Le carceri speciali, eredità del regime di Fujimori
Nicoletta Negri
"Yanamayo, simbolo della dittatura e pupilla dei suoi occhi, costruito, edificato per disumanizzare, per triturare coscienze e corpi. Era una macchina in cui dovevi entrare intero ed uscire a pezzi. Entravi in piedi e dovevi uscire in ginocchio o strisciando come un verme. Addio Yanamayo, hai cercato di spezzarmi e non ci sei riuscito, hai cercato di disumanizzarmi ed esco con più amore per l'umanità, per questo popolo di cui faccio parte. Addio Yanamayo, comprenderai ora che contro la dignità insorta non ci sono muri che possano durare a lungo" (Bernardo Roque Castro, il giorno del suo trasferimento dal carcere di massima
sicurezza di Yanamayo ad un carcere "normale" - era rinchiuso a Yanamayo dal 1993).
17/11/2001 - Le carceri speciali in cui sono rinchiusi i prigionieri politici peruviani in condizioni disumane sono il risultato della legislazione di emergenza emanata da Alberto Fujimori nel 1992, quando con un colpo di Stato impose il proprio potere in modo autoritario.La legislazione di emergenza prevedeva l'uso di tribunali militari con giudici incappucciati e si basava su accuse spesso estorte con la tortura.
Da allora le organizzazioni per i diritti umani, Amnesty International in prima fila, si battono per il ripristino della legalità, l'abrogazione delle cosiddette leggi speciali e il ritorno alla legislazione ordinaria. Con la caduta della dittatura nel novembre del 2000 e il processo di democratizzazione in atto, il ripristino della legislazione ordinaria dovrebbe essere improrogabile, ma per ora la legislazione voluta da Fujimori resta in vigore.
Il 26 ottobre 2001 Amnesty International ha preso posizione rispetto alla protezione che il governo giapponese sta dando a Fujimori, accusato di gravi violazioni dei diritti umani e numerosi casi di corruzione. Amnesty ha chiesto alle autorità nipponiche di estradare l'ex dittatore a Lima dove sono iniziati i procedimenti giudiziari contro di lui. "Le sistematiche ed indiscriminate violazioni dei diritti umani commesse in Perú durante il governo di Alberto Fujimori equivalgono a crimini contro l'umanità", ha dichiarato: "Tutti gli Stati hanno l'obbligo di perseguire per legge e punire i responsabili di tali crimini e di collaborare al loro arresto". Nonostante le ripetute
richieste da parte del governo peruviano attualmente in carica, Tokyo si è finora rifiutata di consegnare Fujimori alla giustizia.
I prigionieri politici in Perú sono rinchiusi in numerose prigioni, ma tre sono i penitenziari che maggiormente violano i diritti fondamentali dell'uomo: le carceri di massima sicurezza del Callao, di Yanamayo e di Challapalca.
Il Callao si trova all'interno della base della Marina Militare a Lima. Le celle sono così piccole da essere denominate comunemente tombe o loculi. I prigionieri rimangono nelle celle 23 ore al giorno, al buio e in isolamento. E' ammessa una sola visita mensile per i familiari stretti, della durata massima di un'ora e attraverso le grate del parlatorio. E' segnalata la mancanza di cure mediche e di un'alimentazione adeguata. Non sono ammessi giornali, libri, radio e tv. L'unico testo ammesso è la Bibbia. Vi sono rinchiusi tre dirigenti dell'Mrta, Víctor Polay, Miguel Rincón Rincón e Pedro Cárdenas; due dirigenti di Sendero Luminoso, Abimael Guzman e Feliciano e, per ironia della sorte, dal luglio 2001
anche l'ex braccio destro di Fujimori Vladimiro Montesinos, che ha progettato questo carcere e ora si appella al rispetto dei diritti umani per esservi stato rinchiuso.
Yanamayo si trova a 4.000 metri di altezza sulla sierra andina, non lontano dalla città di Puno. Dal 1992 è stato trasformato in carcere di massima sicurezza per rinchiudere i guerriglieri condannati per terrorismo. E' circondato da tre ordini di mura con fili spinati percorsi da corrente elettirca e da una fascia di terreno minato. La zona è così fredda che i giornalisti quando ne parlano la chiamano "la congeladora". La dislocazione fortemente periferica nel paese rende la visita dei familiari difficile e dispendiosa. Le celle sono di 2 x 2.5 metri e comprendono lo spazio per dormire e il bagno. L'illuminazione è scarsa in quanto le celle sono senza finestre e l'unica
apertura, costituita dalle sbarre, dà sul corridoio. Le malattie tra i prigionieri sono diffuse: tubercolosi, patologie gastro-intestinali, disturbi visivi, problemi derivanti dalle torture subite. Fino al 2000 il regime carcerario permetteva solo un'ora al giorno fuori dalla cella, ostacolava la realizzazione di attività artigianali e impediva la lettura di giornali, o l'ascolto della radio. Attualmente il carcere è in fase di ristrutturazione: i prigionieri dell'Mrta sono stati temporaneamente trasferiti in altre carceri del paese.
Challapalca si trova vicino alla città di Tacna, anch'essa ad altitudine elevata. Le condizioni di prigionia sono simili a quelle di Yanamayo. Dal settembre 2001 alcuni membri di Sendero Luminoso sono detenuti qui come punizione per aver organizzato una protesta nel carcere di Yanamayo ora chiuso per lavori.
Le condizioni di prigionia "disumane e degradanti" sono state ripetutamente denunciate da Amnesty International e dal Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. In un'intervista del 27 aprile 2001 Javier Zuniga, di Amnesty, ha chiesto la chiusura delle carceri di massima sicurezza, la revisione di tutti i processi attuati con giudici militari e la formazione di una Commissione della Verità, secondo l'esempio delle Commissioni della Verità in Guatemala e Sud Africa. Zuniga ha anche precisato che "certi istituti penitenziari non possono esistere in una democrazia perché sono nocivi per la salute". (La Republica, quotidiano peruviano). E sempre Amnesty International,
in un comunicato del 19 marzo, ha chiesto per bocca di William Schulz, direttore esecutivo della sezione statunitense, la fine dell'uso della tortura e la "revisione della legislazione antiterrorista con la conseguente messa in libertà delle migliaia di prigionieri incarcerati senza un processo equo".
Già nell'ottobre del 1998 il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite aveva ufficialmente "deplorato che i tribunali militari continuassero ad avere giurisdizione sui civili accusati di tradimento della patria e giudicati senza le garanzie previste della legge"; aveva espresso inquietudine per le cattive condizioni di detenzione, in particolare nelle carceri di Lurigancho a Lima, di Yanamayo a Puno e di Challapalca a Tacna e ne aveva chiesto la chiusura; si era detto preoccupato per la persistenza della pratica dell'isolamento, che minaccia la salute fisica e mentale delle persone private della libertà e costituisce un trattamento crudele, inumano e degradante". La Coordinadora de los
Derechos Humanos, la più importante ong peruviana attiva sui diritti umani, aveva raccomandato nel suo rapporto dell'anno 2000 (pubblicato nella primavera del 2001) "la modifica della legislazione antiterrorista per adeguarla agli standard internazionali per i diritti umani e l'abrogazione della legislazione per la sicurezza nazionale, che viola le garanzie di difesa dell'accusato".