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DAL LIBRO VERDE: I LAVORATORI

[I produttori sono i lavoratori]

I produttori sono i lavoratori e sono così chiamati perché le parole lavoratori, manovali, o classe operaia, si considerano al di fuori della realtà attuale. In base alla definizione tradizionale i lavoratori attraversano continuamente un processo evolutivo sia quantitativamente che qualitativamente, e la classe operaia è in diminuzione graduale e continua, conformemente all'evolversi delle tecnologie e delle scienze. Lo sforzo che era richiesto ad un numero elevato di lavoratori, oggi si sostituisce con l'uso del macchinario, e l'uso della macchina richiede un numero minore di operatori. Questo è il cambiamento quantitativo delle forze lavoratrici. Così pure la macchina richiede capacità tecnica invece di quella fisica. Quest'ultimo costituisce il cambiamento qualitativo delle forze lavoratrici.

[Qualificazione della mano d'opera]

Una nuova forza produttrice è divenuta fattore della produzione, la mano d'opera si è trasformata passando da uno stadio di manovalanza ignorante ad un ristretto gruppo di tecnici, ingegneri e specialisti.
Conseguentemente i sindacati degli operai scompariranno e saranno sostituiti dai sindacati di ingegneri, di tecnici e di specialisti. Il progresso scientifico è fonte insostituibile di benessere per l'umanità e grazie a ciò l'analfabetismo sarà debellato e la classe operaia sarà assorbita progressivamente dal processo scientifico.
Tuttavia l'uomo nella sua nuova forma rimarrà sempre un elemento fondamentale del processo produttivo.

[Il bisogno]

La libertà dell'uomo è incompleta se da un altro uomo dipendono i suoi bisogni.
Lo stato di necessità può far diventare l'uomo schiavo di un altro uomo.
Lo sfruttamento è motivato dal bisogno, che è un problema reale.
Il conflitto ha inizio quando qualche altra parte è arbitra dei bisogni dell'uomo.

[La casa]

La casa è una necessità per l'individuo e la sua famiglia. Pertanto deve essere di proprietà di chi la abita. Non vi è libertà alcuna per l'uomo che vive in una casa appartenente ad un altro sia che paghi o no il canone. I tentativi operati dai governi allo scopo di risolvere il problema dell'alloggio non costituiscono una soluzione del problema perché non mirano ad una soluzione radicale e definitiva, in quanto non tengono conto della necessità primordiale dell'uomo di possedere un alloggio proprio.

Al contrario detti tentativi si limitano a trattare semplicemente sull'entità del canone al fine di diminuirlo, aumentarlo o comunque ristrutturarlo sia che il rapporto di locazione si intrattenga con un privato sia che si intrattenga con un ente pubblico. Nella comunità socialista non è ammesso che i bisogni dell'uomo siano alla mercé di alcuno, anche se questi sia la collettività stessa. Nessuno ha il diritto di costruire una casa in più della propria e di quella dei suoi eredi, allo scopo darla il locazione. Quella casa non è altro che un bisogno di un altro uomo, e costruirla allo scopo di cederla in affitto è un inizio di sopraffazione del bisogno altrui: significa conculcare un bisogno di quell'uomo stesso. Nel bisogno scompare la libertà.

[Il sostentamento]

Il sostentamento è una necessità assoluta per l'uomo.
Non è ammissibile, in una società socialista, che per l'appagamento dei propri bisogni l'uomo debba dipendere da un compenso sotto forma di salario o di carità da qualsiasi parte essi vengano. Nella società socialista non dovrebbero esserci salariati, ma associati, poiché i proventi sono prerogativa personale dell'individuo, sia nel caso in cui li procuri da se stesso nei limiti delle sue esigenze, sia che detti proventi costituiscano una parte della produzione nella quale l'individuo stesso è un elemento fondamentale. In ogni caso i proventi non possono derivare da un salario percepito per una attività produttiva effettuata per conto dì terzi.

[Il mezzo di trasporto]

Il mezzo di trasporto è una necessità per l'individuo e per la sua famiglia ed esso non deve essere di proprietà altrui.
Nella società socialista non è consentito al singolo individuo o ad altri di possedere mezzi di trasporto da noleggiare, perché questo costituirebbe un invadere i bisogni degli altri.

[La terra]

La terra non è proprietà di nessuno, ma è permesso ad ognuno di sfruttarla, godendone i benefici mediante il lavoro, l'agricoltura e il pascolo. Tutto questo nel corso della vita, e quella dei propri eredi, nel limite del lavoro personale (senza assumere altri a pagamento o gatuitamente) e nel limite della soddisfazione dei propri bisogni. Se la proprietà della terra fosse permessa, nessun altro, all’infuori dei proprietari esistenti, troverebbe il soddisfacimento dei propri bisogni. La terra è un bene immobile, mentre coloro che ne traggono beneficio sono soggetti, col passar del tempo, a mutamenti in ordine alla professione, alla capacità, e alla esistenza.

 

 

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