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di Marco Dolcetta
La sua versione della storia umana era essenzialmente una mitologia del solipsismo religioso e dell'individualismo post-protestantico. Hitler credeva che un popolo tedesco puro fosse vissuto in un anteriore Giardino dell'Eden. Ma questa razza pura era stata attaccata dal Maligno Ahriman, il nemico delle forze messianiche, che sarebbe diventato il diavolo del Cattolicesimo, incarnato nella forma del giudeo errabondo e trasformista, ingannatore dei popoli europei. Diceva infatti in modo alquanto esplicito: «Il giudeo è la personificazione del Diavolo e di tutto il male». La logica conclusione era che annientando il judentum si cooperasse al
lavoro dell'Onnipotente. Nella teologia di Hitler, un peccato originale diverso sostituiva quello commesso nel Giardino dell'Eden biblico. “Il miscuglio delle razze è il peccato originale di questo mondo [...]. I peccati contro il sangue e la razza sono i peccati originali di questo mondo”. Pensava alla Guerra Mondiale per il Lebensraum in termini escatologici, e vedeva se stesso come il comandante delle forze del Bene che si appostavano ad Armageddon per combattere le forze di Satana: “Spesso mi sembra come se fossimo tutti messi alla prova da Satana: dobbiamo attraversare 1'inferno insieme per poi raggiungere finalmente la vittoria definitiva”. Non considerava il Partito e il Reich come
organizzazioni meramente secolari ma, al contrario di Mussolini, non sottoponeva le organizzazioni iniziatiche locali al controllo di partito, lasciando convivere ispirazioni esoteriche distinte. Se Mussolini brandì la Spada dell'Islam, facendo dono alla Moschea di al-Agsa di alcune colonne in marmo di Carrara, Hitler riceverà dal Mufti Amin al-Husseini il titolo di “pellegrino onorario della Mecca”. Nel Mein Kampft scrisse: “Considero quelli che fondano e distruggono una religione molto più grandi di quelli che fondano uno Stato, per non parlare di un partito”. Anni dopo raccontò ai suoi seguaci: “Non siamo un movimento, siamo piuttosto una
religione”. L'assetto istituzionale che ammirava come modello per il suo nuovo Ordine era quello della Chiesa romana antimodernista e controriformista, che lo aveva affascinato fin da ragazzo. Da giovane, infatti, fantasticava di diventare un abate e quando diventò Fiuhrer continuò ad avere della Chiesa cattolica una buona considerazione, tanto che essa fu di fatto 1'unica potenza con cui egli negoziò mirando alla pace e non alla guerra. La Chiesa protestante, al contrario fu sottoposta al vecchio parroco amico, d'improvviso proclamato Vescovo Generale del Terzo Reich e primate della Chiesa Tedesca. In un incontro del 1930 riservato ai soli membri del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori
Tedeschi, presso la Casa Bruna, Hitler equiparò se stesso a un Papa e i suoi fedeli a un concilio di cardinali. Disse: “Pretendo, per me stesso e per i miei successori alla guida del Partito la rivendicazione dell'infallibilità politica. Spero che il mondo impari a rispettare questa rivendicazione come fa con le rivendicazioni del Santo Padre”. Si sentiva anche guida religiosa del mondo non-cristiano che intendeva conquistare. Scrisse nei Diari: “Diventare una figura religiosa. Presto sarò il grande capo dei Tartari. Già gli arabi e i marocchini includono il mio nome nelle loro preghiere”. Hitler vedeva dei paralleli perfetti tra il suo Ministero di Propaganda e
Istruzione e la Congregazione della Chiesa per la Propaganda della Fede (Congregatio de Propaganda Fide). Osservava che il suo compito non era comunicare conoscenza “ma seria convinzione e fede incondizionata”. Di lui narrano: «Vedeva i 25 articoli dello Statuto del Partito come il "dogma della nostra Fede e la rocca su cui il Partito e costruito"». La proclamazione del Reich millenario aveva ancora evidenti risonanze di religiosità rexista. Gli piaceva anche parlare della “Trinità inseparabile” di Stato, Movimento e Popolo. Come segno e simbolo della sua organizzazione Hitler scelse un tipo particolare di croce e modificò personalmente il disegno dell'Hakenkreuz,
la colossale Sala di Assemblea progettata per la sua nuova capitale della Germania, che, secondo lui, doveva essere vista come una cattedrale secolare piuttosto che come un palazzo civile. La cupola doveva risultare abbastanza larga per poter superare sette volte (numero favorito dal Destino) quella di San Pietro. Come ha notato Albert Speer: “Era fondamentalmente una sala di culto [...]. Senza questo significato sacro la motivazione per la struttura principale di Hitler sarebbe stata senza senso e ininteleggibile”. Ricordandosi delle istituzioni e delle idee che lo avevano influenzato, Hitler confessava che doveva molto al terrorismo marxista, ai Padri della Chiesa e ai Liberi Muratori. Ma concludeva
