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Il termine olocausto
(dal greco holos "completo" e kaustos
"rogo" come nelle offerte sacrificali) venne introdotto alla
fine del XX
secolo per riferirsi al tentativo compiuto dalla Germania nazista di
sterminare tutti quei gruppi di persone ritenuti
"indesiderabili".
Shoah
La parola olocausto (dal
greco holokauston, che significa letteralmente "tutto
bruciato", cioè "rogo sacrificale offerto a Dio"),
si riferiva originariamente ai sacrifici che venivano richiesti agli ebrei
dalla Torah: si trattava di sacrifici di animali uccisi in maniera rituale
e bruciati sull'altare del tempio. Solo in tempi recenti il termine
olocausto è stato attribuito a massacri o catastrofi su larga
scala. A causa del significato teologico che la parola porta, molti ebrei
trovano problematico l'uso di tale termine: viene infatti considerato
offensivo dal punto di vista teologico pensare che l'uccisione di milioni
di ebrei sia stata una "offerta a Dio"; inoltre il popolo
ebraico non è stato "tutto bruciato", perché un suo
resto è sopravvissuto al genocidio.
Shoa
(שואה, traslitterato anche Shoah o Sho'ah),
che in lingua ebraica significa "distruzione" (o
"desolazione", o "calamità", con il senso di
una sciagura improvvisa, inaspettata), è un'altra parola utilizzata
per riferirsi all'Olocausto. Questo termine viene usato da molti ebrei e
da un numero crescente di non ebrei a causa del disagio legato al
significato letterale della parola olocausto. Cionondimeno è
riconosciuto il fatto che la stragrande maggioranza delle persone che
usano il termine olocausto non intendono tali implicazioni.
Infine molti Rom usano la
parola Porajmos o Porrajmos («grande divoramento»),
oppure Samudaripen («genocidio») per descrivere il
tentativo nazista di sterminio.
L'olocausto
nazista e altri genocidi
Il termine olocausto
viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di
circa 6 dei 9,5 milioni di ebrei che vivevano in Europa prima della
seconda guerra mondiale. Il numero delle vittime è confermato dalla
vasta documentazione lasciata dai nazisti stessi (scritta e fotografica) e
dalle testimonianze dirette (di vittime, carnefici e spettatori) e dalle
registrazioni statistiche delle varie nazioni occupate.
In alcuni ambienti il
termine olocausto viene usato per descrivere l'omicidio sistematico
di altri gruppi che vennero colpiti nelle stesse circostanze dai Nazisti,
compresi i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti,
omosessuali, malati di mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre
popolazioni slave. Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime
del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di
civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. Oggigiorno il
termine viene usato anche per descrivere altri tentativi di genocidio,
commessi prima e dopo la seconda guerra mondiale, o più in
generale, per qualsiasi ingente perdita deliberata di vite umane, come
quella che potrebbe risultare da una guerra atomica, da cui la frase
"olocausto nucleare".
Mentre oggigiorno il
termine 'olocausto' si riferisce solitamente al summenzionato assassinio
di ebrei su larga scala, viene a volte usato per riferirsi ad altri casi
di genocidio, specialmente quello Armeno e quello Ellenico che portò
all'uccisione di 2,5 milioni di cristiani da parte del governo
nazionalista ottomano dei Giovani Turchi tra il 1915 e il 1923. Comunque,
il governo turco nega ufficialmente che ci sia mai stato un genocidio,
sostenendo che la maggior parte delle morti fu causata da conflitti
armati, malattie e carestia, durante le rivolte della prima guerra
mondiale; questo nonostante il fatto che molte delle vittime si ebbero in
villaggi molto distanti dal campo di battaglia e che ci siano pesanti
indizi che vi fosse stato un tentativo di colpire talune comunità
non-islamiche (malgrado lo sterminio armeno non abbia coinvolto in quel
periodo la comunità armena di Istanbul e le comunità
ebraiche turche non abbiano subito particolari vessazioni, in quanto
gruppo religioso).
