Ci si chiede cosa
sia la democrazia, cosa significhi oggi. Consiglio di leggere e rileggere
questo articolo scritto da Gianni Pardi:
La democrazia
in automobile
La discussione
sulla “vera democrazia” è antica e richiederebbe, per
essere affrontata, un bagaglio di cultura e bibliografia non indifferente.
Qui ci si limita invece, umilmente, a lanciare un sasso nello stagno.
Le obiezioni che sono state mosse a questo
tipo di regime sono molte. Cominciò Aristotele, avvertendo che essa
può condurre al dominio della demagogia, al disordine e per
contraccolpo alla dittatura. Molti moralisti attuali si lamentano poi del
fatto che in essa si è facilmente indotti alla corruzione; che non
raramente, invece del migliore, vince chi è più forte
economicamente; che i votanti sono disinformati e si lasciano ingannare dai
demagoghi; che moltissimi non votano e per conseguenza è discutibile
che ci sia un “governo di popolo”. E via dicendo. La lista
è lunga. Lunga e forse inutile.
Che cosa si penserebbe di qualcuno che, dovendo noleggiare
un’automobile, ne chiedesse una “perfetta”? Si
osserverebbe che sta dicendo un’assurdità. Le automobili
hanno caratteristiche diverse perché rispondono ad esigenze diverse. Ciò
che per uno è una qualità per un altro può essere un
difetto e soprattutto alcune caratteristiche positive sono contraddittorie.
Non si può pretendere che un’automobile di lusso consumi
pochissimo e sia facile da parcheggiare. L’automobile perfetta non
esiste. La sua essenza è la capacità di portare una persona da
un posto ad un altro: e basta.
La democrazia è un tipo di regime umano ed ha dunque i difetti degli
uomini che la praticano. Se un popolo è tendenzialmente avido,
scorretto e corruttibile, coloro che andranno al potere, provenendo da quel
popolo, saranno probabilmente avidi, scorretti e corruttibili. La cosa non
è neppure particolarmente negativa. O, più esattamente,
è negativa: ma non è esclusiva della democrazia. Quel genere
di uomini non manca affatto negli altri regimi e l’unica differenza
è che – sotto le dittature – non è permesso né
denunciarli né destituirli.
La “vera democrazia”, come “l’automobile
perfetta”, non esiste. E come per quel veicolo si può dire che
perde la sua qualità fondamentale quando non è in condizione
di portare un passeggero, per la democrazia il problema deve essere posto al
negativo: quand’è che cessa di essere tale? Aristotele
rispondeva: quando si trasforma in tirannia, cioè in un tipo di
regime in cui il popolo non ha più strumenti per cambiare i
governanti. Ed aveva ragione. Se, sia pure attraverso elezioni influenzate
dall’ignoranza, dalla corruzione, dalla demagogia e
dall’ignavia, i votanti possono ottenere un cambio di governo, si
è in democrazia. Se questo non è possibile, non c’è
più democrazia.
Ovviamente, le critiche che molti muovono al “governo del
popolo” volano molto più alto di questo livello. Nascono da una
certa concezione che preesiste all’esame della società e che
gli idealisti reputano essenziale: senza accorgersi che così
applicano abusivamente, alla realtà oggettiva, un loro personale
pregiudizio. Chi non ha sentito le geremiadi dei delusi? “I giornali
fanno solo la politica dei ricchi gruppi finanziari cui appartengono:
è democrazia, questa?” “Le lobby influenzano la
legislazione, è democrazia, questa?” “Se vota il
cinquanta per cento degli elettori, e poi governa una maggioranza del
ventisei per cento, è democrazia, questa?” La litania è
infinita.
Costoro dimenticano di osservare un fatto fondamentale: se chi dispone del
potere, di molto denaro, di alleanze, e di suggestioni di ogni tipo, potesse
effettivamente manovrare la democrazia, non vieterebbe la libertà di
stampa e si permetterebbe di indire libere elezioni. In realtà i
dittatori si guardano bene dal farlo. Infatti sanno bene che, per quanto si
possa imbrogliare, se un popolo molto scontento ha la possibilità di
esprimersi, manderà a casa chi lo ha affamato o reso schiavo. Non
bisogna stare a pesare quanto “vera” sia la democrazia nella
Russia di Putin, quanto autentica sia la libertà di stampa in Italia
o quanto corrette siano le elezioni in Turchia: il contraltare è la
Russia di Stalin, la stampa sotto Mussolini, la Turchia sottomessa al
Califfo.
La vera democrazia non è quella perfetta, che non esiste. La vera
democrazia è un tipo di regime in cui il popolo ha il potere di
cambiare governo senza essere obbligato a fare una rivoluzione. E tanto
basta. (Gianni Pardo, Il Legno Storto, 16 settembre 2008)
Sottofondo: Quinta sinfonia (Beethoven)