacola i rapporti tra Gabon e Pentagono. La visita di Bongo a Bush, nel 2004, ha però dato il via al rafforzamento di una già intensa cooperazione economica. La scarsa popolazione e le ridotte dimensioni, che bloccano ogni velleità
egemonica, hanno favorito il ruolo del Gabon quale potenza diplomatica dell' Africa francofona.
Libreville ha saputo mediare tra i rivali alla presidenza della Repubblica centrafricana, contribuire ad allentare le tensioni in Togo, arginare la guerra civile nel Congo-Brazzaville.Non estraneo a quest'ultimo caso è il legame matrimoniale tra Bongo e la figlia del presidente congolese, Sassou-Nguesso.
Breve Cronistoria del Gabon In seguito a referendum, il Gabon ottiene l'indipendenza dalla Francia. 1961 Leon Mba eletto presidente. 1964 Un tentativo di golpe viene sventato dall'intervento della Francia. 1967 Muore Leon Mba; gli succede il suo vice, Albert-Bernard Bongo. 1968 Il Partito democratico del Gabon diventa l'unica formazione autorizzata. 1973 Bongo si converte all'Islam e assume il nome di el-Hadj Omar. 1975 Il Gabon viene ammesso nell'Opec. (FONTE: Televideo Rai)
Sottofondo: Odissea (Anonimo veneziano)
|