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LE DONNE DI HITLER 

LETTURA CONSIGLIATA

 

 

Le donne di Hitler. Tutte le donne che lo amarono e che lo aiutarono nella sua ascesa
Autore: Schaake Erich
Edizioni: Boroli Editore


I profili delle donne la cui vita fu determinata e spesso travolta da una cieca fede nell'uomo Hitler o nel Führer Hitler. Le biografie qui raccontate spiegano perché queste donne hanno deciso di vivere, e qualche volta di morire, accanto o all'ombra di Hitler.

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Fonte: Espresso on line 

Notizia straordinaria. Una donna gallese, moglie del figlio omosessuale di Richard Wagner, Siegfried - secondo un documentario della Bbc - stava per sposare Adolf Hitler. Ma Adolf di nozze non voleva saperne. Si chiamava Winifred William (si era anche iscritta al partito nazista pur rimanendo amica di ebrei) e rimase fedele ai suoi sentimenti e nel 1980, poco prima di morire, disse: «Se Adolf varcasse questa soglia, oggi, sarei contenta come sempre di vederlo».


Al Führer le donne non dispiacciono, e ama circondarsi di belle signore: si fanno chiacchiere su qualche rapida relazione con due attrici, Olga Tschechowa e Renata Müller, che finisce suicida, o con la regista Leni Riefensthal che con i suoi documentari esalta la forza del nazismo, ma lui dichiara: «Ho sposato la Germania».
La battuta fa ridere anche Mussolini. Ha un’amante fissa, ma non incombente, una certa Eva Braun, impiegata del fotografo ufficiale del partito, Hoffmann. «Molto simpatica», assicura Heinz Linge, il cameriere personale, «non inventava complotti, affabile, neanche eccessivamente intelligente, ma tanto carina». E il giudizio di Hans Bur, il suo pilota, conferma: «Eva Braun? Una bella donna. Il Führer aveva davvero buon gusto».


Forse l’unico profondo amore è stata Geli Raubal, una nipote che finisce, anche lei, per ammazzarsi; zio Adolf l’ha disegnata, nuda, in primi piani arditi, nei particolari più erotici.
Geli, figlia della sorellastra Angela, tratteggiava invece un quadretto più aspro: «Mio zio è un mostro. Nessuno può immaginare che cosa si aspetta che io faccia per lui». Lo zio poi, magari, si lasciava andare alle massime dei cioccolatini: «La donna sa amare molto più profondamente dell’uomo»; «Raramente due esseri che si appartengono per natura riescono a incontrarsi: questa è la grande felicità»; «Provo una gioia vivissima quando posso pranzare con una signora».


Non era ostile al fatto che in sua presenza le signore si truccassero anche se in realtà ciò era il contrario alla regola. Invece, coi suoi ministri e coi generali, aveva un comportamento rigido; da loro non accettava obiezioni e dimostrava tutta la sua autorità.

 

 

 


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