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Adolf Hitler uscì illeso da almeno due attentati dinamitardi, compiuti all'inizio della seconda guerra mondiale e un anno prima della fine del conflitto. In entrambi i casi, Hitler si salvò grazie a improvvisi cambi di programma. Il primo ordigno era stato preparato nel 1939 da Georg Elser, falegname di religione protestante che aveva agito da solo, senza la collaborazione di alcun gruppo.
L'8 novembre 1939 al Burgerbraukeller di Monaco dove ogni anno, in commemorazione del putsch della birreria del 1923, Hitler teneva un discorso ai compagni della vecchia guardia Elser fece esplodere una bomba, uccidendo 7 persone e ferendone altre 33. Ma 7 minuti prima Hitler e gli altri capi nazisti avevano già lasciato il locale.
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La bomba era stata piazzata da Georg Elser nella grande sala a Monaco di Baviera. Ma Hitler, che aveva parlato pochi minuti primi, uscì in anticipo: il tempo non era bello e per questo era stato deciso di raggiungere Berlino non con l'aereo ma con il treno |
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Nel riquadro in alto a sinistra, Elser |
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Georg Elser aveva pianificato l'attentato nei minimi dettagli ed era spinto da un sentimento di giustizia morale. Era convinto che l'assassinio di Hitler era necessario per evitare al mondo la follia della guerra. Subito dopo la deflagrazione dell'ordigno, Esler venne identificato e arrestato dalla polizia. Fu condannato a morte e la pena capitale venne eseguita nel 1945, pochi giorni prima della fine della guerra.
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Uno dei piani meglio congegnati per uccidere Hitler fu quello pianificato dal colonnello Claus Schenk von Stauffenberg. Oltre all'attentato, era stato preparato anche il piano per il colpo di stato. Il 20 luglio del 1944, la bomba piazzata da Stauffenberg esplose nel quartiere generale di Hitler e uccise cinque persone. |
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Stauffenberg |
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Era il 20 luglio del 1944 e alle ore 12,42 la Wolfsschanze , il Quartier Generale di Hitler a Rastenburg, in una foresta della Prussia Orientale, fu scossa da una spaventosa deflagrazione: una fiammata e una nube di fumo si alzarono dalla baracca dove si tenevano, alla presenza del il Fuhrer, le quotidiane riunioni dello Stato Maggiore tedesco. Tra i lamenti dei feriti e le invocazioni di aiuto, diverse persone giacevano ormai senza vita. E Hitler? Era rimasto ferito ma in maniera molto lieve.
Anche in questo caso Hitler si era allontanato un po' prima e fu solo ferito a un braccio. Stauffenberg aveva visto l'esplosione pensava che il Hitler fosse rimasto ucciso in seguito alla deflagrazione. Mise così in moto il colpo di stato coinvolgendo moltissime persone. Dopo i primi arresti di capi nazisti, si diffuse però la notizia che Hitler non era morto. Questo fatto paralizzò e scoraggiò molti dei cospiratori, e il colpo di stato fallì. Seguirono migliaia di arresti e i capi della congiura furono condannati a morte insieme con centinaia di altri oppositori.
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