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Amedeo Lomonaco >>>

 


 

 



LA GRANDE CARTA VERDE DEI DIRITTI DELL'UOMO
DELL'ERA JAMAHIRIYANA

Il popolo arabo libico, riunito in Congresso popolare di base:
ispirato dalla prima Dichiarazione della Grande Rivoluzione di Al Fatah (1° settembre 1969) che fu il trionfo definitivo della libertà su questa terra;
diretto dai principi della Dichiarazione Storica della Instaurazione del Potere del Popolo del 2 marzo 1977, evento che aprì una nuova era, coronamento della lotta ininterrotta, nell'arco dei secoli dell'Umanità e conferma della sua incessante ispirazione alla Libertà e all'emancipazione;
guidato dal Libro Verde, guida dell'umanità per la liberazione totale da ogni potere individuale, di classi, clan, tribù o partiti, e strada che conduce all'instaurazione di una società per tutti, nella quale tutti gli esseri umani siano liberi ed uguali nell'esercizio del potere e nel possesso delle ricchezze e delle armi;
in riposta all'incitamento permanente del leader internazionalista, Moammar Qaddafi, fondatore dell'era jamahiriyana, il quale concretizza tramite il suo pensiero e il suo lavoro le aspirazioni degli oppressi e degli asserviti nel mondo e che apre dinanzi ai popoli la via del cambiamento attraverso la rivoluzione popolare, strumento indispensabile per l'instaurazione della società jamahiryana;
convinto che i diritti dell'uomo, supplente di Dio sulla terra, non possono essere il dono di nessuno né esistere nella società in cui vigono lo sfruttamento e la tirannia, e che possono realizzarsi soltanto con la vittoria delle masse popolari sugli oppressori e con la scomparsa dei regimi che annichiliscono la Libertà; che l'instaurazione del potere delle masse popolari consoliderà la loro esistenza sulla terra allorché la sovranità del popolo verrà esercitata tramite i Congressi Popolari; che i diritti dell'uomo non possono essere garantiti in un mondo ove esistono governanti e governati, padroni e schiavi, ricchi e poveri;
cosciente che la miseria umana può sparire e i diritti dell'uomo affermarsi soltanto tramite l'edificazione di un mondò jamahiriyano nel quale i popoli detengano il potere, la ricchezza e le armi, un mondo dal quale spariscano i governi e gli eserciti, e nel quale le comunità, i popoli e le nazioni si sbarazzino di ogni pericolo di guerra, un mondo di pace, rispetto, concordia e cooperazione.
Sulla base di quanto sopra e delle decisioni dei Congressi Popolari nazionali ed internazionali, svoltisi sia allo interno che all'esterno, il popolo arabo libico, guidato dal celebre motto di Omar lbn Al Khattab: « Da quando si possono asservire degli uomini mentre le loro madri li hanno messi al mondo liberi ! » parola che fu la prima dichiarazione della Libertà e dei diritti dell'uomo nella storia dell'umanità, decide di promulgare la Grande Carta Verde dei diritti dell'Uomo dell'Era Jamahirlyana, i cui principi sono i seguenti:

1 La democrazia è il potere popolare e non la espressione popolare. I membri della società jamahiriyana dichiarano che il potere appartiene al popolo il quale lo esercita direttamente, senza intermediari né rappresentanti in seno ai Congressi popolari ed ai Comitati popolari.

2 I membri della società jamahiriyana sacralizzano la vita dell'individuo e la proteggono. Ne proibiscono l'alienazione. L'imprigionamento può essere esercitato soltanto su colui la cui libertà rappresenta un pericolo o una contaminazione per gli altri. L'obiettivo della pena è il risanamento della società, la protezione dei suoi valori umani e dei suoi interessi.
La società jamahiriyana proscrive le pene che attentano alla dignità ed all'integrità dell'essere umano, come i lavori forzati e la carcerazione prolungata.
La società jamahiriyana proscrive ogni attacco, fisico o morale, alla persona del prigioniero. Condanna ogni speculazione ed esperimenti di qual si voglia natura ai quali quest'ultimo potrebbe esse sottoposto.
La pena è personale e viene subita dall'individuo in seguito ad un atto criminale dal quale questa dipende necessariamente.
La pena e quanto ne consegue non possono estendersi a parenti né a congiunti del criminale. « Si commette il male soltanto a proprio scapito e nessuno si assumerà ciò che non ha commesso ».

3 I membri della società jamahiriyana sono, in tempo di pace, liberi nei loro spostamenti e nella scelta del loro domicilio.

