Caio Giulio Cesare (13 luglio, 100 AC - 15 marzo, 44 AC) generale e uomo politico romano. Le sue conquiste militari in Gallia estesero l'Impero Romano fino all'Oceano Atlantico e al Reno. La creazione da parte sua di un governo in quello che è noto come Primo Triumvirato (si veda appresso) diede il colpo di grazia all'agonizzante Repubblica Romana. Divenuto dittatore a vita iniziò molte riforme nella società e nel governo di Roma, lavoro interrotto prematuramente dal suo assassinio. Molte di quelle riforme
furono successivamente realizzate da Augusto. Le azioni militari di Cesare ci sono note in dettaglio dai "Commentarii" scritti da lui.
La Gens Julia
Giulio Cesare nacque a Roma da un'antica e nota famiglia patrizia (Gens Julia) che si diceva discendente da Iulo (più noto come Ascanio), figlio del principe troiano Enea, che secondo il mito era figlio di Venere. Al culmine del suo potere, nel 45 AC Cesare iniziò la costruzione di un Tempio a Venere Genitrice in Roma, per sottolineare il suo legame con la dea.
La famiglia di Cesare non era ricca, secondo gli standard della nobiltà romana, e questo avrebbe potuto rappresentare un serio ostacolo alla carriera di Giulio Cesare, che contrasse enormi debiti per ottenere le sue prime cariche politiche; inoltre nessun membro della sua famiglia aveva raggiunto posizioni di rilievo in tempi recenti, sebbene nella generazione del padre ci fosse una rinascita delle loro fortune.
La gioventù
Nell'86 AC morì il padre e nell'84 AC Cesare ripudiò la moglie Cossuzia per poter sposare nello stesso anno Cornelia, figlia di Lucio Cornelio Cinna. Il nuovo legame con una famiglia notoriamente schierata con i popolari , oltre che la sua parentela con Gaio Mario, erano causa di gravi problemi per il giovane Cesare negli anni della dittatura di Lucio Cornelio Silla che cercava in tutti i modi di ostacolare le ambizioni del giovane Cesare bloccandone l’entrata in carica come flamen dialis; la situazione si aggravò quando il dittatore nell'82 AC gli ordinò di divorziare da Cornelia perché questa non era patrizia; Cesare rifiutò e, temendo
che Silla desse l'ordine di ucciderlo, come pare avesse effettivamente fatto, lasciò Roma, prima girando nella Sabina, poi, raggiunta la giusta età, partendo per il servizio militare in Asia come legato di Marco Minucio Termo.
Fu Minucio ad ordinare al giovane legato di recarsi presso la corte di Nicomede, sovrano del piccolo stato della Bitina. Di questa missione si parlò a lungo a Roma, dove si diceva che Cesare avesse avuto una relazione con il sovrano, e anche molto tempo dopo, i suoi soldati celebrando il trionfo della spedizione gallica cantavano “Cesare sottomise la Gallia, Nicomede sottomise Cesare”. Come legato di Minucio durante l’assedio di Mitilene Cesare partecipò per la prima volta ad uno scontro armato, distinguendosi per il suo coraggio tanto che gli fu assegnata la corona civica.
Rientrato a Roma Miniucio, Cesare rimase comunque in Asia Minore partecipando a vario titolo, in virtù del fatto di essere un patrizio romano, a diverse operazioni militari romane che si svolgevano in quella zona, come quella contro i pirati sotto il comando di Sefvilio Isaurico.
Prime esperienze politiche
Rientrò a Roma solo quando ebbe notizia della morte di Silla (78 AC), e cominciò la sua carriera forense come pubblico accusatore e quella politica come esponente dei popolari (facilitato in ciò dall’essere nipote di Gaio Mario), nemico dichiarato degli ottimati.
Cesare sostenne l’accusa contro Gneo Cornelio Dolabella per concussione e contro Gaio Antonio Ibrida per estorsione nei confronti dei Greci; entrambi gli accusati erano membri influenti del partito degli ottimati e in entrambi i casi, anche se l’accusa fu portata con dovizia, perse; Cesare in questo modo si accreditò come importante rappresentante tra i popolari, anche se l’esito per lui negativo dei processi lo convinse a lasciare Roma una seconda volta.
Mentre si recava a Rodi per i suoi studi di Filosofia fu rapito dai pirati. Egli convinse i rapitori a chiedere un riscatto molto alto, aumentando così il suo prestigio in Roma. Dopo la sua liberazione organizzò una flotta, catturò i pirati e li fece condannare a morte per crocifissione.
Dopo aver retto la carica di questore in Spagna (69 AC), Cesare fu eletto edile curule nel 65 AC, pontefice massimo nel 63 AC e pretore nel 62 AC. Se è vero che fu implicato nella cospirazione di Catilina, non ne rimase danneggiato.
Cesare era stato anche al servizio del generale Pompeo, con il quale avrebbe più tardi diviso il potere. Dopo la morte della moglie Cornelia 68 AC, sposò Pompea, nipote di Silla, solo per divorziare da lei nel 62 AC dopo uno scandalo. Nel 61
AC Cesare fu governatore della provincia della Spagna ulteriore, e nel 60 AC fu eletto console.
Sottofondo: Overture Figaro (Mozart)