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ENVER HOXHA: DISCORSO

Enver Hoxha

DISCORSO PRONUNCIATO A NOME DEL CC DEL PLA ALLA CONFERENZA DEGLI 81 PARTITI COMUNISTI E OPERAI A MOSCA .

16 NOVEMBRE 1960

La conferenza degli 81 partiti comunisti e operai svolse i suoi lavori a Mosca dal 10 novembre al 1 dicembre 1960. Fu convocata in una situazione molto complessa del movimento comunista internazionale come conseguenza della diffusione del revisionismo moderno e soprattutto dell’attività disgregatrice antimarxista della direzione sovietica con alla testa Krusciov.


Cari Compagni,

Questa conferenza dei partiti comunisti e operai è di storica importanza per il movimento comunista internazionale, poiché procede ad un'analisi minuziosa della situazione politica internazionale, fa il bilancio dei successi e degli errori che possono essersi verificati sulla nostra via e ci aiuta a definire più chiaramente la linea che dovrà seguire d’ora in poi, al fine di mietere nuovi successi a vantaggio del socialismo, del comunismo e della pace. Al mondo esiste ormai il campo socialista, con alla testa l’Unione Sovietica. Il movimento comunista nel suo complesso si è ampliato, rafforzato e temprato. I partiti comunisti e operai in tutto il mondo sono divenuti una forza colossale, che porta avanti l’umanità verso il socialismo, verso la pace. Come si rivela anche nel progetto di dichiarazione che è stato preparato, il nostro campo socialista è molto più forte del campo imperialista. Il socialismo si rafforza di giorno in giorno ed è in continua ascesa mentre l'imperialismo si indebolisce, si decompone. Dobbiamo accelerare questo processo con tutti i mezzi e con tutte le forze di cui disponiamo. Vi perverremmo se resteremo fermamente fedeli al marxismo-leninismo e lo applicheremo correttamente. Altrimenti non faremo che frenarlo, poiché abbiamo di fronte nemici feroci che dobbiamo vincere e annientare, abbiamo di fronte l’imperialismo con alla testa quello americano. Noi vogliamo la pace mentre l’imperialismo non la vuole e si prepara ad una nuova terza guerra mondiale. Dobbiamo lottare con tutte le nostre forze per evitare la guerra mondiale e far trionfare nel mondo una pace giusta e democratica. A ciò si giungerà quando costringeremo l’imperialismo a disarmare. 

L’imperialismo non deporrà le armi di sua propria volontà. Credere ad una possibilità del genere significa illudere se stessi e ingannare gli altri. Dobbiamo quindi opporre all’imperialismo la colossale forza economica, militare, morale, politica e ideologica del campo socialista e al tempo stesso le forze unite dei popoli del mondo intero al fine di sabotare in tutti i modi possibili la guerra che preparano gli imperialisti. Il partito del lavoro d’Albania non ha mai nascosto né mai nasconderà al proprio popolo questa situazione e la minaccia che gli imperialisti fanno pesare sull’umanità amante della pace. Vi possiamo assicurare che il popolo albanese che detesta la guerra, non si è affatto spaventato di questa giusta azione del suo partito. Non ha ceduto al pessimismo e neppure ha segnato il passo nell’edificazione del socialismo. Esso ha una chiara visione delle prospettive che lo attendono e lavora con piena fiducia, mantenendosi sempre vigile stringendo in una mano il piccone e nell’altra il fucile.

E’ nostra opinione che l’imperialismo, con quello americano in testa, deve essere smascherato senza misericordia, politicamente e ideologicamente e che nessun caso sono ammissibili le lusinghe, le moine e gli incensamenti nei suoi confronti. Nessuna concessione di principio dovrà esser fatta all’imperialismo. Le varie tattiche e i diversi compromessi che da parte nostra ci possiamo permettere, debbono aiutare la nostra causa e non quella del nemico.

Di fronte ad un nemico feroce, la garanzia della vittoria della nostra causa richiede nella nostra piena unità, che sarà realizzata eliminando i profondi dissensi ideologici che si sono manifestati e basando questa unità sui fondamenti marxismo-leninismo, sull’eguaglianza, sulla fraternità, su di uno spirito di amicizia e di internazionalismo proletario. Il nostro partito ritiene che non solo non debba esistere alcuna frattura ideologica, ma che, di conseguenza, dobbiamo altresì adottare un atteggiamento politico unico su tutte le questioni . La nostra tattica e la nostra strategia, di fronte ai nemici, debbono essere elaborate da tutti i nostri partiti e fondarsi sui principi marxisti-leninisti, su giusti criteri politici adatti alle situazioni concrete e reali…

