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Non
vi sembri strano se in questo momento io vi
faccio una dichiarazione di ordine politico di
una certa importanza. Non è la prima
volta che io ho scelto la pubblica piazza per
dire cose che avrei potuto dire in Parlamento
o in altri luoghi. Aggiungo che mi si deve
credere, soprattutto mi si deve credere quando
parlo diretto al cuore del popolo che mi
ascolta.
Voglio
dirvi, che noi condurremo con la più
strenua decisione la battaglia economica in
difesa della lira e da questa piazza a tutto
il mondo civile dico che difenderò la
lira fino all'ultimo respiro, fino all'ultimo
sangue.
Non
infliggerò mai a questo popolo
meraviglioso d'Italia, che da quattro anni
lavora come un eroe e soffre come un santo,
l'onta morale e la catastrofe economica del
fallimento della lira. Il regime fascista
resisterà con tutte le sue forze ai
tentativi di jugulazione delle forze
finanziarie avverse, deciso a stroncarle
quando siano individuate all'interno.
Il
regime fascista è disposto, dal suo
capo all'ultimo suo gregario, a imporsi tutti
i sacrifici necessari, ma la nostra lira, che
rappresenta il simbolo della Nazione, il segno
della nostra ricchezza, il frutto delle nostre
fatiche, dei nostri sforzi, dei nostri
sacrifici, delle nostre lacrime, del nostro
sangue, va difesa e sarà difesa.
Quando
mi accade di scendere in mezzo al popolo, al
popolo che realmente lavora, io sento che così
parlando ne interpreto perfettamente i
sentimenti, le aspirazioni, la volontà.
Cittadini,
Camicie nere!
Ho
già detto quello che intendevo dire e
ritengo che avrà una grande eco.
Così
finiranno tutte le ciarle insulse del
disfattismo vile, che individueremo e che
colpiremo senza pietà, e nessuno ci farà
indietreggiare sulla strada che noi dobbiamo
fermissimamente seguire. E noi la seguiremo,
camicie nere. Siete pronti voi a seguirla?
La
folla unanime arida: - Sì!
A
seguirla fino al sacrificio?
La
folla: - Sì! Sì !
Ebbene
io accolgo questo vostro grido come un
giuramento.
Gridate
ancora con me: Viva il Fascismo, Viva
l'Italia!
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