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DDR: IL REGIME IN GERMANIA EST

Fonte: Amis (Ass. per il museo delle intolleranze e degli stermini)

La divisione della Germania fu conseguenza della seconda guerra mondiale. Le potenze vincitrici decisero alla conferenza di Potsdam che il territorio tedesco e la capitale sarebbero rimasti divisi in zone di occupazione fino alla firma di un trattato di pace. Con l'inizio della guerra fredda fu evidente che le potenze non avrebbero trovato facilmente un accordo sulla Germania e, quindi, che tra i due stati tedeschi non sarebbe stata possibile una rapida riunificazione. La Germania si trasformò in uno dei teatri principali degli scontri tra il sistema occidentale e quello sovietico.

Nel 1949 le potenze occidentali decisero per prime la formazione di uno stato tedesco separato, la Repubblica Federale Tedesca, ma questa misura non colse di sorpresa l'Unione Sovietica che permise immediatamente la creazione di uno stato nella sua zona di occupazione, la DDR. L'articolo 1 della costituzione del 1949 che richiamava all'unità del popolo tedesco non lasciava presagire l'intenzione del regime di rendere definitiva la divisione del paese. Per il regime della DDR la riunificazione della Germania fu uno dei principali temi di propaganda fino a quando non fu drasticamente risolto il problema della presenza del confine aperto con Berlino ovest con la costruzione del muro di Berlino nel 1961; dopo di allora divenne invece un argomento tabù. 

La nuova costituzione del 1968/74 toglieva ogni riferimento alla Germania e all'unità nazionale. Il testo dell'inno nazionale divenne vietato, poiché cantava la Germania "patria unita".
La divisione della Germania e la questione di Berlino costituirono una spina nel fianco anche dopo la chiusura del confine con l'ovest: la vicinanza di un prospero paese capitalista appartenente all'alleanza atlantica, ma con le stesse tradizioni linguistiche e culturali, "disturbava" la costruzione del socialismo e esercitava una continua influenza sulla popolazione. Fino alla chiusura del confine il continuo flusso migratorio verso l'ovest, definito dal regime "fuga dalla repubblica", fu un problema concreto per la sopravvivenza del paese: la fuoriuscita di manodopera e personale specializzato aggravava la situazione economica già precaria.

Anche nei ventotto anni di divisione ermetica del paese gli abitanti della DDR continuarono a avere rapporti con l'altra metà della Germania. Le campagne del partito contro le infiltrazioni della cultura occidentale non riuscirono a impedire la ricezione della radio e della TV occidentali. L'accanimento del regime contro l'idea di un'unità culturale con la Germania occidentale, soprattutto a partire dagli anni '70, non riuscì a recidere il legame della popolazione con l'altra metà della nazione. La firma degli accordi tra le due Germanie alla fine del 1972 rese definitiva la divisione del paese e ratificò l'esistenza dei due stati tedeschi. Fino alla fine degli anni ottanta l'idea della riunificazione nazionale sparì dall'immaginario pubblico. Quanto fosse invece ancora viva nella popolazione l'esigenza reale di riunire le due Germanie lo dimostrarono i manifestanti nell'autunno 1989, i quali trasformarono lo slogan per la democrazia "Noi siamo IL popolo" in quello per l'unità nazionale "Noi siamo UN popolo".

 

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