7/10/2008
-Le Sacre Scritture sono testi sempre
“vivi”, profondamente legati all’attualità: Benedetto
XVI, aprendo in Vaticano il Sinodo dei vescovi incentrato sulla Parola di Dio,
ha esortato a scorgere le tracce del Vangelo nel nostro tempo: riferendosi
alla solidità, alla “roccia” degli insegnamenti della Bibbia
e al suo fragile contrario, il Papa ha ricordato come possa essere vacillante
la navigazione di chi tiene la propria vita ancorata a falsi richiami:
“Sulla
sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul
successo, sulla carriera, sui soldi”. “Apparentemente – ha
affermato il Pontefice - queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un
giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi
soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la
vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine.
Chi costruisce la sua vita su queste realtà, sulla materia, sul
successo, su tutto quello che appare, costruisce sulla sabbia".
Nel
nostro tempo i segni dell’uomo sulla sabbia continuano a lasciare
impronte destinate a dissolversi a causa di ricchezze vuote. Ad alimentare la
preferenza verso queste “ricchezze” non può che essere il
demonio: se l’uomo ha sete di potere ed è accecato dalla ricerca
del successo, i suoi deserti interiori possono seguire diabolici miraggi.
Quando il diavolo tenta uomini che si sono smarriti, i cuori diventano di
pietra, le orecchie si trasformano in strumenti di ricatto e le bocche appaiono
come amplificatori delle tenebre. La realtà si frantuma ed è
deformata da una droga, la voracità dell’ego ispirata dal demonio,
che fa sembrare raggiungibili traguardi immeritati, razionali comportamenti
disumani. Le tentazioni diventano per l’uomo trappole architettate con le
sembianze di un dono annaffiato da facili promesse. Di fronte a queste lusinghe
malefiche il passo può diventare incerto e per questo chi è
assalito da una forza oscura a causa della propria debolezza, non deve
scostarsi da Colui che ha indicato la strada nei deserti dell’uomo:
“In
quel tempo – si legge nel Vangelo di San Matteo - Gesù fu condotto
dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato
quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò
e gli disse: Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane.
Ma egli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni
parola che esce dalla bocca di Dio”. (Mt 4,3-4)
Negli aridi
cuori dell’uomo queste parole sono richiami potentissimi: per chi dà
ascolto alla voce del demonio, la fame e la mancanza possono essere sostituite
dalla sazietà e dall’abbondanza. Chi pensa di avere poco ed
è attaccato alle cose del mondo, è attratto dal luccichio dei
beni terreni. Quanti, accecati dal bagliore del denaro anche in questi tempi e
in questa società capitalistica, hanno cercato di trasformare senza
alcuna sostenibilità finanziaria il denaro in altro denaro! Prodotti
finanziari a rischio, mutui senza adeguate coperture, investimenti
apparentemente allettanti sono stati favoriti anche dalla “miopia”
di governi di Paesi sviluppati come gli Stati Uniti. La continua rincorsa al
profitto si è tradotta in inganni orditi da una vana pretesa: quella di
trasformare dei sassi, come quelli del Vangelo, in nuove ricchezze. Ma
l’uomo dopo averli strofinati, non ha più visto quel finto
luccichio che aveva attirato mercati ed economie in un imbuto senza valori,
senza la vera libertà di agire rispettando se stessi e gli altri.
L’uomo di oggi, sempre più lontano dall’etica e soprattutto
da Dio, è così travolto dall’onda oceanica della crisi
economica che lascia nuovi deserti e nuove devastazioni. E’ uno tsunami,
innescato da gravi anomalie della morale, che può stravolgere non solo i
bilanci statali ma, soprattutto, i pilastri etici dell’umanità.
