|
Signori!
La
cerimonia inaugurale odierna sta a nuovamente
dimostrare che il regime procede metodicamente
nella realizzazione delle sue riforme,
destinate a cambiare fisonomia allo Stato, a
creare cioè il nostro Stato: lo Stato
fascista. Il Ministero delle Corporazioni non
è un organo burocratico e nemmeno vuole
sostituirsi alle organizzazioni sindacali
nella loro azione necessariamente autonoma,
diretta ad inquadrare, selezionare, migliorare
i loro aderenti. Il Ministero delle
Corporazioni è l'organo per cui, al
centro o alla periferia, si realizza la
corporazione integrale, si attuano gli
equilibri fra gli interessi e le forze del
mondo economico. Attuazione possibile sul
terreno dello Stato, perché solo lo Stato
trascende gli interessi contrastanti dei
singoli e dei gruppi, attuazione resa più
spedita dal fatto che tutte le organizzazioni
economiche riconosciute, garantite, tutelate
nello Stato corporativo, vivono nell'orbita
comune del Fascismo: accettano cioè la
concezione dottrinale e pratica del Fascismo.
Sono guidate da uomini iscritti regolarmente
al partito. Né potrebbe essere altrimenti.
L'esperimento
fascista, che ha preciso inizio oggi con
l'inaugurazione ufficiale del Ministero delle
Corporazioni, è seguito con interesse
crescente da uomini di Stato, da politici, da
studiosi di tutto il mondo. Sono certo che
esso riuscirà pienamente e segnerà
la strada agli altri. V'è un altro
fattore che giustifica la nostra certezza ed
è il senso di consapevole, laboriosa
disciplina di cui offre testimonianza superba
da ormai quattro anni tutto il popolo
italiano.
La
gente del lavoro fu sino a ieri misconosciuta
o negletta dallo Stato vecchio regime. La
gente del lavoro si accampò fuori dello
Stato e contro lo Stato. Oggi tutti gli
elementi della produzione, il capitale,
la tecnica, il lavoro, entrano nello Stato, e
vi trovano gli organi corporativi per l'intesa
e la collaborazione, nonché, in dannata
ipotesi, il ricorso supremo alla magistratura
del lavoro. Non si esagera affatto chiamando
rivoluzionario, nello spirito e negli
istituti, questo complesso di riforme in altri
paesi tentate, ma non mai condotte alla loro
logica compiutezza come osa fare il regime
fascista. Mando ai capi, agli organizzati
delle tredici confederazioni ed ai funzionari
del nuovo Ministero, il più cordiale
mio saluto.
|