|
L'Università
di Padova, la gioventù studiosa non discendente
degenere da quegli studenti toscani che andarono a
morire a Curtatone e Montanara, volle allora essere
all'avanguardia, prendere il suo posto di
combattimento, trascinare i riluttanti, fustigare i
pusillanimi, rovesciare un Governo e andare a
combattere verso il sacrificio, verso la morte, ma
anche verso la grandezza e la gloria.
Il
Governo, che ho l'onore di rappresentare, essendo un
Governo che ripudia, almeno nella persona del capo, la
dottrina del materialismo e le dottrine che pretendono
di spiegare la storia complessissima delle società
umane soltanto dal punto di vista unicamente
materiale, ebbene, questo Governo che tiene in alto
pregio i valori individuali, spirituali e
volontaristici, ha in sommo apprezzamento le Università.
Il
Governo conta sulle Università, perché sono
anch'esse dei punti fermi e gloriosi nella via dei
popoli.
Io
non esito ad affermare che se la Germania ha potuto
resistere alla suggestione del bolscevismo, ciò
è dovuto soprattutto alla forte tradizione
universitaria di quel popolo.
In
fondo, coloro che si avvicinano di frequente alla
comunione dello spirito non possono rimanere a lungo
infettati da dottrine assurde ed antivitali. Un popolo
come il nostro, un popolo di grande ingegno e di
grande passione è necessariamente un popolo di
equilibrio e di armonia. Il Governo farà tutto
il possibile per le Università italiane. Il
Governo comprende la loro enorme importanza storica,
rispetta le loro nobilissime tradizioni, vuole
portarle all'altezza delle necessità moderne.
Tutto
ciò non può essere opera di un mese: non
si può dare in sei mesi fondo all'universo. Noi
non facciamo che liberare il terreno da tutti i
detriti che la vecchia casta politica ci ha lasciato
in tristissima eredità.
Come
potrebbe un Governo di combattenti avere in dispregio
le Università ? Ciò sarebbe non solo
assurdo ma delittuoso.
Dalle
Università sono usciti a migliaia i volontari;
sono usciti a diecine di migliaia quei superbi
plotonisti che andavano all'assalto delle trincee
nemiche con un disprezzo magnifico della morte: sono i
compagni la cui memoria noi portiamo profondamente
incisa nei nostri cuori. Voi inciderete i loro nomi
sulle porte di bronzo, ma ben più imperitura
della incisione sulle porte di bronzo è la loro
memoria nei nostri spiriti. Non li possiamo
dimenticare! Come non dimenticheremo che dalle
Università sono usciti a migliaia le giovani
camicie nere: quelle che a un dato momento hanno
interrotto la vicenda ingloriosa della politica
italiana; che hanno preso per il collo, con dita
robuste, tutti i vecchi profittatori che apparivano
sempre più inadeguati con la loro paralitica
decrepitudine alla impazienza esuberante delle nuove
generazioni italiane.
Ebbene,
finché ci saranno Università in Italia - e ce
ne saranno per un pezzo - finché ci saranno dei
giovani che frequenteranno queste Università e
che si metteranno in contatto con la storia di ieri,
preparando la storia di domani; finché ci saranno
questi giovani, le porte del passato sono solidamente
chiuse. Io ne prendo garanzia formale. Ma aggiungo di
più: che finché ci saranno questi giovani e
queste Università la Nazione non può
perire. La Nazione non può diventare schiava
perché le Università infrangono i ceppi, non
ne creano di nuovi.
Se
domani sarà ancora necessario per l'interno o
per oltre le frontiere suonare la grande campana della
Storia, io sono sicuro che le Università si
vuoteranno per tornare a ripopolare le trincee.
Ed
ora che mi avete ringiovanito di venti anni, vorrei
che intuonassimo tutti insieme il gaudeamus igitur. In
fondo aveva ragione Lorenzo de' Medici di cantare
Come
è bella giovinezza ....
Noi
saremmo veramente gli ultimi degli uomini se
mancassimo al nostro preciso dovere. Ma non
mancheremo. Io che ho il polso della Nazione nelle
mani, che ne conto diligentemente i battiti, io che
qualche volta tremo dinanzi alle responsabilità
che mi sono assunte, io più che una speranza,
sento fermamente nel mio spirito la suprema certezza,
ed è questa: che per volere di Capi, per volontà
di Popolo, per sacrificio delle generazioni che furono
e di quelle che saranno, l'Italia Imperiale, l'Italia
dei nostri sogni, sarà la realtà del
nostro domani.
|