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FIUME
La
marcia di chi ha spinto il paese alla guerra e
l’ha portato alla vittoria non si ferma a
Vittorio Veneto e non si arresta al Brennero e al
Carnaro. Non basta la vittoria delle armi; è
necessaria la vittoria dello spirito se vogliamo
rinnovare la nazione per lanciarla sulla via del suo
più grande imperiale destino.
E’
il movimento fascista – movimento squisitamente
rivoluzionario – fatto di realtà e di
verità, di impeto e di fede che farà
valere il diritto del popolo italiano e condurrà
la nazione ai più alti destini. Non le classi,
non i partiti, non i dogmi idioti, ma il lavoro sarà
l’animatore e il propulsore della nuova vita
italiana.
L’ora
dell’Italia non è ancora suonata, ma deve
fatalmente venire. L’Italia di Vittorio Veneto
sente l’irresistibile attrazione verso il
Mediterraneo che apre la via all’Africa. Una
tradizione due volte millenaria chiama l’Italia
sui lidi del continente nero che nelle reliquie
venerande ostenta l’Impero di Roma.
E’
la democrazia che ha snaturato la missione e ha
falsato la storia d’Italia, alla quale il genio
del suo popolo aveva dato il valore di attrice e
direttrice della storia europea.
L’Italia,
avanzando contro gli uomini del passato e contro le
false teorie di marca straniera in piena decadenza, di
fronte alle nuove formazioni che vogliono il loro
posto al sole, ha obbedito a un comando del destino.
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Mussolini
e D'annunzio |
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