La defezione di Pacepa
Nel 1978 Ion Mihai Pacepa, uno dei più vecchi membri del controspionaggio rumeno (Securitate), riparò negli Stati Uniti. Secondo la dichiarazione ufficiale fatta del presidente Ion
Iliescu quando Pacepa chiese di riottenere le sue proprietà e la sua posizione; Pacepa era "un uomo confuso" che aveva ammassato proprietà illegali in Romania, approfittando della sua posizione influente.
Il suo tradimento fu un potente colpo contro il regime, che costrinse Ceaușescu a revisionare l'organizzazione del controspionaggio. Il libro di Pacepa del 1986 Red Horizons: Chronicles of a Communist Spy Chief rivela dettagli del regime di Ceaușescu come la collaborazione con i terroristi arabi, il massiccio spionaggio delle industrie americane e i suoi elaborati sforzi per ottenere il supporto politico
dell'ovest. Dopo la defezione di Pacepa, il paese diventò più isolato e la crescita economica si arrestò. Il controspionaggio di Ceaușescu cominciò a essere infiltrato dalle spie straniere ed egli cominciò a perdere il controllo del paese. Tentò diverse riorganizzazioni del controspionaggio nel tentativo di liberarsi dei vecchi collaboratori di Pacepa, ma questo si rivelò un insuccesso.
Culto della personalità e autoritarismo
Come Kim nella Corea del Nord, Ceaușescu creò un pervadente culto della personalità, dando a se stesso i titoli di "Conducător" ("Leader") e "Geniul din Carpați" ("Genio dei Carpazi"), e addirittura facendosi fare uno scettro, simile a quello del Re di Romania. Questi eccessi spinsero il pittore Salvador
Dalì a spedire un telegramma di congratulazioni al "Conducator". Il giornale del Partito Comunista Scînteia pubblicò il messaggio, senza rendersi conto che Dalì lo aveva scritto con intento decisamente ironico. Per impedire nuovi tradimenti dopo quello di Pacepa, Ceaușescu dette a sua moglie Elena Ceausescu e ad altri membri della sua famiglia importanti incarichi di governo.
Potere indebolito
Nonostante il suo totalitarismo, l'indipendenza politica di Ceaușescu dall'Unione Sovietica suscitò interesse fra le potenze occidentali. Ceaușescu fu in grado di ottenere prestiti dall'occidente per finanziare i programmi di sviluppo economico oltre quelli Russi, ma questi prestiti alla fine devastarono la finanza del paese. Ceaușescu capì che questa non era una buona idea e volle pagare i debiti della Romania.
Egli organizzò un referendum e tentò di cambiare la costituzione, aggiungendo una clausola che stabiliva che la Romania non poteva fare altri debiti. Negli anni '80, Ceaușescu ,preso alle strette dalla Russia e altri paesi, ordinò l'esportazione di gran parte della produzione agricola ed industriale per risanare i debiti con l'occidente e Russia. La risultante scarsità di beni sul mercato interno ridusse la vita quotidiana dei cittadini rumeni una lotta per la sopravvivenza; venne
introdotto il razionamento degli alimenti, nemtre elettricità e riscaldamento venivano forniti per solo 12 ore al giorno (ma spesso meno). Il debito fu pagato completamente nell'estate 1989, poco prima del rovesciamento di Ceaușescu, causando però un debito per risanare la Romania dal disastro 3 volte superiore.
Le politiche sociali di Ceaușescu aggravarono ulteriormente la situazione. Ad esempio divenne politica nazionale l'incremento della popolazione. Un elemento chiave di questo tentativo fu il decreto del 1966 che proibiva l'aborto e la contraccezione e rese più difficile ottenere il divorzio.
Le madri di almeno 5 bambini ricevevano significativi benefici, mentre quelle di almeno 10 figli ricevevano il titolo di madri eroine, una medaglia d'oro, una macchina ARO 4x4 (non sempre), trasporto gratis sui treni, e un viaggio gratis annuale in una località di villeggiatura. Mentre la popolazione effettivamente cresceva, molti bambini vennero abbandonati in orfanotrofi
di stato dalle famiglie (molti bambini erano indesiderati e venivano abbandonati sin dalla nascita, altri perché i genitori non riuscivano a mantenerli). Questi "figli del decreto" istituzionalizzati vivevano in squallide condizioni, causa di molti decessi. Un'altra politica disastrosa fu data dal rifiuto di Ceaușescu di riconoscere la presenza dell'AIDS nella popolazione. Egli vietò l'analisi delle scorte di sangue; a causa di ciò, e poiché la Romania permetteva il riutilizzo degli aghi nelle trasfusioni per gli orfani, la Romania aveva oltre la metà dei casi di infezione da AIDS nella popolazione infantile presenti in tutta Europa.