Google Inserisci i termini di ricerca Invia modulo di ricerca
 
Web www.dittatori.it


DITTATORI.IT

INTERAZIONI

Sito a cura di
Amedeo Lomonaco >>>

LEE KUAN YEW

 • Dinastia Lee 

  

 



DINASTIA LEE A SINGAPORE (SECONDA PARTE)

Fonte: Equilibri.net



La politica sociale e il problema demografico

Sebbene Singapore sia nota come uno dei migliori posti per fare affari, proprio in ragione delle libertà economiche garantite dal governo, lo stesso non può dirsi delle libertà personali di cui godono i suoi cittadini.
Al di là dei dubbi, sopra citati, relativi alla democraticità di un sistema monofamiliare, nonché dei metodi con cui tale continuità è stata perseguita dalla famiglia Lee, la situazione è infelice per i numerosi divieti che scandiscono la vita dei singaporiani.
In questo senso la nomina di Lee Hsien Loong non fa ben sperare. Durante il suo governo, Goh Chok Tong, dal carattere più liberale del suo predecessore Lee Kuan Yew, aveva infatti abolito alcuni dei divieti per cui Singapore era tristemente famosa, e di cui ricordiamo quello dell’uso della gomma americana (il divieto è stato abolito a marzo 2004. È ora possibile comprare chewingum ma solo in farmacia e con ricetta medica).
Lee Hsien Loong sembra invece voler fare retromarcia in questo senso per avvicinarsi alla visione più conservatrice del padre. Potrebbe essere un grave errore, soprattutto nell’ottica di trasformazione della Città-Stato da centro industriale a polo di attrazione del settore terziario. Per sviluppare la cultura dell’innovazione, del capitale umano è necessario infatti creare un ambiente favorevole all’espressione, alla creatività individuale.
La speranza è quindi che i positivi effetti benefici a livello economico che si trarrebbero da una politica sociale più rilassata, spingano Lee Hsien Loong a rinunciare al proprio ‘spirito militaresco’ almeno in questo ambito. In quest’ottica va forse interpretata l’abolizione della legge che dichiarava l’omosessualità un crimine, abolizione decretata dopo che studi avevano osservato una relazione positiva tra il grado di innovazione delle città e la maggior concentrazione nelle stesse di omosessuali.
Va inoltre sottolineato che Lee junior deve recuperare alcune lunghezze in termini di simpatia e savoir faire rispetto al suo predecessore Goh. Il neo premier potrebbe decidere di optare quindi per una politica sociale più soft al fine di conquistarsi l’affetto non solo dei suoi elettori ma anche della nuova e giovane classe politica del paese.

D’altro canto di fronte al problema demografico, il tema delle libertà personali, non sarà forse la prima delle preoccupazioni del nuovo governo. Singapore sta infatti vivendo una fase di declino demografico: nel 2003 il tasso di crescita ha raggiunto il minimo storico dell’1,26 per cento. Questi ritmi occidentali preoccupano per la conseguente diminuzione di forza lavoro, che rischia di non riuscire a far fronte non solo alle necessità economiche ma anche alle esigenze militari del paese, per non parlare del problema delle pensioni.
Già da alcuni anni sono state intraprese misure preventive quali incentivi al matrimonio, assegni per il terzo o quarto figlio, permessi di maternità più lunghi e addirittura imposte più basse per chi assume personale domestico.
Nulla in confronto all’iniziativa adottata nel 1984 quando era stata creata un’agenzia matrimoniale per giovani laureati.
Per i prossimi anni il governo ha però programmato un incremento della spesa di 380 milioni di euro, somma che dovrebbe essere sufficiente a spingere i singaporiani a mettere su famiglia o a allargare i nuclei già esistenti. Ad ora l’unico sviluppo positivo di questo tentativo di pianificazione delle nascite, sembra essere un maggior riconoscimento di diritti per le donne. Dall’inizio dell’anno anche le madri possono trasmettere la cittadinanza ai propri figli, mentre prima questo diritto era riservato solo agli uomini.

Politica estera e terrorismo

D’altro canto l’immagine autoritaria e il passato ‘militare’ di Hsien Loong sono serviti a rassicurare il paese di fronte alla minaccia del terrorismo, una delle preoccupazioni più attuali in tema di politica estera.
Gli altri due vertici del triangolo delle relazioni internazionali della città stato sono rappresentati da Stati Uniti e Malaysia.
Le relazioni con i primi sono sempre state molto strette ed è verosimile pensare che continueranno ad esserlo, soprattutto per quanto riguarda i rapporti commerciali.
Ed è proprio questa preferenza che Singapore dimostra per gli americani ad infastidire la Malaysia. Questa da un lato vorrebbe che la vicina città-stato fosse più solidale e cooperativa con tutta quella parte di Asia che rientra nell’ASEAN (Association of South East Asian Nations), dall’altro aspira ad un altrettanto preferenziale rapporto con gli Stati Uniti.
Le relazioni tra Singapore e Malesia si erano deteriorati drasticamente nei primi mesi del 2003 soprattutto in merito alla questione del rifornimento d’acqua da parte di Kuala Lumpur a Singapore.
Alcuni sostengono però che i due paesi potrebbero riavvicinarsi proprio grazie alle nuove dirigenze politiche: anche la Malaysia infatti, dal novembre 2003, è governata da un nuovo primo ministro, Abdullah Badawi.

Conclusione

È probabilmente ancora troppo presto per ipotizzare anche soltanto come si evolverà la situazione di Singapore sotto la guida di questo nuovo governo.
Quanto alla credibilità che riuscirà ad ottenere il nuovo primo ministro durante il suo mandato, l’oracolo sarà svelato dalle elezioni generali che si terranno nel 2007. In quell’occasione sarà importante per il People’s Action Party non tanto la vittoria in sé, quanto la percentuale di voti che riuscirà ad ottenere.
Le sfide che attendono il nuovo governo non sono poche, ma non sono poi forse diverse da quelle di qualsiasi altra nazione. Rimane quindi da scoprire se un sistema come quello di Singapore possa funzionare veramente anche di fronte ai grossi cambiamenti cui la Città-Stato va incontro.

?


LEE KUAN YEW