Musulmani di Tripoli e della
Libia! Giovani Arabi del Littorio!
Il mio Augusto e Potente
Sovrano S. M. Vittorio Emanuele III, Re d'Italia e Imperatore di Etiopia, mi
ha mandato, dopo 11 anni, ancora una volta su questa terra dove sventola il
tricolore, per conoscere le vostre necessità e venire incontro ai
vostri legittimi desideri.
Voi mi avete offerto il più
gradito dei doni: questa spada, simbolo della forza e della giustizia, spada
che porterò e conserverò a Roma fra i ricordi più cari
della mia vita.
Mentre accolgo il vostro
dono, voglio dirvi che è incominciata una nuova epoca nella storia
della Libia. Voi avete dimostrato la vostra fedeltà all'Italia,
osservando l'ordine più assoluto nel momento in cui l'Italia era
impegnata in una guerra lontana ed avete offerto migliaia di volontari che
hanno dato un prezioso contributo alla nostra vittoria. Prima della grande
estate, i valorosi guerrieri che hanno combattuto in Etiopia torneranno tra
voi, e voi li accoglierete con molti e meritati onori.
Dopo queste prove l'Italia
fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane della Libia e
dell'Etiopia la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del
Profeta e vuole inoltre dimostrare la sua simpatia all'Islam e ai Musulmani
del mondo intero. Tra poco Roma, con le sue leggi, vi dimostrerà quanto
s'interessi del vostro sempre migliore destino.
Musulmani di Tripoli e della
Libia!
Diffondete queste mie parole
in tutte le case delle vostre città e dei vostri paesi fino alle ultime
tende dei pastori. Voi sapete che io sono un uomo parco nelle promesse, ma
quando prometto mantengo!