È noto per la portata del suo culto della personalità: La Corea del Nord si riferisce a lui in maniera ufficiale come al "Grande Leader", ed è immortalato nella costituzione come "eterno Presidente" della nazione. Il suo compleanno è festività pubblica in Corea del Nord.
Salita al potere
Kim, primo dei tre figli di Kim Hyonh Jik e Kang Pan Sok, nacque come Kim Sŏng-ju, probabilmente in un villaggio di Mangyongdae, nei pressi di Pyongyang, nella Corea settentrionale all'epoca sotto occupazione dell'Impero giapponese. La famiglia di Kim era attiva nell'opposizione ai giapponesi, e nel 1920 dovette fuggire in Cina. Kim venne mandato a scuola a Jilin, ma la sua educazione formale finì quando venne arrestato e incarcerato per attività sovversive. Kim si unì a diversi gruppi di guerriglia anti-giapponese nella Cina settentrionale, divenendo infine un membro dell'Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est, un gruppo guerrigliero guidato
dal Partito Comunista Cinese.
Kim combattè in questa unità a partire all'incirca dal 1935, salendo di grado fino a diventarne uno dei comandanti nel 1941, quando i giapponesi scacciarono la guerriglia dalla Cina settentrionale. Durante questo periodo adottò il nome di Kim Il-sung. Kim fuggì in Unione Sovietica e venne inviato in un campo nei pressi di Khabarovsk, dove i guerriglieri comunisti coreani venivano riaddestrati dai sovietici. Li divenne Capitano dell'Armata Rossa.
Il Partito Comunista Coreano venne fondato nel 1925, ma venne subito sciolto a causa di dissidi interni. Nel 1931 Kim entrò nel Partito Comunista Cinese. Quando fece ritorno in Corea, nel settembre del 1945, assieme alle forze di occupazione sovietiche, venne messo a capo del Comitato Popolare Provvisorio, ma non era a quell'epoca a capo del Partito Comunista, il cui quartier generale si trovava a Seul nella zona occupata dagli statunitensi. (Si veda l'articolo Partito dei Lavoratori Coreano per ulteriori dettagli storici sull'ascesa al potere di Kim)
Capo della Repubblica Democratica Popolare di Corea
Per il 1948 era evidente che l'immediata riunificazione della Corea non era possibile, e i sovietici nominarono Kim Primo Ministro della neonata Repubblica Democratica Popolare di Corea (RDPC). Seguendo il percorso tipico dei paesi satelliti dell'URSS, il Partito Comunista si "fuse" con diversi gruppi più piccoli per formare il "Partito dei Lavoratori Nordcoreano, il quale nel 1949 si fuse con la sua controparte sudcoreana per diventare il Partito dei Lavoratori Coreano, con Kim alla presidenza.
Nel giugno 1950, la RDPC lanciò un attacco contro la Repubblica di Corea (si veda Guerra di Corea). All'epoca, i capi degli Stati Uniti e dei loro alleati credevano che l'attacco fosse stato ordinato da Stalin. Essi assunsero l'esistenza di un monolitico movimento comunista mondiale diretto dal Cremlino. Ora appare più probabile che la decisione venne presa da Kim di propria iniziativa, e che sovietici e Repubblica Popolare Cinese acconsentirono con riluttanza. Le forze nordcoreane conquistarono Seul e occuparono gran parte del Sud, ma vennero ben presto respinte dalle forze delle Nazioni Unite, guidate dagli Stati Uniti. Entro ottobre le forze ONU avevano ripreso
Seul e occupato Pyongyang, e Kim e il suo governo furono costretti a scappare in Cina.
Ma in novembre, le truppe cinesi entrarono in guerra e respinsero le forze ONU, rioccupando Pyongyang in dicembre e Seul nel gennaio 1951. In marzo le forze dell'ONU presero nuovamente Seul, e il fronte si stabilizzò lungo quella che alla fine sarebbe diventata la "Linea di armistizio" permanente del 1953. Postosi al seguito delle forze cinesi, Kim fu in grado di ristabilire il suo governo a nord di questa linea.
Il potere assoluto
Reinstallato come governante della Corea del Nord, Kim usò l'opportunità per eliminare i suoi rivali politici, in particolare l'ex leadership comunista sudcoreana, e si impegnò nella ricostruzione della nazione, che era stata devastata dalla guerra. Lanciò un piano economico nazionale quinquennale per fondare una economia di comando in stile sovietico, con tutte le industrie nazionalizzate e tutta l'agricoltura collettivizzata. L'economia era basata sull'industria pesante, in particolare sulla produzione di armi. La Corea del Nord manteneva delle forze armate numerose, per difendere la linea del cessate il fuoco del 1953.
