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Il moderno stato dell’Arabia Saudita venne fondato dal re Abdul Aziz Al-Saud (conosciuto internazionalmente come Abdul Aziz Ibn Saud).
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Nel 1902 Abdul Aziz Ibn Saud cattura la città di Riyadh, la capitale ancestrale della dinastia degli Al-Saud, sottraendola alla famiglia rivale degli Al-Rashid. Successivamente Abdul Aziz sottomette Al Ahsa Al-Qatif, il resto di Nejd e Hijaz fra il 1913 ed il 1926. L'8 gennaio 1926 Abdul Aziz Ibn Saud diventa il re di Hijaz. |
Il 29 gennaio 1927 assume il titolo di Nejd (il suo titolo precedente era sultano). Dal trattato di Jedda, firmato il 20 maggio1927, il Regno Unito ha riconosciuto l'indipendenza del regno di Abdul Aziz (allora conosciuto come il regno di Hijaz e di Nejd). Nel 1932 queste regioni sono state unificate come il regno dell'Arabia Saudita.
La scoperta del petrolio nel marzo del 1938 ha trasformato economicamente il paese ed ha dato al regno la grande legittimità che ora gode. Oggi l'Arabia Saudita ha strette relazioni con le molte nazioni occidentali che comprano il petrolio saudita.
L'Arabia Saudita ha un'economia basata sul petrolio con forti controlli statali sulle attività economiche più importanti. L'Arabia Saudita possiede il 24% del totale stimato delle riserve del petrolio mondiale; figura come la più grande esportatrice di petrolio e svolge un ruolo principale nell'OPEC.
Il settore del petrolio rappresenta approssimativamente il 75% delle entrate del bilancio, il 40% del Pil ed il 90% degli incassi dovuti all'esportazione. Circa il 35% del PIL viene dal settore privato.
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Fonte: www.ilcassetto.it
Una monarchia assoluta (www.ilcassetto.it)
L'Arabia Saudita è una monarchia assoluta; il sovrano esercita il potere legislativo ed esecutivo, coadiuvato dal Consiglio consultivo composto da 60 membri di nomina regia. Fino al marzo del 1992, anno in cui fu promulgata una Carta dei diritti, non esisteva una Costituzione scritta. Ancora oggi non sono ammessi partiti politici. Il re, è capo del governo e suprema autorità religiosa. La carica regia non è ereditaria, poiché il successore del sovrano viene scelto tra le famiglie reali saudite, previe consultazioni con leader politici e religiosi. Il potere giudiziario si basa sulla sharia, un codice ispirato al Corano e all'hadith
(racconto) di Maometto. Il principale organo giudiziario del paese è costituito dal Consiglio supremo. La riforma del 1993 ha stabilito la suddivisione del paese in 13 distretti amministrati da governatori e assemblee di notabili locali. Le principali città eleggono il proprio governo municipale, mentre l'amministrazione dei piccoli centri e villaggi è affidata ai Consigli degli anziani.
Dittatura e diritti umani
In Arabia Saudita non esiste libertà d'opinione. Chiunque sia sospettato di propagandare idee politiche o religiose in contrasto con la monarchia rischia arresti arbitrari o punizioni secondo procedure penali segrete che negano i diritti fondamentali, come il diritto a essere difesi da un avvocato. Nel maggio 2005 si sono svolte le prime elezioni municipali della storia, vinte dai candidati islamici moderati.
La pena di morte è applicata massicciamente e sono molto diffuse le amputazioni legali. Ai ladri sono mozzate le mani. Si sa per certo che ad un uomo, nel 2000, è stato cavato un occhio come pena giudiziaria. Tutti gli immigrati subiscono pesanti discriminazioni. Tra loro si registra un numero molto elevato di condannati a morte. Le donne sono costrette ad indossare l'abayaa, una pesante tunica nera. Non possono guidare automobili, non possono fare acquisti da sole. Nei locali e nei mezzi pubblici sono relegate in settori speciali. Nel 2000 Amnesty International
lanciò una campagna mondiale per denunciare le violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita. Impossibile trovare sponsor per la campagna. Troppo forti gli interessi economici in ballo.
Sottofondo: Toccata e fuga (Bach)
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