4 Nella società jamahiriyana, la cittadinanza è un diritto sacro. Nessuno può esserne decaduto né privato.

5 I membri della società jamahiìiyana proibiscono l'azione clandestina ed il ricorso alla forza sotto tutte le sue forme, alla violenza, al terrorismo e al sabotaggio.
Queste azioni rappresentano un tradimento dei valori e dei. principi della società jamahiriyana, la quale afferma la sovranità dell'individuo in seno ai Congressi popolari di base che gli garantiscono il diritto di esprimere pubblicamente la propria opinione.
Essi rifiutano e condannano la violenza come mezzo per imporre idee ed opinioni.
Adottano il dialogo democratico come unico mezzo di dibattito e considerano ogni relazione ostile alla società jamahiriyana legata ad un'istanza straniera, sotto qualsiasi forma, come alto tradimento nei suoi confronti.

6 I membri della società jamahiriyana sono liberi di costituire unioni, sindacati e leghe per difendere i propri interessi professionali.

7 I membri della società jamahiriyaha sono liberi nelle loro azioni private e relazioni personali.
Nessuno può intromettersi, salvo lamentela da parte di uno degli interessati oppure azione o relazione che attentano o portano pregiudizio alla società o contrarie ai suoi valori.

8 I membri della società jamahiriyana sacralizzano la vita dell'essere umano e la proteggono.
L'obiettivo della società jamahiriyana è l'abolizione delle pena capitale.
A questo scopo, la pena di morte potrà essere inflitta solo ad un individuo la cui esistenza rappresenta un pericolo oppure è deleteria per la società.
Il condannato a morte può chiedere un alleviamento della sua condanna o, in cambio della vita, offrire un tributo personale.
Il tribunale può commutare la pena se questa decisione non reca danno alla società oppure se non è ai valori umani.
I membri della società jamahiriyana condannano l’applicazione dell’esecuzione della pena capitale con metodi ripugnanti, come la sedia elettrica, l'impiego dl gas tossici o le iniezioni.

9 La società jamahiriyana garantisce il diritto di difendersi e l’indipendenza della giustizia.
Ognuno dei suoi membri ha dirito ad un processo equo e integro.

10 Per i loro giudizi, i membri della società jamahiriyana si basano su una legge sacra: la religione oppure l’usanza le cui disposizioni sono stabili, immutabili ed insostituibili.
Dichiarano che la religione è una fede assoluta nella divinità e un valore spirituale sacro.
Essa è personale per ognuno e comune a tutti. È una relazione diretta con il creatore, senza intermediario.
La società jamahiriyana ne proscrive il monopolio come pure lo sfruttamento per fini di sovvertismo, fanatismo, settarismo, spirito di parte e guerra fratricida.

11 La società jamahiriyana garantisce il diritto al lavoro. Questo è un diritto ed un dovere per ognuno entro i limiti di uno sforzo individuale o in associazione con gli altri. con altri. Ognuno ha il diritto di svolgere un'attività di propria scelta.
La società jamahiriyana è la società dei soci non dei salariati. La proprietà, frutto del lavoro, è sacra e protetta; vi si può attentare soltanto nell'interesse pubblico e dietro un risarcimento equo.
La società jamahiriyana è libera dallo schiavismo salariale e afferma il diritto di ognuno al proprio lavoro e alla sua protezione. Soltanto chi produce consuma.

12 I membri della società jamahiriyana sono liberi da ogni tipo di feudalesimo. La terra non è proprietà di nessuno. Ognuno ha il diritto di sfruttarla e di trarne profitto con il lavoro, l'agricoltura o l'allevamento, nel corso della propria vita, quella dei propri eredi ed entro i limiti del proprio sforzo e dell'appagamento dei propri bisogni.

13 I membri della società jamahirivana sono liberi da ogni tipo di affitto. La casa appartiene a colui che la abita. Essa gode di una immunità sacra nel rispetto dei diritti di vicinato... « I vostri vicini prossimi e lontani ». La dimora non può essere utilizzata per nuocere alla società.

14 La società jamahiriyana è solidale. Assicura ad ognuno una vita degna e prospera e uno stato di salute avanzato onde giungere alla società delle persone sane. Garantisce la protezione dell'infanzia, della maternità, della vecchiaia e degli invalidi.
La società jamahiriyana è la tutrice di tutti coloro che non hanno tutela.

15 L'istruzione e le cognizioni sono diritti naturali di ognuno. Ogni individuo ha il diritto di scegliere la sua istruzione e le cognizioni che gli si confanno senza costrizione o orientamento imposto.

16 La società jamahiriyana è la società del Bene e dei valori nobili. Essa sacralizza gli ideali e i principi umani. La sua finalità è una società umanitaria ove l'aggressione, la guerra, lo sfruttamento ed il terrorismo saranno banditi e ove non sussisterà alcuna differenza tra i grandi e i piccoli.
Tutte le nazioni, i popoli e i nazionalismi hanno il diritto di vivere liberi, secondo le loro scelte e i principi dell'autodeterminazione. Hanno il diritto di instaurare la propria entità nazionale. Le minoranze hanno il diritto di salvaguardare la loro entità e il loro patrimonio. Le aspirazioni legittime di queste ultime non possono essere represse. Esse non possono neppure essere integrate con la forza in seno ad una o più nazioni o nazionalismi diversi.

