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PER LA COREA DEL NORD E' VICINO IL CAMBIAMENTO?
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FONTE:
Agenfax
Settembre
2008 - Kim Jong non ha presenziato alla grandiosa parata militare per
il 60esimo della nascita dello Stato del Nord Corea, l'ultimo regime
comunista duro e incorruttibile della terra. Il “Caro Leader”,
come si fa chiamare dalla sua gente, forse non è in ottima salute e
le voci sono tante: nel 1994 morì il padre e capo storico del
regime coreano, Kim Il-sung.
“Il Grande Leader” era il padre dell'attuale capo assoluto,
dittatore a vita, oggi di 66 anni, che forse ha subito un ictus: così
si dice e si attendono mutamenti.
Quando i
dittatori mancano alle sfilate più importanti c'è sempre
qualcosa di insolito: in passato ci furono cambiamenti ai vertici, oppure
queste assenze preannunciarono la morte del dittatore di turno. A Pyongyang,
la capitale di questo Stato fermo agli anni Cinquanta del Novecento, tutto
pare immobile: c'è una nomenclatura che possiede il potere in modo
assoluto e tramanda, da padre in figlio, il suo scettro. Queste sfilate di
mezzi blindati, di armi, questa disciplina ferrea, nasconde la fame e la
miseria di una popolazione spiata dal proprio vicino, che non conosce altro
che propaganda, che sa solo ciò che il regime impone. Per tutto il
Novecento questi Stati, così organizzati, erano visti da una parte
della popolazione mondiale come ideali, come modelli di efficienza e di
giustizia. La fame, la miseria, lo sfruttamento, si credeva, nei regimi di
Socialismo Reale, non si sapesse cosa fosse: la prima vittima era la verità,
che doveva essere sempre nascosta, si doveva sempre negare, pure l'evidenza.
La morte di un dittatore quasi mai lascia tristezza sincera, pietà,
compassione, tranne anni dopo, quando qualcuno scopre che “si stava
meglio quando si stava peggio”: i nostalgici delle peggiori tirannidi
non mancano mai e non c'è stato regime, per disumano, terrificante e
sanguinario, che non abbia avuto e abbia i suoi fans, dopo che è
terminato nella spazzatura della storia. Cosa tiene vivo uno Stato comunista
solitario e irriducibile? La paura sicuramente è un collante
terribile, ma pure il timore di cambiare: noi umani sappiamo resistere in
condizioni di sofferenza terribile, sbuffando, borbottando, ma mai ci
ribelliamo, tranne in rari casi. I Nord coreani sono così costretti a
far finta di essere felici, quando difficilmente riescono a riempire la
pancia, quando non hanno nulla, neppure la possibilità di dire il
proprio pensiero liberamente, professare la religione che preferiscono,
credere in ciò che vogliono e andare dove a loro pare. Vivono in una
grande prigione, terribile. Un fatto però bisogna ammettere: tutti i
regimi comunisti avevano poco pane, poche case decenti, pochi abiti, per di
più molto brutti, ma avevano anche scuole, pure buone, servizi
sanitari decenti. Spesso la fine del comunismo significò, per molti
anni se non per sempre per una parte della popolazione, la fine di tutto
questo: sparirono i medici gratuiti, la scuola totalmente senza costi sino
all'università. Nonostante questi cambiamenti negativi, nonostante la
perdita di qualche diritto fondamentale, per fasce ampie della popolazione
non ci fu neppure un miglioramento economico, i nostalgici restano sempre
pochi. Cosa hanno di diverso ora? C'è la possibilità di
parlare quasi liberamente, la completa libertà resta sempre
un'utopia. I coreani del Nord vivono in un inferno non solo perché non
hanno riso, abiti e automobili, ma soprattutto perché non possono avere le
loro anime libere di sognare, di creare il loro Universo, secondo le loro
aspirazioni. Esistono Stati più poveri, con pessime condizioni di
vita, peggiori di quelle del Nord della Corea: molti poveri e miserabili, in
molti Paesi del Mondo, non hanno la scuola per tutti, che è una
chimera neppure immaginabile, ma sempre possono urlare il loro dolore,
sperare, o disperare. Noi esseri umani non saremo mai macchine, o bestie che
si accontentano di un po' di biada e di carote. Abbiamo bisogno di guardare
il cielo e credere nei nostri sogni, veritieri o bugiardi che siano,
altrimenti diventiamo manichini solo capaci di ripetere frasi insensate,
retoriche: diventeremo, senza le nostre anime, dei cittadini di Paesi dove
tutti devono credere nel “Caro Leader” e tacere. (Per AgenFax,
Arduino Rossi)
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 KIM YONG IL
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