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DAL LIBRO VERDE:LA NUOVA COLLETTIVITA' SOCIALISTA

[La nuova collettività socialista]

Il fine della nuova collettività socialista è la formazione di una comunità felice perché libera. Ciò non potrebbe essere realizzato se non con la soddisfazione dei bisogni materiali e morali dell'uomo,
attraverso l'affrancamento di questi bisogni dal predominio e dall'arbitrio degli altri.
Il soddisfacimento dei bisogni deve essere compiuto senza lo sfruttamento o la schiavitù degli altri, il che andrebbe contro i fini della nuova società socialista.
L'uomo della nuova società, o lavora per conto proprio, per assicurare il soddisfacimento dei propri bisogni materiali, o lavora in una azienda socialista, ove lui stesso è socio nella produzione, oppure lavora prestando dei servizi generali per la società, là dove questa gli garantirà il soddisfacimento dei suoi bisogni materiali.
L'attività economica della nuova società socialista è un'attività produttiva allo scopo di soddisfare le esigenze materiali, e non è un'attività improduttiva o procacciatrice di lucro al fine di accumulare risparmi eccedenti la soddisfazione di quelle necessità. Ciò non è compatibile con le nuove strutture socialiste.

[Lo scopo lecito dell'attività economica]

Lo scopo lecito dell'attività economica degli individui è quello di soddisfare i loro bisogni, dato che sia la ricchezza nel mondo sia quella esistente in ogni società a sé stante sono pressoché limitate in ogni fase. E perciò nessun individuo ha il diritto di compiere un'attività economica con l'intento di impossessarsi di un quantitativo di ricchezza eccedente, per la soddisfazione dei propri bisogni, perché il quantitativo eccedente ai suoi bisogni è prerogativa di altri individui.
Tuttavia a questo individuo spetta il diritto di risparmiare nell'ambito di. quanto prodotto personalmente da lui, e non dal lavoro altrui, o a spese dei bisogni altrui. Perché se fosse lecito compiere un'attività economica all'infuori del soddisfacimento dei propri bisogni il risultato sarebbe che un uomo possederebbe più di quanto è necessario per il soddisfacimento dei suoi bisogni, escludendo gli altri dall'appagamento dei propri bisogni.

[Il risparmio eccedente ai bisogni e lo sfruttamento]

Il risparmio eccedente la misura per il soddisfacimento dei propri bisogni diventa privazione del soddisfacimento dei bisogni di un altro nell'ambito della ricchezza della collettività:
L'essenza dello sfruttamento consiste:
- nel consentire all'attività produttiva privata di conseguire risparmi in misura maggiore di quella necessaria per il soddisfacimento dei bisogni;
- nel permettere l'assunzione di altri per il soddisfacimento dei propri bisogni;
- nell'assumere ancora altri per ottenere qualcosa di più nell'appagamento delle proprie necessità;
- nell'imporre a un uomo di soddisfare altrui bisogni o di procurare risparmi per altri limitando i propri bisogni.

[Il lavoro dietro compenso]

Il lavoro dipendente oltre ad essere una schiavitù dell'uomo, come abbiamo accennato, è un lavoro privo di incentivo al lavoro stesso, perché il lavoratore (produttore) è un salariato e non un socio.
Chi lavora per conto proprio è maggiormente dedito al suo lavoro produttivo, avendo a incentivo nel dedicarsi al proprio lavoro l'agire per soddisfare i propri bisogni materiali; chi lavora in un'azienda socialista è socio dell'azienda, ed è altresì dedito al suo lavoro produttivo, poiché da quella produzione dovrà trarne di che soddisfare i propri bisogni. Chi invece lavora alle dipendenze degli altri non ha incentivo che lo spinga al lavoro.
Il lavoro salariato mette in crisi l’incremento e lo sviluppo della produzione. Ciò accade sia quando è svolto in una attività di servizi sia quando si esplica in una attività produttiva. Esso è soggetto ad un continuo deterioramento in quanto si fonda sul sacrificio dei salariati.

Esempi
- di lavoro retribuito effettuato per conto della comunità,
- di lavoro effettuato per conto privato,
- di lavoro non remunerato.

I° Esempio:
A: Un lavoratore produce dieci mele per conto della comunità e da questa percepisce una sola mela in cambio della sua produzione. E ciò soddisfa esattamente i suoi bisogni.
B: Un lavoratore produce dieci mele per conto della comunità, ed ottiene dalla comunità una sola mela in cambio della sua produzione, ma ciò non basta per soddisfare i suoi bisogni.

II° Esempio:
Un lavoratore produce dieci mele per conto di un altro individuo e percepisce un compenso inferiore al prezzo dì una sola mela.

III° Esempio:
Un lavoratore produce dieci mele per se stesso.

Risultato:
1 A: Il lavoratore non aumenterà la sua produzione, perché anche aumentando la produzione non otterrà per se stesso che una sola mela, sufficiente a soddisfare i suoi bisogni.
E così vediamo che tutte le forze lavoratrici, che compiono dei lavori per conto della società sono sottoposte (psicologicamente ed automaticamente). a una continua recessione.
1 B: Non ha incentivo a produrre, perché produce per la comunità, senza che egli ottenga ciò che soddisfi i suoi bisogni; egli continua a lavorare senza stimolo, costretto a sottostare alle condizioni del lavoro in tutta la società. Questo è lo stato di tutti gli individui che compongono quella società.
2. Non lavora addirittura per produrre, ma lavora per ottenere una remunerazione, e dato che questa remunerazione è minore del suo fabbisogno, o egli cercherà un altro padrone per offrigli il suo lavoro a maggior prezzo del primo, oppure sarà costretto a continuare il suo lavoro, per sopravvivere.
3. Il terzo è l'unico che produce senza recessione e costrizione alcuna.
Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. Così troviamo che il terzo esempio illustra la condizione ottimale della produzione, mentre in tutti gli altri casi la produzione continua, solo per necessità di sopravvivenza. Non c'è esempio più chiaro di quello delle società capitalistiche dove la produzione si accumula, si ingrandisce e rimane sempre in mano ad un numero minore di proprietari, i quali non lavorano, ma sfruttano il lavoro della classe operaia che viene costretta a produrre per vivere.
Il “Libro Verde” non risolve semplicemente il problema materiale della produzione, ma indica la direzione della soluzione completa dei problemi della società, in modo da liberare l'individuo, materialmente e moralmente, per la definitiva realizzazione della sua felicità.

Altri esempi:
Se si suppone che la ricchezza della società è di dieci unità. ed il numero dei membri di questa società è pari a dieci elementi, la parte dì ricchezza spettante ad ogni individuo è di 10:10 uguale a 1 derivante dal complesso delle unità disponibili della ricchezza sociale. Se invece un numero di individui di questa società possedesse più di una unità di ricchezza, gli altri individui ne sarebbero privati, perché i primi sarebbero in possesso della loro parte. Ciò spiega l'esistenza di ricchi e poveri nella società dello sfruttamento.
Se ammettiamo che cinque individui di questa società possiedano due unità ciascuno, gli altri cinque individui rimarrebbero privi della loro parte.
Sarebbe a dire che il 50% è stato privato del diritto alla sua ricchezza, per il fatto che l'unità in più posseduta da ognuno dei primi cinque è la parte spettante agli altri cinque.

 

 

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