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Fonte: Wikipedia
Dopo aver sconfitto i nazionalisti del Kuomintang nella guerra civile, i comunisti fondarono la Repubblica Popolare Cinese il 1 ottobre 1949. Fu il culmine di oltre due decenni di lotta popolare diretta dal Partito Comunista. Dal 1954 al 1959, Mao fu Presidente della RPC e del PCC. Egli prese residenza a Zhongnanhai,
un complesso vicino alla Città Proibita di Pechino, nel quale decise la costruzione di una piscina al coperto e di altri edifici. Durante la sua presidenza, Mao portò spesso avanti il suo lavoro mentre era a letto o dal bordo di una piscina, secondo quanto dichiarato dal dottor Li Zhisui, che sostenne di essere stato il suo medico. (Il libro di Li, The Life of Chairman Mao, ha suscitato molto
dibattito.)
A seguito del consolidamento del potere, Mao avviò una fase di collettivizzazione rapida e forzata, che durò all'incirca fino al 1958. Il PCC introdusse un controllo dei prezzi che riuscì con ampio successo a spezzare la spirale inflattiva della precedente Repubblica di Cina, ed una semplificazione
della scrittura cinese che mirava ad aumentare l'alfabetizzazione. La terra venne ridistribuite dai proprietari terrieri ai contandini poveri e vennero intrapresi progetti di industrializzazione su larga scala, che contribuirono alla costruzione di una moderna infrastruttura nazionale. Durante questo periodo la Cina sostenne incrementi annui del PIL del 4-9%, oltra a un drastico miglioramento degli indicatori della qualità della vita, quali aspettativa di
vita e alfabetizzazione. Il PCC adottò inoltre delle politiche intese a promuovere la scienza, i diritti delle donne e delle minoranze, combattendo al tempo stesso l'uso di droghe e la prostituzione.
In questo periodo vennero portati avanti programmi quali la "Campagna dei Cento Fiori", nel quale Mao indicò la sua volontà di prendere in considerazione opinioni differenti su come doveva essere governata la Cina. Datagli la possibilità di esprimersi, molti cinesi iniziarono ad opporsi al Partito Comunista e a metterne in discussione la leadership. Questo venne inizialmente tollerato e addirittura incoraggiato, poiché si pensava che la critica costruttiva sarebbe stata di beneficio al Partito. Comunque, dopo pochi mesi, il governo di Mao ribaltò
la sua politica: fece bloccare la campagna ed iniziò una battaglia contro il nazionalismo. L'incarico di questa offensiva venne affidato a quello che venne successivamente chiamato Movimento Anti-Destra.
Nel 1958, Mao lancia il "grande balzo in avanti", un piano inteso come modello alternativo per la crescita economica, il quale contraddiceva il modello sovietico basato sull'industria pesante che veniva sostenuto da altri all'interno del Partito. In base a questo programma economico l'agricoltura cinese sarebbe stata collettivizata e la piccola industria rurale sarebbe stata incentivata. Nel mezzo del
grande balzo, Khrushchev annullò il supporto tecnico sovietico perché Mao era troppo radicale nello spingere per una rivoluzione comunista globale. Sempre in quel periodo si ebbe anche una grave siccità, che aumentò le difficoltà. Il grande balzo finì nel 1960, dopo che la scarsità di alimentari afflisse sia la città natale del presidente che la stessa Zhongnanhai. Sia in Cina che fuori, il grande balzo in avanti viene ora guardato come una politica disastrosa che contribuì alla morte di milioni di persone.
Il ritiro dell'aiuto sovietico, le dispute di confine, quelle sul controllo del comunismo mondiale, se questo dovesse essere rivoluzionario o mantenere lo status quo, e altre questioni riguardanti la politica estera, contribuirono alla scissione Cino-Sovietca negli anni '60.