Tutti i popoli del mondo aspirano alla libertà, all’indipendenza, alla sovranità, alla giustizia sociale, alla cultura, alla pace, e si battono per esse. Queste loro sacrosante aspirazioni sono state e vengono soffocate dal capitalista, dal latifondista, dall’imperialista ed è quindi naturale che la lotta di questi popoli sia condotta con grande rigore contro i capitalisti, contro i latifondisti, contro gli imperialisti. E’ anche naturale che i popoli del mondo ricerchino i propri alleati in questa lotta per l’esistenza che conducono contro i loro carnefici…

Perciò nella lotta per la pace, per il disarmo, per il progresso sociale nel mondo, il campo socialista non è solo di fronte al campo imperialista, ma si trova in stretta alleanza con tutti i popoli progressisti del mondo, mentre gli imperialisti si trovano isolati di fronte al campo socialista.Viviamo in un’epoca in cui si assiste al crollo totale del colonialismo, alla liquidazione di questo flagello che sopprimeva i popoli. Nuovi Stati stanno nascendo in Africa e in Asia. Paesi dove regnavano il capitale, la frusta e il fucile, scuotono il giogo della servitù e i popoli prendono il loro destino nelle proprie mani. Ciò si è realizzato e si realizza grazie alla lotta di questi popoli e all’appoggio morale che prestano loro L’Unione sovietica, la Cina popolare e gli altri paesi del campo socialista. Traditori del marxismo-leninismo, agenti dell’imperialismo e intriganti del tipo di Josip Broz Tito si sforzano in mille modi, ordendo piani diabolici, di disorientare popoli e giovani Stati, al fine di staccarli dai loro alleati naturali, per legarli direttamente all’imperialismo americano. Dobbiamo tendere con tutte le nostre forze a sventare i piani di questi lacchè dell’imperialismo. Assistiamo attualmente alla disgregazione dell’imperialismo, alla sua decomposizione , alla sua agonia. Viviamo e lottiamo in un’epoca caratterizzata dell’inarrestabile passaggio dal capitalismo al socialismo. Vengono confermati tutti i geniali insegnamenti di Karl Marx, di Vladimir Ilic Lenin e di Josif Stalin, insegnamenti che non sono assolutamente superati a dispetto di quanto pretendono i revisionisti.

L’imperialismo mondiale sta subendo duri colpi , che dimostrano chiaramente che esso non è più nella sua "età d’oro", allorché dettava legge quando e come gli piaceva. Ormai l’iniziativa gli è sfuggita di mano ed esso non l’ha certo ceduta di buon grado e di proposito. Questa iniziativa non gli è stata tolta a parole e solo a furia di discorsi , ma esso l’ha perduta in seguito a un lungo processo di scontri e di rivoluzioni cruente, che il capitalismo stesso ha provocato con i suoi sforzi tesi a schiacciare il proletariato e la forza dei popoli che si sollevavano per abbattere il mondo della fame e della miseria, il mondo della schiavitù. E’ questa gloriosa pagina è stata aperta dalla Grande rivoluzione socialista d’Ottobre, dalla grande Unione sovietica, dal grande Lenin e dal grande Stalin. L’imperialismo mondiale, con a capo l’imperialismo americano, anche attualmente che vede approssimarsi la propria fine, che si accorge di avere di fronte a sé avversari forti e risoluti , quali il campo del socialismo e la sua grande alleanza con tutti i popoli del mondo, concentra, organizza e arma le sue forze d’attacco. Esso si prepara alla guerra.

Chi non vede ciò è cieco, chi invece lo vede , ma lo nasconde, è un traditore al servizio dell’imperialismo. Il partito del lavoro d’Albania ritiene che nonostante le grandi difficoltà che incontriamo sul nostro cammino verso l’instaurazione della pace nel mondo, verso il disarmo e la soluzione degli altri problemi internazionali, non si debba essere pessimisti. Solo i nostri nemici, che subiscono una disfatta dietro l’altra, sono e debbono essere pessimisti. Siamo stati, siamo e saremo vincitori, perciò siamo stati e restiamo ottimisti e siamo convinti che i nostri sforzi saranno coronati dal successo. Riteniamo tuttavia che l’ottimismo eccessivo, non realistico, lunghi dall’essere benefico, è al contrario nocivo. Chi nega, chi sminuisce la nostra grande forza economica, politica, militare, morale e non ha fiducia in essa, è una disfattista e non merita di chiamarsi comunista. Ma anche colui che, inebriato dalla nostra forza, considera gli avversari alla stregua dei pigmei, crede che il nemico abbia perduto ogni speranza, che sia divenuto inoffensivo e totalmente alla nostra mercé, anche costui non è realista a bluffa, fa assopire la gente, fa assopire i popoli di fronte a queste situazioni complesse e piene di pericoli, che richiedono da parte di tutti la massima vigilanza, che esigono un incremento dell’impeto rivoluzionario delle masse e non la moderazione, la degenerazione, la decomposizione e la quiete.


