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GLI UOMINI DI HITLER: HEINRICH HIMMLER

Heinrich Himmler è nato il 7 ottobre del 1900 a Monaco. Secondo dei tre figli di Gebhard Himmler, insegnante di scuola superiore bavarese, e di Anna Maria Heyder, una casalinga fervente cattolica. La madre era la figlia di un uomo d'affari. Era una madre premurosa, sempre attenta alla cura dei figli. Fu l’anima nera del nazismo, il carnefice più spietato, il folle pianificatore dei campi di sterminio; di se stesso amava dire che era "un boia senza pietà".

Himmler prese contatto con il Partito Nazista negli anni Venti. A introdurlo in questo circolo fu Ernst Rohm. Nel 1923 partecipò al fallito colpo di Stato di Monaco di Hitler. Gregor Strasser, fondatore del Partito, nel 1924, gli offrì il posto di assistente e segretarioHimmler fu nominato da Hitler, il 6 gennaio 1929, Reichsfurher delle SS, uno sparuto drappello di uomini, inglobato all’interno delle affermate SA, le squadre d’assalto paramilitari del partito nazional-socialista guidate da Rohm.  Nel 1933 creò il primo campo di concentramento a Dachau ponendo le basi per un più ampio complesso di campi di sterminio. Ben presto le SS  aumentarono sempre di più per il loro prestigio e la loro importanza agli occhi del fuhrer. Il 30 giugno 1934, in quella che fu la "notte dei lunghi coltelli", Rohm e i suoi luogotenenti furono barbaramente trucidati, per ordine di Hitler e dietro congiura dello stesso Himmler.

Da quel momento le SA furono soppiantate dalle sempre più numerose SS, che sarebbero divenute tristemente note per la loro crudeltà e per le agghiaccianti rappresaglie a cui diedero vita, nel corso del loro operato. Le SS furono, dunque, le milizie paramilitari del grande Reich ed Himmler il loro feroce condottiero: erano soldati necessariamente ed obbligatoriamente di puro sangue ariano, dalle nere uniformi che non smisero mai di seminare il panico nell’Europa occupata. Nel loro cappello era raffigurato un teschio, simbolo di morte e di terrore, nei loro pugnali era inciso il farneticante motto "il mio onore è la fedeltà". Himmler si credeva la reincarnazione di Enrico I che aveva combattuto contro gli slavi e gli ungheresi.

Il folle progetto del Reichsfuhrer era quello di fare dei suoi uomini un ordine supremo di guerrieri eletti, votato a far rispettare, nei confronti delle razze inferiori, la sacra legge della superiore razza ariana dominatrice. Nel suo allucinante pensiero Himmler era convinto di essere la reincarnazione di Enrico I e nel castello di Wewelberg, in Westphalia, creò una sorta di tetro santuario delle SS, ove diffuse, tra i suoi miliziani, la pratica di riti esoterici e d’iniziazione, volti all’esaltazione dei grandi combattenti del nord, dei grandi miti teutonici, quasi a voler forgiare una nuova suprema e macabra religione del sacro popolo ariano, destinata a sostituire un cristianesimo simbolo di sentimentalismo e debolezza. 

Per Himmler le SS erano una élite di uomini della "razza più nobile della terra". Aveva imposto ai soldati delle SS delle rigorose regole sul matrimonio. Nel 1939 gli venne affidata l'organizzazione dei primi campi di lavoro (Lager) per attuare il diabolico piano della "Soluzione finale". Nel 1943, rivolgendosi ai capi dei campi aveva detto: "Bisogna spazzar via gli ebrei, sterminare la razza ebraica, senza pietà". Non rimase fedele ad Hitler fino alla fine: il 20 luglio del 1944 cercò di trattare la resa direttamente con gli alleati. Il 4 maggio 1945 tenta di prendere contatti con Montgomery per avviare trattative segrete con gli alleati. Vuole incontrare Eisenhower per arrendersi con gli americani e gli inglesi. Ma vuole continuare a combattere contro i russi.

Quella di Himmler fu, dunque,  una lucida follia, una delirante esaltazione che tuttavia partorì pagine di grande orrore: le SS erano un corpo di pretoriani senza pietà, addestrato ad uccidere, dedito ai rastrellamenti e alle deportazioni e fedele al fuhrer fino alla morte. Ma i giorni dei trionfi erano sempre più lontani e con l’avvicinarsi della sconfitta Himmler, tentò di assicurarsi la salvezza, avviando trattative segrete con gli alleati, che gli costarono la destituzione da parte di un Hitler, ormai seppellito nel suo bunker e ormai prossimo alla fine. Himmler venne destituito da tutte le cariche. Rinnegato da Donitz, catturato dagli alleati, mentre tentava la fuga, ad Himmler non restò altro che suicidarsi con una capsula di cianuro: era il 23 maggio 1945.

 

 


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