A seguito di questo, altri membri del Partito Comunista, compresi Liu Shaoqi e Deng Xiaoping, decisero che Mao doveva essere privato del potere reale e rivestire solo un ruolo principalmente simbolico e cerimoniale. Essi cercarono di emarginare Mao, e nel 1959, Liu Shaoqi divenne Presidente
dello stato, mentre Mao lasciò la carica, mantenendo quella di Presidente del Partito Comunista.
Davanti al fatto di non essere più ascoltato sul piano politico, Mao rispose a Liu e Deng lanciando nel 1966 la Rivoluzione Culturale, nella quale la gerarchia comunista venne scavalcata, affidando il potere direttamente alle Guardie Rosse, gruppi di giovani, spesso adolescenti, che mettevano in piedi dei tribunali propri. La rivoluzione portò alla distruzione di molto del patrimonio culturale "borghese" della Cina e
all'imprigionamento di un gran numero di dissidenti cinesi, oltre ad altri sconvolgimenti sociali. Fu durante questo periodo che Mao scelse Lin Biao come suo successore, ma questi tuttavia tentò un colpo di stato militare nel 1971, che risultò fallimentare nella sua morte in un incidente aereo. Da quel momento in poi, Mao perse fiducia in molti dei vertici del PCC. La Rivoluzione Culturale ebbe un grande impatto sulla Cina ma Mao, che temeva la degenerazione del movimento, definì chiusa questa stagione nell'aprile
del 1969, durante il IX congresso del PCC (anche se la storia ufficiale della Repubblica Popolare Cinese ne indica la fine nel 1976, alla morte di Mao).
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Mao saluta il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon durante una sua visita in Cina nel 1972
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Negli ultimi anni della sua vita, Mao dovette affrontare una salute in declino, a causa del Morbo di Parkinson o, secondo Li Zhisui, di un'altra malattia neuro-motoria, oltre ai danni ai polmoni causati dal fumo e ai problemi cardiaci, e rimase passivo mentre diverse fazioni del Partito Comunista si mobilitavano nella lotta per il potere in previsione della sua morte. Quando Mao non potè più nuotare, la piscina coperta che aveva a Zhongnanhai
venne convertita, sempre secondo Li Zhisui, in un grande salone d'accoglienza. Durante questo decennio, venne creato attorno a Mao un culto della personalità nel quale la sua immagine veniva mostrata ovunque e le sue citazioni venivano inserite in grassetto o in caratteri rossi anche nelle pubblicazioni più mondane.
Ormai stanco e malato, il "Grande Timoniere" iniziò una politica di avvicinamento all'Occidente che ebbe come risultati l'ingresso della Cina nell'ONU (1971) e la visita ufficiale nel 1972 del presidente Richard Nixon a Pechino. In seguito agli accordi SALT
I dello stesso anno, iniziò anche un disgelo tra Mao e Leonid Bre¾nev: anche se non risolta definitivamente, la questione dei confini russo-cinesi non fu più un motivo di scontro tra le due superpotenze.
Dopo la sua morte, avvenuta il 9 settembre 1976, si svolse una lotta per il controllo del potere in Cina. Da una parte c'era la sinistra della Banda dei quattro, che voleva proseguire la politica di mobilitazione delle masse rivoluzionarie. Dall'altra la destra, che consisteva di due gruppi; i restaurazionisti guidati da Hua Guofeng, che sostenevano il ritorno ad una pianificazione
centralizzata in stile sovietico, e i riformatori, guidati da Deng Xiaoping, che volevano una revisione dell'economia cinese, basata su politiche pragmatiche, e la deenfatizzazione del ruolo dell'ideologia nel determinare le regole politiche ed economiche.
Dopo l'arresto della Banda dei Quattro e l'iniziale dominio di Hua (che fino al 1980 sarebbe stato capo del governo e fino al 1981 guidò il PCC), questa lotta fu vinta da Deng Xiaoping, il quale introdusse riforme economiche che si sono rivelate di ampio successo, aiutando la Cina a sostenere il più alto tasso di crescita economica del mondo negli ultimi due decenni.
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