Il nostro saggio popolo che ha molto sofferto dice bene: "l’acqua dorme, ma il nemico non dorme". Guardiamo dritto in faccia i fatti. L’imperialismo mondiale, con a capo il suo reparto più aggressivo, l’imperialismo americano, orienta la propria economia verso la preparazione della guerra. Esso si sta armando fino ai denti. L’imperialismo americano sta dotando di ogni specie d’arma la Germania di Bonn, il Giappone e tutti i suoi alleati e satelliti. Esso ha organizzato e sta perfezionando le organizzazioni militari d’aggressione, ha creato e sta creando basi militari da ogni parte attorno al campo del socialismo. Esso accresce le sue scorte di armi nucleari, non consente a disarmare, non accetta di cessare gli esperimenti nucleari, lavora febbrilmente e nuove invenzioni di mezzi di sterminio di massa. E tutto questo, perché lo fa? Per andare a nozze No! Per scendere in guerra contro di noi, per distruggere il socialismo e il comunismo, per ridurre i popoli alla schiavitù. Il partito del lavoro d’Albania è dell’opinione che se parliamo e pensiamo diversamente, inganniamo noi stessi e gli altri. Non ci chiameremmo comunisti se ci lasciassimo intimorire dalle difficoltà della vita. Noi, comunisti, detestiamo la guerra.

O i, comunisti, lotteremo fino all’ultimo per far fallire i diabolici piani di guerra dell’imperialismo americano. Però, se ci dichiarerà guerra, noi gli daremo il colpo di grazia, affinché l’imperialismo scompaia per sempre dalla faccia della terra. Dinanzi alle minacce di una guerra atomica da parte dell’imperialismo mondiale, capeggiato dall’imperialismo americano, noi dobbiamo essere pienamente preparati tanto economicamente, politicamente, moralmente, quanto anche militarmente, per far fronte a qualsiasi eventualità. Dobbiamo cercare di evitare una guerra mondiale giacché non è fatalmente ineluttabile, ma saremo imperdonabili se ci cullassimo nelle illusioni e se ci lasciassimo sorprendere dal nemico, poiché non è mai successo che il nemico sia o venga definito loyal*, (in francese nel testo) altrimenti non si chiamerebbe nemico. Il nemico è e resterà sempre nemico e perfido. Chi si fida del nemico, presto o tardi perde la partita… La politica di pace dei paesi del campo socialista ha influito notevolmente sulla denuncia delle mire aggressive dell’imperialismo, sulla mobilitazione dei popoli contro i guerrafondai, sulla evoluzione della loro gloriosa lotta contro gli oppressori imperialisti e i loro agenti…

Tuttavia molti problemi concreti, messi sul tappeto, come le proposte per il disarmo, la conferenza al vertice (2) (Nel dicembre 1959, il capo del governo sovietico N.Krusciov che propendeva per la soluzione degli importanti problemi internazionali unicamente mediante colloqui con i capi dell’imperialismo, assicurò, attraverso i canali diplomatici, la convocazione di una conferenza al vertice con la partecipazione dei massimi dirigenti dell’Urss, degli Usa, dell’Inghilterra e della Francia. Questa conferenza avrebbe dovuto aver luogo nel maggio del 1960, ma non poté svolgere i suoi lavori causa il sabotaggio degli imperialisti americani e l’atteggiamento tentennante e avventuristica di N. Krusciov) ecc., non sono stati risolti e continuano ad essere sistematicamente sabotati dagli imperialisti americani. Quali conclusioni dobbiamo trarre da tutto ciò? Il Partito del lavoro d’Albania ritiene che l’imperialismo, e in primo luogo l’imperialismo americano, non ha cambiato né la pelle, né il pelo, né la propria natura, e aggressivo e rimarrà aggressivo anche quando gli resterà un solo dente in bocca. Ed essendo aggressivo, e capace di precipitare il mondo nella guerra. Perciò noi, così come abbiamo dichiarato anche nella commissione di redazione, continuiamo ad insistere sulla necessità di rendere ben chiaro ai popoli che l’unica garanzia assoluta di non aver più guerre mondiali e il trionfo del socialismo nel mondo intero o nella maggior parte dei paesi del mondo. Gli americani si esprimono apertamente, non accettano il disarmo, aumentano gli armamenti e preparano la guerra. Perciò dobbiamo essere vigilanti.

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