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FIGURE DITTATORIALI

DITTATORI VERI E PRESUNTI

Fonte: Wikipedia

Dittatura è il termine con cui si indica una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto, autoritarismo, totalitarismo.

Cenni storici

Il termine dittatura ha origine nella Repubblica romana, dove indicava l'ufficio del dittatore e la durata di quell'ufficio. Infatti, la carica dell'antico dittatore romano - che assumeva il potere prevalentemente in tempo di guerra - era circoscritta nel tempo durando circa sei mesi. Il dittatore, solitamente un capo militare (un dux), era nominato dai consoli su proposta del Senato; i consoli non potevano nominarsi dittatori, e il Senato poteva in ogni momento far decadere il mandato del dittatore.

L'accezione negativa di dittature è nata con la Rivoluzione francese: il Terrore giacobino instaurato da Robespierre fu chiamato "dittatura" con riferimento a un regime politico tirannico. Karl Marx riteneva che tutti i regimi politici fossero in fin dei conti delle dittature, e per questo parlava della necessità di instaurare una dittatura del proletariato come fase propedeutica per il passaggio dal capitalismo al comunismo. Questa idea fu poi alla base dell'affermazione del Comintern secondo cui non vi era differenza tra fascismo e sistemi rappresentativi occidentali.

Classificazione delle dittature

Le dittature si classificano in base a due variabili: l'intensità e l'ideologia. L’intensità prende in considerazione la raffinatezza e l’efficacia del potere, il rapporto tra forza e consenso, il grado di pluralismo, il ricorso alla mobilitazione di massa. L’ideologia prende in considerazione l’atteggiamento sociale e i valori di fondo della dittatura, l’atteggiamento verso l’ordine politico-sociale esistente, il tipo di rappresentanza di classe.

In base all'intensità generalmente si distingue tra autoritarismo, cesarismo e totalitarismo.

Nell'autoritarismo l’intensità del potere è scarsa, si fa uso del solo potere coercitivo poiché instaurandosi in società tradizionali non necessita del coinvolgimento delle masse. Lascia quindi una certa libertà e autonomia, non sentendo l’esigenza di controllare tutti gli aspetti della società. Rappresenta un tentativo di alcune élite conservatrici di bloccare il processo di modernizzazione, ma ci sono stati alcuni regimi che hanno tentato di favorire la modernizzazione traghettando la società verso un nuovo ordine. In base all'ideologia si distingue tra franchismo (autoritarismo reazionario), pretorianesimo (autoritarismo apolitico), terzomondismo (autoritarismo rivoluzionario).

Il cesarismo è la categoria in cui Max Weber e Antonio Gramsci facevano ricadere le dittature del loro tempo. Questi regimi non si basano solo su strumenti di repressione, ma anche sul consenso. Sono incentrati sulla figura di un capo carismatico e su un forte apparato statale. All’ideologia si sostituisce il carisma del capo. Specifica di questa dittatura è la mediazione tra interessi contrastanti. Il termine deriva dalla dittatura di Cesare nell’antica Roma. In base all'ideologia si parla di sultanismo (cesarismo reazionario), peronismo (cesarismo apolitico, ma la definizione è ambigua), bonapartismo (cesarismo rivoluzionario, quello di Napoleone I e Napoleone III).

Il totalitarismo è il tipo più moderno di regime dittatoriale. Il concetto è sviluppato nelle Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt. Necessita di tre fattori per potersi sviluppare: 1) una società industriale di massa; 2) la persistenza di un’arena mondiale divisa; 3) lo sviluppo della tecnologia moderna. Secondo la Arendt gli elementi distintivi del totalitarismo sono l’ideologia e l’uso del terrore. La sua massima espressione è il lager, dove avviene la cancellazione dell’individualità tramite un dominio assoluto sulle persone.

Dittature nel mondo

Secondo l'associazione Freedom House, al 2005 ben 44 Paesi del mondo sono not free, ossia dittature, su un totale di 192. La tendenza, tuttavia, è negli anni una costante democratizzazione. Regimi dittatoriali restano prevalenti nell'area dell'ex URSS (Russia inclusa), in Medio Oriente, in Africa, in Cina e nei Paesi limitrofi. Oggi l'Europa, l'America Settentrionale, l'America Latina e l'Oceania sono continenti privi di regimi dittatoriali.

 Sottofondo: Marcia (Elgar)

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