Con questa vostra adunata,
così simpatica per il suo fervido entusiasmo, si chiudono le mie 2
giornate bolognesi. Grandi giornate, che hanno dimostrato ancora una volta
come attorno ai gagliardetti della Rivoluzione delle Camicie Nere, si stringa
ancora più compatto l'intero Popolo Italiano. A Bologna ho parlato in
modo estremamente chiaro.
Io vorrei sinceramente che le mie parole fossero raccolte e meditate, in modo
che si aprisse per questa tormentatissima Europa un periodo non di eterna
pace, perché ciò sarebbe assurdo ed impossibile, ma un periodo di pace
abbastanza lunga e duratura. Come per l'amore, così anche per la pace
bisogna essere almeno in 2.
Così, sicuri della vostra forza, ma soprattutto sicuri della vostra
volontà di ferro, staremo al riparo da qualsiasi minaccia e da
qualsiasi insidia, e potremo lavorare nell'interno della Nazione per
accrescere come vogliamo il benessere materiale ed elevare moralmente anche
tutto il Popolo Italiano.
Poiché, o Camerati, noi, io, tutti noi amiamo il Popolo Italiano, perché ci
vantiamo di essere figli di questo popolo, perché di questo popolo conosciamo
l'intima vita che non è sempre lieta, poiché le sofferenze di questo
popolo si ripercuotono profondamente nella nostra anima. Questo Popolo
Italiano che ha dato il suo sangue, la sua energia, tutto sé stesso per
l'Impero. A questo Popolo Italiano noi non chiediamo nulla. Gli chiediamo
soltanto di essere pronto ai nostri ordini quando battono le grandi ore della
storia che impegnano un intero popolo per la vita e per la morte, per il
combattimento e per la vittoria.