Un potere
distruttivo, questo, già sperimentato in orribili pagine della storia
del Novecento “suggerite” con l’inganno dal tentatore. Cuori
di pietra, scolpiti dal demonio, hanno seminato odio e avvolto con fiamme
uomini ciechi, accecati da falsi miti e da diabolici governanti. Politici si
sono sentiti re, guerrieri e dottori della legge e hanno trascinato popoli in
tirannie, guerre e persecuzioni. Davanti a queste tentazioni non cadere vuol
dire seguire le orme che Gesù ha lasciato all’umanità:
“Allora
il diavolo – scrive San Matteo - lo condusse con sé nella città
santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se sei Figlio di Dio,
gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a
tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a
urtare contro un sasso il tuo piede. Gesù gli rispose: Sta scritto
anche: Non tentare il Signore Dio tuo”. (Mt 4,5-7)
Quanti
uomini si sono buttati dal tempio credendo essere sorretti da governanti
invincibili! Quanti regimi sono stati fondati su presunte superiorità
che hanno velocemente logorato gli spazi dell’etica ed ogni difesa della
morale! Chi ha conosciuto il nazismo e lo stalinismo ha visto uomini divorati
da ambizioni diaboliche: quelle di governare ignorando la libertà, la
solidarietà e
la Parola
di Gesù. Adolf Hitler era un uomo emarginato e di scarsa cultura, ma
riuscì, dopo la prima guerra mondiale, ad interpretare le paure, le
speranze, le aspirazioni del popolo tedesco. Diversi storici hanno legato
questa figura, una dei grandi paradossi del ventesimo secolo, all’opera
del diavolo. Simili orrori hanno colpito negli stessi anni anche la popolazione
russa guidata da Stalin, le cui scelte - secondo molti analisti - sono
riconducibili ad ispirazioni demoniache. Non si può storicamente
certificare il sigillo del diavolo nelle anime di questi dittatori. Ma gli
effetti del loro perverso potere proseguono anche oggi: sono
nati con quei regimi nuovi idoli, nuove religioni che hanno cercato di
svuotare, anche con l’innesto di riferimenti esoterici, la naturale
propensione dell’uomo verso Dio.
Oggi,
nel dilagante vuoto alimentato dalla sempre più marcata mancanza di
un’etica, si riaffacciano nell’arena politica, dove il diavolo
è sempre più presente, crescenti ambizioni di potere. Nuovi
governanti, probabilmente tentati anche dal demonio, ingannano i loro popoli
facendo intravedere il luccichio di ricchezze che presto svaniranno. Gesù
– come scrive San Matteo – ha vinto anche questa tentazione:
“Di nuovo il diavolo lo condusse con
sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la
loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti,
mi adorerai. Ma Gesù gli rispose:“Vattene, satana! Sta scritto:
Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto. Allora il diavolo lo lasciò
ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano”. (Mt 4,8-11)
L’illusoria
speranza di posti di lavoro, l’assurda rivendicazione di aver eliminato
la sporcizia che inquina la morale e la pretesa di far decollare la società
verso un’autentica giustizia rivelano oggi, sempre più spesso, le
sole volontà da parte di alcuni governanti di conservare il potere e di
alimentare i propri interessi attraverso false promesse. In Paesi dove la
proprietà dei mezzi di comunicazione di massa diventa garanzia di
supremazia politica e strumento per la trasmissione di messaggi consumistici,
perfettamente aderenti con la società capitalistica, il demonio continua
a consumare uno dei grandi patrimoni dell’uomo: la libertà.
Davanti
alle tentazioni dell’avere, del prestigio e del potere l’uomo
troppo ambizioso non può nascondere la propria debolezza e la mano del
demonio è pronta a rapirlo e a renderlo strumento dei propri disegni.
E’ un attacco all’intera società: il fumo di satana entra
dappertutto e cerca di avvolgere, soprattutto, chi ha responsabilità di
governo. In questo deserto, denso di miraggi annunciati anche da politici
asserviti al maligno, sembra di procedere senza speranza. “Tante volte
– ha detto Papa Benedetto XVI il 29 giugno 2006 durante
la Messa
nella Basilica Vaticana in occasione della solennità dei Santi Pietro e
Paolo – sembra che Dio lasci a satana troppa libertà; che gli
conceda la facoltà di scuoterci in modo troppo terribile; e che questo
superi le nostre forze e ci opprima troppo”. Ma questa invasione
diabolica è destinata a fallire perchè c’è un limite
che il male non può valicare “La preghiera di Gesù –
ha osservato il Papa - è il limite posto al potere del maligno”.
La speranza è
la Parola
ultima su ogni impresa maligna. Questo è il vero potere destinato a
sconfiggere sempre il male, a vincere ogni dittatura, anche quelle ispirate da
satana. (Amedeo
Lomonaco)