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TRATTI E RITRATTI

  ALESSANDRO MAGNO

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  • Disfatta persiana

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  • Morte di Alessandro 

  • Fonti e leggenda 

  

 



ALESSANDRO MAGNO

 Fonte: Wikipedia

Alessandro Magno, in greco Μέγας Αλέξανδρος (Pella, Macedonia, 20 luglio 356 AC - Babilonia 10 giugno 323 AC) ufficialmente Alessandro III, re di Macedonia a partire dal 336 AC, fu uno dei più celebri conquistatori e strateghi del mondo antico. È conosciuto anche come Alessandro il Grande o Alessandro il Conquistatore.

In soli dodici anni il celeberrimo condottiero - in greco Αλέξανδρος Γ' ο Μακεδών / Alexandros III o Makedôn (Alexandros, con il significato di protettore dell'uomo) - conquistò l'impero persiano, l'Egitto e altri territori spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale.

Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca.

Il suo straordinario successo, già durante la sua vita, ma ancor più negli anni successivi alla sua morte, ispirò una tradizione letteraria nella quale egli appare come un eroe mitologico, assimilato ad Achille.

Dopo la sua morte il suo regno fu suddiviso tra i generali che lo avevano accompagnato nella sua spedizione e si costituirono i regni ellenistici, tra cui quello tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria, Asia Minore, e negli altri territori orientali.

La vita e la figura di Alessandro Magno hanno presto assunto colorazioni mitiche. Storie a lui riferite si ritrovano non sono nelle letterature occidentali. Lo ritroviamo anche nel Corano con il nome di Dhu al-Qarnayn (il Bicorne o letteralmente Quello dalle due corna)

Educazione e famiglia

Alessandro era figlio del re Filippo II di Macedonia e della sua seconda o terza moglie, Olimpia, principessa di origine epirota. La famiglia di Filippo vantava una discendenza da Eracle e quella di Olimpia dall'eroe Achille.

Secondo la leggenda, in parte da lui stesso alimentata dopo essere salito al trono, e riferita da Plutarco, il suo vero padre sarebbe stato tuttavia lo stesso dio Zeus.

All'epoca della nascita di Alessandro sia la Macedonia che l'Epiro erano considerati stati semibarbari, alla periferia settentrionale del mondo greco. Filippo volle dare al figlio un'educazione greca e, dopo Leonida e Lisimaco di Acarnania, scelse come suo maestro nel 343 AC il filosofo Aristotele, che gli preparò appositamente un'edizione annotata dell'Iliade e gli restò legato, come amico e confidente, per tutta la vita.

All'età di dodici o tredici anni si narra che il giovane Alessandro manifestasse la propria straordinaria natura riuscendo a domare da solo il cavallo Bucefalo: avendo infatti notato che era spaventato dalla propria ombra, lo mise col muso rivolto verso il sole prima di montargli in groppa.

Nel 340 AC, a soli sedici anni, durante una spedizione del padre contro Bisanzio gli fu affidata la reggenza in Macedonia. L'anno successivo (339 AC), tuttavia, Filippo volle divorziare dalla madre di Alessandro, Olimpia, per sposare Euridice, nipote del suo generale Attalo, che prenderà quindi il nome di Cleopatra.

Nel 338 AC Alessandro guidò la cavalleria macedone nella battaglia di Cheronea.

Nel 336 AC Filippo venne assassinato durante le nozze della figlia Cleopatra con il re Alessandro I d'Epiro, da un ufficiale della sua guardia, di nome Pausania. Si riteneva tradizionalmente, seguendo il racconto di Plutarco che della congiura fossero almeno a conoscenza, se non direttamente coinvolti, sia Olimpia, che Alessandro, venuto a contrasto con il padre a causa del suo divorzio dalla madre, ma è invece possibile che l'assassinio sia stato istigato dal re di Persia Dario III, appena salito sul trono.

Secondo Aristotele, che aveva vissuto a corte in qualità di precettore di Alessandro, Pausania, amante di Filippo, avrebbe ucciso il re macedone perché oltraggiato dai seguaci di Attalo, zio della nuova moglie Euridice.

Il fatto che esistessero complici in attesa di Pausania in fuga, depone a favore dell'esistenza di un complotto organizzato e non semplicemente di un fatto privato.

Dopo la morte di Filippo, Alessandro, all'età di 20 anni fu acclamato re dall'esercito e immediatamente si occupò di consolidare il suo trono, facendo sopprimere i possibili rivali. Perirono Aminta, il figlio di Perdicca III di cui Filippo era stato tutore, diversi fratellastri di Alessandro e Cleopatra, la giovane moglie di Filippo, il cui zio Attalo fu raggiunto da un sicario in Asia Minore.

Costrinse poi rapidamente all'obbedienza le città greche già sottomesse dal padre e si fece riconoscere a capo della Lega di Corinto. Nel 335 AC consolidò i confini settentrionali combattendo contro gli Illiri. Durante la campagna si sparse la voce in Grecia che fosse rimasto ucciso in battaglia, provocando una nuova ribellione delle città greche. Con una marcia rapidissima Alessandro raggiunse Tebe e la rase al suolo risparmiando unicamente i templi degli dei e la casa del poeta Pindaro e ottenne la sottomissione delle altre città.

 Sottofondo: Toccata e fuga (Bach)

 


ALESSANDRO MAGNO



 

 

  


 

 

 

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