Descrizione
Le eliminazioni di massa
venivano condotte in modo sistematico: venivano fatte liste dettagliate di
vittime presenti, future e potenziali, così come sono state trovate
le meticolose registrazioni delle esecuzioni. Oltre a ciò, uno
sforzo considerevole fu speso durante il corso dell'olocausto per trovare
metodi sempre più efficienti per uccidere persone in massa, ad
esempio passando dall'avvelenamento con monossido di carbonio dei campi di
sterminio dell'Operazione Reinhard di Belzec, Sobibor e Treblinka, all'uso
dello Zyklon-B di Majdanek e Auschwitz; camere a gas che utilizzavano
monossido di carbonio per gli omicidi di massa venivano usati nel campo di
sterminio di Chelmno.
In aggiunta alle
esecuzioni di massa, i nazisti condussero molti esperimenti medici sui
prigionieri, bambini compresi. Uno dei nazisti più noti, il Dottor
Josef Mengele, era conosciuto per i suoi esperimenti come l'"angelo
della morte" tra gli internati di Auschwitz.
La portata di quello che
accadde nelle zone controllate dai nazisti non si conobbe fino a dopo la
fine della guerra. Numerose voci e testimonianze di rifugiati diedero
comunque qualche informazione sul fatto che gli ebrei venivano uccisi in
grande numero. Si tennero anche delle manifestazioni come, ad esempio,
quella tenuta il 29 ottobre 1942 nel Regno Unito; molti esponenti del
clero e figure politiche tennero un incontro pubblico per mostrare il loro
sdegno nei confronti della persecuzione degli ebrei da parte dei tedeschi.
Campi
di concentramento e di sterminio
I campi di concentramento
per gli "indesiderabili", erano disseminati in tutta l'Europa,
con nuovi campi creati vicino ai centri con un'alta densità di
popolazione "indesiderata": ebrei, intellighenzia polacca,
comunisti e gruppi Rom. La maggior parte dei campi era situata nell'area
del Governatorato Generale.
I campi di concentramento
per ebrei ed altri "indesiderabili", esistevano anche nella
stessa Germania, e benché non fossero pensati specificatamente per lo
sterminio sistematico, i prigionieri di molti di questi morirono a causa
delle terribili condizioni di vita o a causa di esperimenti condotti su di
loro da parte dei medici dei campi.
Alcuni campi, come quello
di Auschwitz-Birkenau, combinavano il lavoro schiavistico con lo sterminio
sistematico. All'arrivo in questi campi i prigionieri venivano divisi in
due gruppi; quelli troppo deboli per lavorare venivano uccisi
immediatamente nelle camere a gas (che erano a volte mascherate da docce)
e i loro corpi bruciati, mentre gli altri venivano impiegati come schiavi
nelle fabbriche situate dentro o attorno al campo. I nazisti costrinsero
anche alcuni dei prigionieri a lavorare alla rimozione dei cadaveri e allo
sfruttamento dei corpi. I denti d'oro venivano estratti e i capelli delle
donne (tagliati a zero prima che entrassero nelle camere a gas) venivano
riciclati per farne coperte o calze.
Tre campi: Belzec,
Sobibor, e Treblinka II, erano usati esclusivamente per lo sterminio. Solo
un piccolo numero di prigionieri veniva tenuto in vita per svolgere i
compiti legati alla gestione dei cadaveri delle persone uccise nelle
camere a gas.
Il trasporto dei
prigionieri nei campi era spesso svolto utilizzando convogli ferroviari
composti da carri bestiame, con un ulteriore elemento di umiliazione e di
disagio dei prigionieri.
Ebrei
L'antisemitismo era
comune nell'Europa degli anni
'20 e '30
(anche se le sue origini risalgono a molti secoli prima). L'antisemitismo
fanatico di Adolf
Hitler venne esposto nel suo libro del 1925,
il Mein
Kampf, che, inizialmente ignorato, divenne popolare in Germania
quando Hitler acquistò potere politico.
