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Una
celebrazione come questa non ha bisogno, in
verità, di molte parole. Tuttavia
ritengo che sia necessario riaffermare dinanzi
a voi, o camerati, e dinanzi al mondo, alcune
verità solari. La prima è
questa: il Popolo italiano non ebbe imposta la
guerra da un'improvvisa aggressione; il Popolo
italiano, con le giornate di maggio, sempre più
radiose nella memoria volle deliberatamente la
guerra; fu quindi un atto spontaneo della sua
consapevole volontà.
Seconda
verità non meno solare: la guerra
italiana è stata, specie nel primo
periodo, particolarmente dura e aspra. La
documentazione è in queste cifre
terribili e sublimi: 600 mila morti, 400 mila
tra mutilati e invalidi, un milione di feriti.
Si può quindi affermare che ben due
milioni d'Italiani, dico di Italiani, nati e
vissuti nella nostra Penisola, hanno versato
il loro sangue per generare la creatura che
sorgeva dal loro sacrificio: la Nuova Italia.
Terza
verità solare : la Vittoria è
stata luminosamente italiana. Combattenti! Già
con la battaglia del giugno fu stroncata, con
ammissione degli stessi nemici la resistenza
dell'Impero absburgico; e se è vero che
gli Alleati mandarono alcune Divisioni,
è altrettanto vero che, nel maggio del
1915, noi demmo agli Alleati un esercito
intero.
Quarta
verità, più solare che mai:
questa guerra, che è stata la prima e
forse l'unica nella storia sino ad oggi, alla
quale ha partecipato tutto il popolo italiano,
ha rivelato di quale tempra siano i
combattenti. Vi sono pagine di eroismo
incomparabile, pagine di eroismo leggendario,
tanto nella guerra terrestre quanto nella
guerra del mare e nella guerra del cielo. Dopo
la grande Vittoria ci fu un periodo di
incertezza che ci ha fatto molto soffrire ;
ma, quinta e ultima verità: a un certo
momento un manipolo di uomini che venivano
dalla trincea riprese nel pugno il vessillo
della Vittoria, e la Vittoria, nell'ottobre
1922, fu riscattata e per sempre.
Camerati!
La portata storica e rivoluzionaria della
guerra e della Rivoluzione delle Camicie nere
sta in ciò: che finalmente dalle Alpi
alla Sicilia c'è un solo popolo unito,
concorde, disciplinato, deciso a fare la
grandezza, la potenza della Patria.
Camerati,
il mio discorso si conclude con una domanda;
ma prima di rispondere, pensate che il grande
Re, il Padre della Patria vi guarda, e il
Fante Ignoto vi ascolta : se sarà
necessario, farete domani quello che avete
fatto, che facemmo ieri ?
-Sì.
Allora
portate l'eco di questo solenne giuramento in
ogni angolo della Patria: Viva l'Italia!
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