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Hitler, per ottenere il massimo dalla sua propaganda politica, riuscì,fece in modo che il suo pensiero avessero dei nobili precedenti nelle menti dei più grandi filosofi tedeschi. Per questo nel suo libro, Mein Kampf, si trovano numerose citazioni e manipolate dei più grandi filosofi tedeschi, tra i quali Fichte, Hegel e Nietzsche.
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Fichte, nei suoi “Discorsi alla nazione tedesca”, aveva usato nelle sue parole una certa dose di nazionalismo. Hitler portò agli estremi questa tendenza deformando il suo pensiero. Infatti, il filosofo, quando parlava di supremazia del popolo tedesco si riferiva solamente ad una supremazia di tipo spirituale, perché - diceva - il popolo tedesco era l’unico ad aver mantenuto intatta la propria lingua, senza la contaminazione da parte di altri idiomi. E quando affermava che il popolo tedesco aveva il compito di diventare guida per gli altri popoli, si riferiva sempre ad una guida di tipo spirituale. Hitler stravolse, invece, il significato di questi concetti: la supremazia del popolo tedesco si trasformò,
così, in disprezzo per le razze inferiori e in un grossolano antisemitismo. La guida di tipo spirituale si trasformò in guida politica a danno degli altri popoli e la purezza della lingua si trasformò in purezza razziale.
Anche il pensiero di Hegel è stato strumentalizzato per la formazione ideologica del Terzo Reich. Da quanto si legge si capisce che per Hegel lo Stato è tutto, essendo la più alta rivelazione dello spirito universale ed ha un diritto supremo nei confronti dell’individuo, il cui più alto dovere è quello di essere un membro dello Stato. Poi troviamo affermazioni attribuite al filosofo che esaltano la guerra: “i periodi felici della storia, non sono il regno della felicità, in quanto sono periodi di intesa senza conflitti”; “La guerra è la grande purificatrice”.
Ma soprattutto, tra i più grandi filosofi, quello che viene strumentalizzato maggiormente è Nietzsche.
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Friedrich Wilhelm Nietzsche |
Molto spesso i suoi testi erano particolarmente ambigui e, l’aggiunta di qualche parola in determinati punti, poteva totalmente stravolgere il significato. Hitler in questo lavoro, fu ampiamente aiutato dalla sorella di Nietzsche, Elizabeth, donna di notevole cultura, simpatizzante per Hitler che non ebbe grandi difficoltà a strumentalizzare le pagine di suo fratello per gli oscuri scopi del Führer. Fu facilitata in questo compito dallo stato di pazzia in cui piombò Nietzsche negli ultimi anni della sua vita. Nel superuomo, la propaganda nazista riconosceva l’uomo ariano, il “magnifico bruto biondo, sfrenatamente avido di vittoria e di bottino”. Così in “Così parlò
Zarathustra” un suo libro, ovviamente manipolato dai nazisti, si ritrovano riferimenti all’esaltazione della guerra: “Dovete amare la pace come mezzo per una nuova guerra, e la pace breve più di quella lunga...la guerra e il coraggio, hanno compiuto azioni più grandi della carità”. Così nella “Volontà di potenza”, si legge di una nuova razza che si stava formando, facendo riferimento al suo superuomo. Hitler si riconosce ampiamente in questo superuomo, che si eleva (ma che nella Nietzschiana concezione andava semplicemente oltre) al di sopra dell’uomo, e che, seguito da un’élite di uomini sarebbe diventato il padrone della terra.
La propaganda nazista ha ampiamente sviluppato questi temi ed è riuscita a diffonderli negli animi dei suoi futuri sudditi, dando in questo modo un valore solenne al movimento nazista, un valore che aveva avuto nei grandi filosofi del passato degli eccezionali precursori.
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