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Vi
ho convocato a Roma per rendervi direttamente
partecipi di un evento che considero di
importanza rivoluzionaria non solo da un punto
di vista economico; di un evento che, atteso
da secoli, è destinato a rimanere fra
le date fatidiche della storia d'Italia.
Queste
decisioni potrebbero apparire una
improvvisazione per taluni che vivono in un
perenne stato di dormiveglia, mentre invece
furono annunciate nel discorso che ebbi
l'onore di pronunciare a Palermo, esattamente
23 mesi fa.
Dissi
allora:
«Il
latifondo siciliano, quantunque oggi sia stato
spogliato dei suoi reliquati feudali dalla
politica fascista, sarà liquidato dal
villaggio rurale, il giorno in cui il
villaggio rurale avrà l'acqua e la
strada. Allora i contadini di Sicilia, come i
contadini di tutte le parti del mondo, saranno
lieti di vivere sulla terra che essi lavorano.
Finirà la coltura estensiva. La vostra
terra potrà nutrire il doppio della
popolazione che oggi conta, perché la Sicilia
deve diventare e diventerà una delle più
fertili contrade della terra».
Da
oggi si passa all'azione, che impegna tutte le
forze del Regime in generale e quelle della
Sicilia in particolare. Ho appena bisogno di
aggiungere che se egoismi ritardatari, e
posizioni mentali sorpassate, facessero
tentativi di opporsi alla esecuzione del
piano, tali tentativi sarebbero spezzati.
Il
camerata Tassinari, Sottosegretario alla
Bonifica Integrale, vi esporrà il piano
nei suoi termini concreti.
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