Il 1°
aprile 1933,
poco dopo l'elezione di Hitler al cancellierato,
il fanatico antisemita Julius Streicher, con la partecipazione delle Sturmabteilung
ed attraverso le colonne della rivista antisemita Der
Stürmer da lui diretta, organizzò una giornata di
boicottaggio di tutte le attività economiche tedesche gestite da ebrei
(l'ultima impresa gestita da ebrei rimasta in Germania venne chiusa il 6
luglio 1939).
Nonostante la fredda accoglienza da parte della popolazione tedesca che
fece rientrare il boicottaggio dopo solo un giorno, questa politica servì
a introdurre una serie di progressivi atti antisemiti che sarebbero poi
culminati nella Shoah.
Con una serie di
successive leggi le autorità tedesche limitarono sempre più
le possibili attività della popolazione ebraica fino a giungere,
nel settembre 1935,
alla promulgazione delle leggi
di Norimberga che, di fatto, esclusero i cittadini di origine ebraica
da ogni aspetto della vita sociale tedesca.
L'iniziale politica
tedesca di obbligare gli ebrei ad un'emigrazione «forzata» dai
territori del Reich raggiunse il suo apice nel corso del pogrom
del 9-10
novembre 1938,
passato alla storia con il nome di «Notte
dei cristalli», quando circa 30.000 ebrei vennero deportati
presso i campi di Buchenwald, Dachau
e Sachsenhausen
ed obbligati ad abbandonare, spogliati di ogni bene, la Germania e l'Austria
(annessa
nel marzo di quell'anno alla Germania) per poter riottenere la libertà.
Allo scoppio del secondo
conflitto mondiale la politica di emigrazione forzata non poté più
essere praticata con successo a causa delle difficoltà imposte
dalla guerra stessa. La nuova «soluzione» si basò sul
fatto che in molte città d'Europa gli ebrei avevano vissuto in zone
ben delimitate. Per questo i nazisti formalizzarono i confini di queste
aree e imposero una limitazione degli spostamenti agli ebrei che vi erano
confinati, creando i ghetti
moderni. I ghetti erano, a tutti gli effetti, prigioni nelle quali molti
ebrei morirono di fame e malattie; altri furono uccisi dai nazisti e dai
loro collaboratori dopo essere stati sfruttati nell'impiego a favore
dell'industria bellica tedesca.
Durante l'invasione dell'Unione
Sovietica oltre 3.000 uomini appartenenti ad unità speciali (Einsatzgruppen)
seguirono le forze armate naziste e condussero uccisioni di massa della
popolazione ebrea che viveva in territorio sovietico. Intere comunità
vennero spazzate via, venendo catturate, derubate di tutti i loro averi e
uccise sul bordo di fossati.
Nel dicembre del 1941
Hitler decise infine di sterminare gli ebrei d'Europa, durante la Conferenza
di Wannsee (20
gennaio 1942),
molti leader nazisti discussero i dettagli della "soluzione
finale della questione ebraica" (Endlösung der Judenfrage).
Dalle minute della
Conferenza risulta che il dottor Josef
Buhler, segretario di Stato per il Governatorato
Generale, spinse Reinhard
Heydrich ad avviare la «soluzione finale» nel proprio
distretto amministrativo.
Le decisioni prese a
Wannsee portarono alla costruzione dei primi campi di sterminio nel
contesto dell'Operazione
Reinhard che provvide alla costruzione ed all'utilizzo di tre centri
situati nel Governatorato Generale: Treblinka,
Sobibór e Belzec
che complessivamente, tra il 1942
ed l'ottobre 1943,
portarono alla morte di 1.700.000 persone deportate dai ghetti attraverso
l'utilizzo di camere a gas fisse e mobili che sfruttavano il monossido di
carbonio per le uccisioni.