Durante gli anni '50, Kim veniva visto come un governante ortodosso del blocco comunista, leale e in definitiva sutto il controllo dell'Unione Sovietica. Quando negli anni '60 si sviluppò la scissione Cino-Sovietica, comunque, Kim sfruttò l'opportunità per diventare sempre più indipendente. Si schierò con i cinesi nei primi anni '60, ma non chiuse mai le relazioni con i sovietici. Quando dopo il 1966 esplose in Cina la rivoluzione culturale, Kim tornò a fianco dell'URSS. Allo stesso tempo sviluppò un culto della personalità ancor più grande di quello di Mao Zedong, nel quale Kim venne dichiarato essere il "Grande
Leader". Kim sviluppò una politica di juche (autosufficenza), che vide la Corea del Nord isolarsi sempre più dal resto del mondo.
Una nuova costituzione venne proclamata nel dicembre del 1972, in base alla quale Kim divenne Presidente della Corea del Nord. Per quell'epoca aveva già deciso che suo figlio Kim Jong-il gli sarebbe succeduto, e delegò sempre più a lui la conduzione del governo. Il vero potere della famiglia Kim risiedeva nella lealtà dell'esercito, che era garantita sia dal prestigio rivoluzionario di Kim Il-Sung che dall'appoggio del veterano ministro della difesa, Oh Jin-wu. Al sesto congresso del Partito, nell'ottobre del 1980, Kim designò pubblicamente il figlio come suo successore.
Gli ultimi anni
A partire dagli anni '80 la Corea del Nord incontrò difficoltà economiche sempre maggiori. L'effetto pratico della Juche fu di escludere il paese da praticamente tutto il commercio estero. Le riforme economiche di Deng Xiaoping in Cina, dopo il 1976, significarono che il commercio con l'economia arretrata della Corea del Nord divenne sempre meno interessante per la Cina, mentre la caduta del comunismo in Unione Sovietica nel 1991, completò l'isolamento della nazione. Questo, aggiunto al livello sempre alto di spese per gli armamenti, portò ad una crisi economica costantemente in crescita. Il contrasto tra la povertà della Corea del Nord e
l'economia in forte espansione della Corea del Sud divenne sempre più evidente, ma i cittadini della Corea del Nord erano completamente tagliati fuori dalle notizie provenienti dall'esterno.
Durante gli anni '70, il culto della personalità di Kim crebbe sempre più grande e grottesco. Si diceva che Kim supervisionasse praticamente ogni aspetto della vita della Corea del Nrod, e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. La RDPC sostenne che la Corea sarebbe stata riunificata prima del 70° compleanno di Kim (1982), e che c'erano timori ad occidente che Kim avrebbe lanciato una nuova Guerra di Corea, ma in quel periodo la disparità nella potenza economica e militare tra il Nord e il Sud ancora appoggiato dagli USA, rese tale impresa impossibile. Realizzando questo fatto, Kim incaricò il figlio di dirigere lo sviluppo di armi
nucleari per la Corea del Nord.
In questo periodo si pensa che Kim abbia sviluppato una crescita anomala sul retro del collo. Tutte le sue foto successive vennero scattate con una angolazione che nascondeva la crescita, e menzionarla era considerato un reato. Non si sa se questa "escrescenza" abbia a che fare con la sua morte.
Successione
Per gli anni '90 la Corea del Nord era completamente isolata dal resto del mondo, ad eccezione dei limitati contatti con la Cina. La sua economia era virtualmente in bancarotta, inceppata dalle enormi spese militari, con un settore agricolo incapace di sfamare la popolazione. I media nordcoreani non diedero assolutamente alcun indizio di ciò, continuando a lodare Kim come il più grande genio della storia coreana. Kim morì improvvisamente per un attacco cardiaco l'8 luglio 1994 alle 2 di mattina, a Pyongyang, lasciando in eredità la crisi crescente a Kim Jong-il. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone, molte delle quali piangevano e invocavano
il suo nome durante la processione.
Kim Il-sung si era sposato due volte. La sua prima moglie, Kim Chong-suk, gli diede due figli maschi e una femmina. Kim Jong-il, il suo primogenito, nacque a Khabarovsk, anche se la Corea del Nord dice che nacque sulle montagne della Corea settentrionale. L'altro figlio morì in un incidente mentre nuotava. Kim Chong-suk morì di parto nel 1949 mentre dava alla luce un bambino morto. Kim sposò la seconda moglie, Kim Song-ae, nel 1962, e si ritiene che ebbe con lei quattro figli. Uno di questi, Kim Pyong-il, fu una figura di spicco della politica nordcoreana, fin quando venne bandito e inviato come ambasciatore in Ungheria, per evitare una lotta di potere dopo la
morte di Kim Il-sung.
Sottofondo: Dies Irae (Mozart)