sempre: « Soprattutto ho imparato dalla Compagnia di Gesù». Il giuramento di fedeltà al Fiuhrer ricorda in modo palese la formula del voto speciale di obbedienza che i gesuiti riservano alla persona del Papa. Hitler parlava delle sue SS come di un'«elite che porta il simbolo sacro ed e vestita di nero, allo stesso modo del1'Ordine ignaziano», ed esortava gli ufficiali a studiare gli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola per esercitarsi nella disciplina della fede. Lo stretto parallelo fra fede verso Dio e il sacro giuramento di obbedienza a Hitler è descritto in un articolo sul giuramento nel giornale nazista «Volkischer Beobachter»: «Una giornata
storica come quella di ieri ha testimoniato la professione della religione del sangue in tutta la sua realtà imponente. [...] Chiunque abbia giurato la sua obbedienza a Hitler si impegna fino alla morte per questa idea sublime». Le intimidazioni di scomunica e anatemi che Hitler lanciava contro eretici e non-credenti erano molto simili a quelle scagliate da Gregorio VII contro i suoi nemici. Di quanti lo tradirono Hitler dirà: « Quelle persone hanno commesso un peccato, un peccato contro tutta la vita. [...] E’ un miracolo di fede che la Germania sia stata salvata. Oggi più che mai è compito del Partito ricordare questa confessione nazionalsocialista di fede e portarla come il
segno sacro della nostra lotta e della nostra vittoria». E come ogni sistema religioso, anche il Nazionalsocialismo ebbe profeti, santi e martiri. Il Fiuhrer infatti fece addirittura santificare i protomartiri nazionalsocialisti che erano caduti nel Putsch di Monaco. Secondo le sue parole la loro morte avrebbe portato a «una vera fede nella resurrezione del loro popolo. [...] Il sangue che hanno versato diventa 1'acqua del battesimo del Terzo Reich». Ad un certo punto della sua ascesa, Hitler sostituì ai giorni festivi tradizionali e religiosi quelli nazionalsocialisti. In particolare: il 30 gennaio, giorno in cui il Fiuhrer ascese al potere nell'«anno sacro di Nostro Signore, il 1933».
Il 20 aprile, il suo compleanno, giorno in cui la gioventù hitleriana veniva confermata nella sua fede. Il 9 novembre, il "Venerdi Santo" del Partito, celebrato come il Giorno Testimone di Sangue del Movimento nazionalsocialista. Hitler aveva pensato anche a delle Sacre Scritture per la sua nuova religione: e il Mein Kampf, sostituendo la Bibbia, ben presto prese il posto d'onore nelle case di migliaia di famiglie tedesche. I nazionalsocialisti lo raccomandavano addirittura come regalo di nozze per le giovani coppie. Il parallelo fra Hitler e il Messia veniva istituzionalizzato nelle scuole tedesche. Il 16 marzo del 1934 gli scolari scrivevano il seguente dettato (approvato dal Ministero di
Istruzione e Propaganda di Hitler): «Gesù è come Hitler. Cosi come Gesù ha liberato la gente dal peccato e dall'Inferno, cosi Hitler ha liberato il popolo tedesco dalla distruzione. Gesù e Hitler vennero perseguitati, ma mentre Gesù è salito sulla croce, Hitler è salito alla Cancelleria del Terzo Reich. Gesù combatteva per il cielo, Hitler per la terra tedesca». La Lega delle Ragazze Tedesche sviluppò una nuova versione del Pater Noster che era una supplica non solo per il Fuhrer ma a lui diretta come una divinità: «Adolf Hitler, Voi siete un grande Fiuhrer. Il Vostro nome fa tremare il nemico. Il Vostro Terzo Reich verrà,
solo la Vostra volontà e legge per la terra. Fate sentire ogni giorno la Vostra voce e comandate come il nostro Fuhrer, cui obbediremo fino alla fine e sacrificheremo persino la nostra vita. Vi lodiamo! Heil Hitler! ». E ai bambini veniva insegnato a recitare questa preghiera prima dei pasti: «Fuhrer, Fuhrer mio, mandato a me da Dio, proteggetemi e mantenetemi per tutta la mia vita. Voi che avete salvato la Germania dal bisogno più profondo, Vi ringrazio oggi per il pane quotidiano. Rimanete al mio fianco e non mi lasciate mai, Fuhrer mio, la mia fede, la mia luce. Heil, mein Fuhrer!». Canzoni popolari furono riviste e reinterpretate dai discepoli di Hitler, come nel caso del bravo natalizio
favorito del popolo tedesco, Stille nacht:
Notte silenziosa! Notte sacra!
Tutto è calmo. Tutto è gloria.
Oggi è il Fuhrer che veglia su noi
E dischiude la gloria del Reich
Chiamaci per la battaglia
Pronti noi obbediremo.

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