Le «esperienze»
maturate nei campi dell'Operazione Reinhard condussero all'ampliamento del
campo di concentramento di Auschwitz, situato strategicamente in una zona
di facile accessibilità ferroviaria, e alla creazione di quattro
nuove grandi camere a gas ed impianti di cremazione presso il centro
distaccato di Auschwitz II - Birkenau. Ad Auschwitz, per lo sterminio
degli ebrei, vennero studiate nuove «soluzioni» che
permettessero di eliminare il maggior numero di soggetti nel modo più
rapido ed efficiente. Negli alti comandi nazisti, in particolare, si
mirava al risparmio delle munizioni che divenivano preziosissime per
l'avanzata sul fronte orientale. Vennero dunque utilizzate le camere a
gas, nelle quali il gas Zyklon B (acido prussico) veniva immesso
attraverso normali docce: le vittime morivano per asfissia nell'arco di
10-15 minuti.
Si calcola che durante la
seconda guerra mondiale persero la vita circa sei milioni di ebrei. Le
condizioni di abbrutimento ed annichilimento della persona sono state
riportate nelle pagine di Se questo è un uomo, capolavoro
dello scrittore italiano Primo Levi, deportato ad Auschwitz e
miracolosamente sopravvissuto alla prigionia nel campo di sterminio.
Omosessuali
Gli omosessuali erano un
altro dei gruppi presi di mira durante l'olocausto. Ad ogni modo il
partito nazista non fece mai nessun tentativo di sterminare tutti gli
omosessuali; in base alle prime leggi naziste, essere omosessuali in sé
non era un motivo sufficiente per l'arresto, occorreva avere compiuto
qualche atto omosessuale, punibile in base al paragrafo 175. Dopo la fine
delle SA e il trionfo delle SS, però, la persecuzione si aggravò,
anche se rimase sempre limitata ai gay tedeschi, ariani. Erano questi che
rifiutando di unirsi alle donne intralciavano la crescita della
"razza ariana". I nazisti si disinteressarono in genere degli
omosessuali maschi di altri popoli considerati inferiori, per concentrarsi
e tentare di "curare" i maschi gay tedeschi.
Alcuni membri prominenti
dei vertici nazisti, come Ernst Röhm, erano conosciuti dai loro stessi
compagni di partito come omosessuali, il che può rendere conto del
fatto che la dirigenza nazista diede segnali contrastanti su come trattare
con gli omosessuali. Alcuni dei leader volevano chiaramente il loro
sterminio, mentre altri si limitavano a chiedere un rafforzamento delle
leggi contro gli atti omosessuali, ma per il resto permisero agli
omosessuali di vivere come gli altri cittadini.
Le stime sul numero di
omosessuali internati con il triangolo rosa e uccisi variano molto. Si va
da un minimo di 10.000 fino a un massimo di 600.000. Questo ampio
intervallo dipende in parte dal criterio adottato dai ricercatori per
classificare le vittime: se solo omosessuali o anche appartenenti ad altri
gruppi sterminati dai nazisti (ebrei, rom, dissidenti politici). In
aggiunta a questo, le registrazioni delle ragioni per l'internamento
risultano non esistenti in molte aree.
Zingari
La campagna Hitleriana di
genocidio nei confronti dei popoli dzigani principalmente Rom e Sinti
dell'Europa venne vista da molti come un'applicazione particolarmente
bizzarra della scienza razziale nazista. Gli antropologi tedeschi erano
disorientati dalla contraddizione che gli zingari erano discendenti degli
originali invasori ariani dell'India, che tornarono poi in Europa.
