Camicie Nere della X Legione,
Camicie Nere della mia terra, sono passati 10 anni dal nostro ultimo incontro.
In questo momento i nostri cuori battono un poco più forte e i nostri
occhi si scrutano: c'è forse qualche cosa di cambiato fra noi? No, non
c'è nulla di cambiato.
Io abbraccio questo periodo di tempo, lo suddivido in 3 periodi: quello che va
dal '26 al '29 e che si può chiamare il periodo della conciliazione,
grandissimo evento quello dell'11 febbraio 1929 che suggellava la pace tra la
Chiesa e lo Stato, era un problema che pesava da 60 anni sulla coscienza della
Nazione, il Fascismo l'ha risolto. Tutti coloro che lanciavano dei presagi
oscuri sull'avvenire, sono rimasti mortificati ed umiliati. E' di
un'importanza eccezionale nella vita di un popolo che Stato e Chiesa siano
riconciliati nella coscienza dell'individuo e nella coscienza collettiva
dell'intera Nazione.
Dal '29 al '34 è il periodo di costruzione dello stato corporativo, per
noi Fascisti il popolo non è un'astrazione della politica, ma una realtà
viva e concreta. Io soffro dei dolori del popolo. Durante questo periodo la
Libia intera viene conquistata e pacificata e il Tricolore viene issato su
Cupra a 1000 chilometri dal mare.
Anni XII, XIII e XIV dell'Era Fascista: il periodo dell'Impero. Un popolo
senza spazio non può vivere. Un popolo portatore di una antica e
magnifica civiltà come il Popolo Italiano, ha dei diritti sulla faccia
della terra. Quattordici anni di preparazione spirituale dovevano essere
fecondi di risultati. Il popolo combattente è stato all'altezza
dell'ora storica che viene chiamato a vivere. Abbiamo conquistato non solo
rovesciando le armate nemiche che i traditori della civiltà europea
avevano inquadrato ed armato.
Gli orizzonti europei incupiscono sotto le brume dell'incertezza e del
disordine, l'Italia offre al mondo uno spettacolo mirabile di compostezza, di
disciplina, di civica e romana virtù. I popoli che non ci conoscono,
che ci conoscono sotto la specie puramente letteraria, oggi sono sbalorditi
dinanzi alla nostra realtà economica, politica e militare. Da questa
vostra Bologna, che è stata nei secoli un faro per l'intelligenza
umana, in questa Bologna che ha dato il più grande sacrificio per la
causa della Rivoluzione, io desidero diventare un messaggio che deve andare
oltre i monti e oltre i mari. E' un messaggio di pace, pace nel lavoro e
lavoro nella pace.
E' dal 1929 che milioni e milioni di uomini, di donne e di fanciulli soffrono
le conseguenze di una crisi che oramai non si può non ammettere che sia
dovuta al sistema.
E' dunque un grande ramo d'ulivo che innalzo tra la fine dell'anno XIV e
l'inizio dell'anno XV. Attenzione, questo ulivo spunta da un'immensa foresta:
è la foresta di 8 milioni di baionette bene affilate e impugnate da
giovani intrepidi e forti.