Politica economica
Il Presidente cubano Fidel Castro
Castro consolidò il controllo della nazione nazionalizzando ulteriormente l'industria, confiscando i beni di proprietà straniera, collettivizzando l'agricoltura, ed emanando politiche che beneficiassero i lavoratori. Molti cubani lasciarono il paese, alcuni per Miami, Florida, dove formarono una numerosa comunità anti-castrista. A causa del duro embargo imposto dagli Stati Uniti, Cuba divenne sempre più dipendente dai sussidi sovietici, per poter finanziare i miglioramenti delle condizioni economiche. Il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991 portò quindi un periodo di forte sofferenza economica a Cuba.
Le aspre sanzioni economiche volute dagli USA, che includono un divieto generale di viaggio verso Cuba per i turisti (americani), sono state una delle principali ragioni dei problemi economici di Cuba. Comunque, tra il 1960 e il 1990 gran parte dei loro effetti vennero neutralizzati dall'aiuto dell'ex Unione Sovietica, che in alcuni anni equivaleva a un quarto del PIL nazionale. A dispetto dell'embargo, Cuba continua a commerciare con le altre nazioni, ed è la seconda meta turistica più popolare dei Caraibi (dopo la Repubblica Dominicana). La sua economia riceve anche un abbondante afflusso di valuta (stimato in 850 milioni di dollari all'anno) dai Cubani Americani
che mandano soldi a familiari e amici rimasti sull'isola.
Negli anni recenti Castro ha scommesso sulla biotecnologia per supportare l'economia di Cuba. Lo sviluppo cubano in questo campo ha causato preoccupazione e timore, come potenziale per lo sviluppo di armi biologiche, e nel 2002 uno degli scopi della visita dell'ex Presidente statunitense Jimmy Carter, era di ispezionare i siti cubani per l'ingegneria genetica. Da allora, l'economia cubana ha accelerato, sia per l'esportazione di tecnologia medica che per il "turismo della salute".