Ironicamente, questo li rendeva, in pratica se non in teoria, non meno
ariani della stessa gente tedesca. Questo dilemma fu risolto dal Professor
Hans Gunther, uno dei principali scienziati razziali, che scrisse:
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«Gli
Zingari hanno effettivamente mantenuto alcuni elementi della loro
origine nordica, ma essi discendono dalle classi più basse della
popolazione di quella regione. Nel corso della loro migrazione, hanno
assorbito il sangue delle popolazioni circostanti, diventando quindi una
miscela razziale di Orientali e Asiatici occidentali con aggiunta di
influssi Indiani, Centroasiatici ed Europei.»
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Come risultato,
nonostante le misure discriminatorie, alcuni gruppi di Rom, comprese le
tribù tedesche dei Sinti e dei Lalleri, vennero risparmiati dalla
deportazione e dalla morte. I restanti gruppi zingari soffrirono
all'incirca come gli ebrei (e in alcuni casi vennero degradati ancor più
degli ebrei). Nell'Europa Orientale, gli zingari venivano deportati nei
ghetti ebraici, uccisi dagli Einsatzgruppen delle SS nei loro
villaggi, o deportati e gasati ad Auschwitz e Treblinka.Testimoni
di Geova
Testimoni di Geova,
malgrado la "dichiarazione dei fatti" del 1934 indirizzata dai
Testimoni di Geova al governo tedesco in cui si richiamava l'attenzione di
Hitler sul fatto che "cattolici ed ebrei si sono alleati nel
denigrare il governo nazionale tedesco e nel tentativo di boicottare la
Germania a motivo dei principi sostenuti dal partito
nazionalsocialista", furono tra i primi ad essere presi di mira dallo
stato nazionalsocialista con la deportazione nei campi di concentramento.
Essi rifiutavano il coinvolgimento nella vita politica, non volevano dire
"Heil Hitler" né servire nell'esercito tedesco.
Nel 1933, la comunità
religiosa fu messa al bando rendendo fuorilegge la loro opera di
predicazione. Nell'agosto del 1942, constatando che tutte le misure più
drastiche non erano servite né a bloccare le loro attività né ad
impedire le loro iniziative, Hitler stesso dichiarò con fervore in
un discorso che "questa genia deve essere eliminata dalla Germania".
Pur infliggendo numerosi colpi mortali, i Testimoni di Geova non furono
sterminati. Da 25.000 all'epoca dell'ascesa al potere nazista, dopo la
capitolazione del Reich si contavano ancora 7.000 attivi evangelizzatori.
Mentre gli altri erano
condannati senza alcuna possibilità di salvezza per motivi
razziali, politici o morali, solo per i Testimoni di Geova era prevista
l'opzione della liberazione dal campo di concentramento attraverso una
semplice firma di abiura. Pochissimi la firmarono. La stragrande
maggioranza, coraggiosamente, non fece compromesso col regime nazista,
anche a costo della propria vita.
Altri
Le popolazioni slave
erano tra gli obiettivi dei nazisti, soprattutto per quanto riguarda gli
intellettuali e le persone eminenti, anche se ci furono alcune esecuzioni
di massa e istanze di genocidio (gli Ustascia
croati ne sono l'esempio più noto).
Durante l'Operazione
Barbarossa, l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica del 1941-1944,
milioni di prigionieri di guerra russi vennero sottoposti ad arbitraria
esecuzione sul campo dalle truppe tedesche, in particolare dalle note Waffen
SS, o vennero spediti nei molti campi di sterminio per l'esecuzione,
semplicemente perché erano di estrazione slava. Migliaia di contadini
russi vennero annichiliti dalle truppe tedesche più o meno per le
stesse ragioni.
Il 24 agosto 1941, Adolf
Hitler ordinò la fine del Programma T4, l'uccisione sistematica,
definita dai nazionalsocialisti «eutanasia», dei malati di
mente ed i portatori di handicap a causa di proteste da parte della
popolazione tedesca.
Estensione
dell'olocausto
Il numero esatto di
persone uccise dal regime nazista è ancora soggetto a ulteriori
ricerche. Recentemente, documenti declassificati di provenienza britannica
e sovietica hanno indicato che il totale potrebbe essere superiore a
quanto ritenuto in precedenza. Ad ogni modo, le seguenti stime sono
considerate altamente affidabili.
