|
Il
discorso di Benito Mussolini viene introdotto
dal senatore Agnelli.
Agnelli: Questo sentimento che ogni vero
italiano nutre per voi è fatto di
ammirazione e gratitudine. Ammirazione per la
vostra personalità dominatrice e
gratitudine per la confidabile opera di
governo con la quale avete migliorato in ogni
campo della vita nazionale e internazionale il
posto e il destino del paese. I risultati di
questo vostro lavoro, che è atto di
fede ed esempio di organizzazione e di metodo,
si impongono a tutti. Ma soprattutto parlano
alla coscienza dei lavoratori perché voi
stesso venite dal popolo ed è sempre
soltanto verso di esso che andate col pensiero
e con l’azione. Qui al Lingotto batte il
cuore di Torino operaia, dal nostro cuore si
leva con entusiasmo l’evviva alla
rinnovata Italia e al suo duce. Viva Benito
Mussolini. (Evviva).
Benito Mussolini: Camerati e operai della
Fiat, ascoltatemi per alcuni minuti. Sarò
breve, perché il mio discorso di ieri
certamente lo avete ascoltato e poi perché la
mia giornata di oggi è piena. Sarò
breve ma voglio dirvi alcune cose importanti.
Quando in occasione della mia visita a Torino
si fece anche il caso se avessi dovuto o no
venire tra voi, io risposi: “andrò
tra gli operai della Fiat e meno sarò
circondato e meglio sarà”. Quello
che vi ha detto poco fa il senatore Agnelli
è sacrosantamente vero. Io mi preoccupo
tutti i giorni, dalla mattina alla sera,
lavorando senza contare le ore di lavoro, mi
preoccupo di dare il massimo lavoro possibile
a tutti gli italiani. (applausi). E sono
felice quando so che una fabbrica, che
un’industria, che una maestranza ha
garantito il lavoro per un lungo periodo di
tempo. Nessuno può smentirmi perché
questa è la parola della veridica verità
(duce, duce). Ora i doveri mi chiamano ma io
sono convinto che il nostro incontro di questa
mane resterà perennemente scolpito nei
vostri cuori così come resta fermamente
scolpito nel mio cuore.
|