17 I membri della società jamahiriyana affermano il diritto di ognuno di approfittare dei benefici, vantaggi, valori e principi che le vengano procurati dalla concordia, coesione, unione, affinità e affetto della famiglia, della tribù, della nazione o dell'umanità.
A questo scopo si adoperano onde instaurare l'entità nazionale naturale della loro nazione e sostengono tutti coloro che combattono per raggiungere tale obiettivo. I membri della società jamahirivana respingono ogni tipo di segregazione tra gli uomini dovuta al loro colore, razza, religione o cultura.

18 I membri della società jamahiriyana proteggono la Libertà e la difendono ovunque nel mondo.
Sostengono gli oppressi e incitano tutti i popoli a far fronte all'ingiustizia, all'oppressione, allo sfruttamento e al colonialismo. Li incoraggiano a combattere l'imperialismo, il razzismo e il fascismo in conformità al principio della lotta collettiva dei popoli contro i nemici della Libertà.

19 La società jamahiriyana è una società di splendore e di espansione. Garantisce ad ognuno il diritto di pensiero, creazione e innovazione.
La società iamahiriyana si adopera per lo sviluppo delle scienze, delle arti e delle Lettere. Assicura la loro propagazione in seno alle masse popolari onde impedirne il monopolio.

20 I membri della società jamahiriyana affermano il diritto sacro per l'uomo di nascere in una famiglia coerente che gli offra la maternità, la paternità e la fraternità.
L'espansione dell'Essere umano è conforme alla sua natura soltanto se viene assicurata da una maternità e da un allattamento naturali. ll bambino deve essere allevato da sua madre.

21 I membri della società jamahiriyana, uomini o donne, sono uguali in tutto quanto è umano. La distinzione dei diritti tra uomo e donna è un'ingiustizia flagrante che nulla può giustificare.
Proclamano che il matrimonio è un'associazione equa tra due parti uguali.
Nessuno può concludere un contratto matrimoniale sotto costrizione, né divorziare salvo mutuo consenso o tramite un'equa sentenza.
E' ingiusto allontanare i figli dalle proprie madri e la madre dal suo focolare.

22 I membri della società jamahiriyana considerano i domestici gli schiavi dei tempi moderni, asserviti ai loro padroni.
Nessuna legge regola la loro situazione ed essi non dispongono di alcuna garanzia né protezione. Vivono nell'arbitrio del loro padrone, vittime della tirannia. Sono costretti per necessità e per sopravvivere a svolgere un lavoro che avvilisce la loro dignità e i loro sentimenti umani.
Per questa ragione, la società jamahiriyana proscrive il ricorso ai domestici nelle case. La casa dev’essere curata dai suoi proprietari.

23 I membri della società jamahiriyana sono convinti che la pace tra le nazioni sia atta a garantire loro prosperità, abbondanza e concordia.
Lanciano un appello in favore della cessazione del commercio delle armi e della loro fabbricazione ai fini dell'esportazione. L'industria delle armi rappresenta uno spreco delle ricchezze della società, un aggravamento delle imposte individuali, una propagazione della distruzione e dell'annientamento nel mondo.

24 I membri della società jàmahiriyana chiedono la soppressione delle armi nucleari, batteriologiche e chimiche come pure di ogni altro mezzo di sterminio e di distruzione di massa.
Chiedono l'eliminazione di tutte le riserve esistenti, la protezione dell'umanità dai pericoli rappresentati dalle scorie delle centrali nucleari.

25 I membri della società jamahiriyana si impegnano a proteggere la loro società nonché il sistema politico fondato sul potere popolare.
Si impegnano nello stesso modo a salvaguardarne i valori, i principi e gli interessi. Considerano la difesa collettiva il solo mezzo per preservarli. Considerano che ogni cittadino, sia esso uomo o donna, è responsabile della difesa della società jamahiriyana. Nessuno può avere un sostituto di fronte alla morte.

26 I membri della società jamahiriyana si impegnano sulle basi di questa carta.
Non permettono che essa venga violata e si vietano ogni azione contraria ai principi e ai diritti da essa garantiti. Ognuno ha il diritto di intentare una causa onde ottenere la riparazione di tutti gli attentati ai diritti e alla libertà che essa racchiude.

27 I membri della società jamahiriyana offrono al mondo con fierezza il Libro Verde, guida e via verso l'emancipazione per la conquista della Libertà.
Annunciano alle masse popolari l'evento di una Nuova Era nella quale verranno aboliti i regimi corrotti e verrà estirpata ogni traccia di tirannia e di sfruttamento.

lì Congresso Generale del Popolo della Grande Jamahiriya
Araba Libica Popolare e Socialista
Redatto a Baida, il 28 Chawal 1397
dalla morte del Profeta - Li 12 Assayf/giugno 1988