-
5,6–6,1 milioni
di ebrei
-
3,5–6 milioni
di civili Slavi
-
2,5–4 milioni
di prigionieri di guerra
-
1–1,5 milioni
di dissidenti politici
-
200.000–800.000
tra Rom e Sinti
-
200.000–300.000
portatori di handicap
-
10.000–250.000
omosessuali
-
2.000 Testimoni di
Geova
Totale: fra i 13 e i 19
milioni di persone uccise e cremate nell'arco di quattro anni, per una
media di 11.000 persone uccise e cremate ogni giorno.
In base a questo dato,
ogni forno cremava oltre 150 di corpi al giorno, con un'efficienza almeno
venti volte superiore a quella di oggi. Infatti, esistevano 12 campi di
sterminio, e in ciascuno di essi c'era circa mezza dozzina di forni
crematori. Anche per questo motivo alcuni revisionisti sostengono che le
cifre delle vittime dell'olocausto fossero grandemente esagerate.
I
triangoli
I prigionieri, al loro
arrivo, erano obbligati ad indossare dei triangoli colorati sugli abiti,
che qualificavano visamente il tipo di «offesa» per la quale
erano stati internati. I più comunemente usati erano:
-
Giallo:
ebrei -- due triangoli sovrapposti a formare una stella
di David, con la parola Jude (Giudeo) scritta sopra
-
Rosso:
dissidenti politici, compresi i comunisti
-
Rosso con al
centro la lettera S:
repubblicani spagnoli
-
Verde:
criminali comuni
-
Viola:
Testimoni di Geova
-
Blu:
immigranti
-
Marrone:
zingari
-
Nero:
lesbiche e soggetti "antisociali"
-
Rosa:
omosessuali maschi
Interpretazioni
storiche
Come per ogni altro
evento della storia, gli studiosi continuano a dibattere su cosa è
avvenuto esattamente e perché. Tra le domande principali cui gli storici
hanno cercato di dare risposta troviamo:
-
Quante persone
vennero uccise nell'olocausto?
-
Chi fu coinvolto
direttamente nelle uccisioni?
-
Chi autorizzò
le uccisioni?
-
Chi sapeva delle
uccisioni?
-
Perché la gente
partecipò direttamente, autorizzò o accettò
tacitamente le uccisioni?
Funzionalismo
contro Intenzionalismo
Una questione principale
negli studi contemporanei sull'olocausto e quella del funzionalismo
contro l'intenzionalismo. Gli intenzionalisti sostengono che
l'olocausto venne pianificato da Hitler sin dall'inizio. Per i
funzionalisti invece, l'olocausto iniziò nel 1942 come risultato
del fallimento della politica di deportazioni nazista e delle imminenti
perdite militari in Russia. Essi sostengono che le fantasie di sterminio
delineate nel Mein Kampf e in altra letteratura nazista furono mera
propaganda e non costituivano dei piani concreti.
L'Olocausto
ed il consenso della popolazione tedesca
Un'altra controversia
è stata avviata dallo storico Daniel Goldhagen, il quale sostiene
che la gente comune tedesca conosceva ed era una partecipante volontaria
dell'olocausto, il quale affonderebbe le sue radici in un profondo e
antico antisemitismo eliminazionista tedesco. Altri sostengono che mentre
l'antisemitismo era innegabilmente presente in Germania, lo sterminio era
sconosciuto ai più e dovette essere rafforzato dall'apparato
dittatoriale nazista.
Revisionisti
e Negazionisti
Alcuni storici, spesso
legati ad ambienti neonazisti, hanno messo fortemente in discussione la
verità dell'olocausto, oscillando fra un forte scetticismo sui
numeri e sulle cause ("revisionisti"), fino alla totale
negazione dell'evento ("negazionisti dell'olocausto"). In
particolare contestano la stima di 6 milioni di ebrei morti che reputano
non documentata e non documentabile e superiore di 10 volte ai valori
reali.
Generalmente ritengono
che i deportati morissero di fame e di tifo. Il tifo (all'epoca pressoché
incurabile nè prevenibile) veniva trasmesso dai pidocchi presenti a
causa delle pessime condizioni igieniche in cui vivevano i gli internati.
I cadaveri sarebbero quindi stati trattati con l'insetticida Zyclon B
(prodotto all'epoca dalla IG Farben e ancora oggi in uso) per uccidere i
pidocchi ed evitare ai tedeschi di contrarre la malattia mentre li
portavano nei forni crematori.
È pur vero che,
anche senza contrarre il tifo, la vita media nei campi di sterminio era
comunque molto bassa a causa della fame e dei ritmi di lavoro massacranti.
Indipendentemente da quanti siano stati i deportati, poche centinaia
furono i sopravvissuti ritrovati dagli Alleati (nel 1945); comunque
pochissimi, se si tiene conto che dall'inizio dello sterminio erano
passati solamente 4 anni.
Il revisionismo
dell'olocausto invece sostiene che vennero uccisi molto meno di 5-6
milioni di ebrei, e che le esecuzioni non furono il frutto di una
deliberata politica nazista. Anche se i revisionisti sostengono di poter
portare prove documentali a loro supporto, i loro critici fanno notare che
le prove sono difettose, le ricerche tendenziose e le conclusioni
predeterminate. Molti sostengono che il revisionismo sia una forma di
antisemitismo e di conseguenza equivalente al negazionismo.
Una delle principali
argomentazioni contro l'entità dell'olocausto riguarda il numero di
cadaveri cremati: una media di oltre 10.000 cremazioni al giorno (oltre
400 all'ora) per quattro anni consecutivi avrebbe richiesto una quantità
di forni superiore a quelli effettivamente trovati. Inoltre ci sarebbero
state ingenti spese per il carburante.
Inoltre, i revisionisti
avevano obiettato che tutti i campi di sterminio si trovavano oltre la
cortina di ferro, e pertanto era impossibile accedervi e verificare poiché
la Guerra Fredda era in corso. Naturalmente, questa obiezione è
caduta con il muro di Berlino.
La pubblica esposizione
di tesi negazioniste è attualmente un crimine in molti paesi
europei: Francia, Spagna, Polonia, Austria, Svizzera, Belgio, Repubblica
Ceca, Slovacchia, Romania, Germania, Cipro e Lussemburgo.
Teologia
dell'olocausto
Alla luce dell'enormità
di ciò che venne visto nell'olocausto, molte persone hanno
riesaminato la visione teologica classica della bontà divina e
dell'intervento divino sul mondo. "Come può la gente avere
ancora fede dopo l'olocausto?" Per le risposte teologiche alle
questioni sollevate dall'olocausto si veda Teologia dell'olocausto.
Conseguenze
politiche
L'olocausto ha una serie
di ramificazioni politiche e sociali che arrivano fino al presente. Il
bisogno di una patria per molti rifugiati ebrei portò una parte di
loro a emigrare in Palestina, gran parte della quale sarebbe ben presto
diventata il moderno Stato di Israele. Questa immigrazione ha avuto un
effetto diretto sugli Arabi della regione, che è discusso negli
articoli sul conflitto arabo-israeliano, il conflitto israelo-palestinese
e quelli ad essi correlati.
Etica
e memoria
Il significato della
Shoah rinvia indissolubilmente al senso del ricordo per il presente e alla
ribellione al disumano quale espressione testimoniale di coesistenza
contro la riduzione a cosa perpetrata nei confronti del nostro vivere in
cui è da riconoscere una nuova e possibile aggressione dell'essenza
criminale rivelata dal nazionalsocialismo.
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Cronologia dell'olocausto

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